Voglia di buone maniere

bonton

Chissà se Monsignor Della Casa, nato nel 1503 e inventore del Galateo, avrebbe mai immaginato che a metà del secondo millennio sarebbe tornata alla ribalta. Lei, la voglia di buone maniere.

Per averne conferma basta girare in libreria o fare zapping in tv; sugli scaffali trionfano saggi come “Galateo prêt-à-porter”, “Galateo. Il libro delle buone maniere” o “Si fa, non si fa. Le regole del galateo 2.0″. Mentre sul piccolo schermo impazzano gli edu-programmi di stile e buone maniere con Csaba della Zorza e Paola Marella.

Merito della crisi? Le difficoltà economiche ci portano a rifiutare le ostentazioni e la cafonaggine e a riscoprire ciò che è di vero valore. Ci invitano ad uno stile di basso profilo, più discreto, meno esibito. Vi fa sorridere pensare all’etichetta ai tempi di Internet e dello spread? Bene, il galateo si aggiorna: oggi si sdogana l’uso delle mani per mangiare la pizza perché si privilegia la spontaneità dei gesti. Anche l’infinità di posate e orpelli da tavola ha fatto il suo tempo, basta l’essenziale.

Molte novità del galateo riguardano l’ambiente lavorativo. Ecco tre punti imprescindibili secondo il sito www.eddaaccademiadistile.it: mai discutere di lavoro in corridoio, significa banalizzare; gli incontri con i nuovi clienti si organizzano nelle sale da tè degli hotel, che sono silenziose e rispettose della concentrazione; dopo aver concluso un affare, è bene mandare un biglietto di ringraziamento.

Anche sui social networks, luogo virtuale ma effettivo di incontro, è importante sapersi comportare bene…su Facebook mai taggare amici e conoscenti in foto dove sono venuti male ed evitare immagini compromettenti, ricordandosi che l’80% delle persone ha il datore di lavoro tra i contatti…dire solo ciò che può interessare, come in una conversazione dal vivo. Evitare post sgrammaticati o con abbreviazioni: l’italiano corretto è un riguardo per chi legge! Su Twitter invece mai retwittare i commenti positivi che si ricevono. E nelle e-mail ricordare il saluto iniziale e finale.

Infine il bon ton contemporaneo chiede attenzione per l’ambiente, il risparmio e la sostenibilità. Perché lo spreco è una volgarità, oggi più che mai. Quindi gli avanzi del pranzo si trasformano in polpette e la carta da regalo si ricicla. La creatività deve essere al servizio di un nuovo stile di vita. Per esempio riadattare abiti e accessori usati oggi è bon ton.
Lo fanno persino a Buckingham Palace!

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