Voglia di leggerezza

C’è una sottile vena di nuovo romanticismo nelle collezioni femminili dei questa primavera/estate. Niente di lezioso e svenevole, a dire il vero. Nessuna concessione al retrò e alla nostalgia. L’ispirazione dominante incoraggia la voglia di leggerezza (fisica e mentale) e la libera rappresentazione di sé. Oltre i claustrofobici steccati del troppo sexy e del super aderente. Oltre le trappole del giovanilismo e del bon ton a tutti i costi. Imperano le declinazioni dello sportswear deluxe che combina echi street e post minimalismo. Dominano le ampiezze vaporose che si alleano a confortevoli silhouette costruite. Torna al potere l’immaginazione che diverte e fa sognare con stampati e decori ispirati all’estetica pop e ai paradisi tropicali.

Vaporose ampiezze. L’eterea inconsistenza del voile, dell’organza, del tulle, del pizzo e dello chiffon, rischiarata e ingentilita da incerte ed evanescenti sfumature cromatiche, rilancia un pacato ideale di seduzione che non ha bisogno di gridare il suo nome. Caftani-aquilone e impalpabili abiti-nuvola siglano il ritorno delle mobili geometrie decostruite e ampliano gli orizzonti dell’overdressing. Con poetici omaggi, mai troppo leziosi, al look delle ninfe e delle dee care al Neoclassicismo e all’immaginario fantasy.

 

Attitudini sportive. Nobilitare il basicwear di matrice sportiva, senza scadere nel folklore da podio olimpico e senza crogiolarsi nelle facili tentazioni del giovanilismo americanofilo di segno “street”. È questo l’obiettivo di molte collezioni primaverili, che hanno rimesso in campo, con piglio leggero e un felice rimando all’estetica proto-minimalista, pantaloni da jogging, felpe col cappuccio, short da tennista, lifevest marinare e bomber oversize. Il tutto condito con coulisse, reti, bande laterali e alti profili a coste.

 

Paradisi perduti. Per contrastare il logorio della quotidianità, si gioca la carta dell’esotismo iperrealista che incentiva e stuzzica la consolatoria voglia di evasione. Un’overdose di stampe e di decori che, con un occhio a Paul Gauguin e uno al più esotico vintage da crociera, danno corpo all’illusione di un rigoglioso Eden terrestre. Tra incontenibili esplosioni di fiori tahitiani e lussureggianti evocazioni di giungle tropicali, si rafforza la passione per gli effetti “shining” e i colori vibranti.

 

 

Divagazioni pop. L’immaginazione torna al potere. Come nei beati anni Sessanta. Per stupire e strappare un sorriso. Per provocare e irridere chi si prende troppo sul serio. Ci vuole poco per convertire all’ottimismo marinare sbarazzine e sinuosi tubini dalla linea a matita, maxi T-shirt e bluse asimmetriche. Basta il viso noto di un personaggio rubato, un ironico quadretto da pittore della domenica, un trompe l’oeil zoologico o un rockeggiante vessillo da groupie. Tutto mixato con trasparenze al limite della volgarità.

 

 

 

 

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