Ascolta la tua voce guida

Sono al telefono con un’amica che assomiglia ad un fiume di lamentele in piena e non riesco ad arginarla, anche se ho mille cose da fare e sono in un ritardo pazzesco. Così parlo e intanto preparo gli ingredienti per la merenda dei bambini che non danno tregua, e affetto le verdure perché stasera ho gente a cena ma non l’ho invitata io, è stata un’idea di mio marito. Sbaglio mira, mi taglio un dito, volano cellulare e coltello: il telefono si apre e si scompone in mille pezzi, il coltello lascia uno sbrego sul parquet. Sono arrabbiata: verso di me e la mia incapacità di fissare le priorità e difendere i miei spazi, anche nei piccoli gesti della vita quotidiana. Continua a sfuggirmi il punto in cui finisco io e cominciano gli altri. Mi sento invasa e al tempo stesso dipendente dalle richieste esterne. Lo sbrego sul parquet resterà a memoria perenne di questa sensazione?

Sono certa che questo malessere, dai confini imprecisati ma maledettamente persistente, sia più diffuso di quanto si creda. Che si manifesti con una sensazione fisica, un flash visivo o un invito che viene dal profondo, tutti dovremmo dare più ascolto alla voce guida che conosce i nostri desideri più autentici e sa indicarci la strada migliore per realizzarli. Non è detto che sia sempre un percorso senza ostacoli, ma di certo è quello che più ci appartiene. Rappresenta ciò che siamo nel profondo e, se ben utilizzata, può guidarci nel processo di crescita come una bussola perché è l’impronta psichica più vicina alla nostra indole. Può capitare, però, che nel corso della vita venga soffocata da altre voci, come quelle della società e della famiglia, o dagli aspetti più razionali della personalità che puntano a farci muovere solo su strade sicure e già battute. Queste voci obbediscono a convenzioni, per questo è più facile seguirle…i richiami “conformisti” hanno un ruolo ma non possono avere ragione su tutto. Non è sbagliato cercare di far felici gli altri, ma se viviamo solo in funzione del loro giudizio rischiamo di dimenticare ciò che vogliamo veramente.

inner1Certo, nella complessità della vita non è sempre facile fidarsi dell’istinto, comprendere quanto ci sta spingendo verso la giusta direzione…i “rumori” della giornata – le voci delle persone, i pareri, le discussioni, i consigli ricevuti – spesso risuonano nella nostra testa anche la sera a letto…se non riusciamo ad escluderli, cerchiamo almeno di abbassarne un po’ il volume, proprio come si fa con la manopola di una radio. A questo punto, possiamo cambiare frequenza e provare a sintonizzarci sul nostro canale interiore e una volta trovata la giusta lunghezza d’onda, sarà più facile riconoscere la nostra voce guida che non usa ragionamenti lunghi e contorti ma poche parole, semplici e ripetitive. Non è lì per rimproverarci, ma per avvertirci di un pericolo e indicarci una via d’uscita. Seguendola acquisteremo fiducia in noi stessi e riusciremo finalmente a dirigere la nostra personale sinfonia.

Lascia un commento