Verso la Felicità

Nel giorno in cui si celebra l’equinozio di primavera, cade anche la Giornata Internazionale della Felicità. Istituita dall’Assemblea generale dell’ ONU allo scopo di riconoscere il benessere e la felicità quali aspirazioni universali della persona umana e dunque obiettivi fondamentali delle politiche pubbliche, questa ricorrenza ci ricorda che “la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità”.

Sono tanti però gli intoppi che ci avvelenano la vita, in primis il pessimismo esistenziale e la menzogna in tutte le sue varianti. Difficile ma non impossibile trovare una via d’uscita, dei trucchi per aggirarli o depotenziarli. Come ci consiglia Matteo Rampin nel suo  libro “Nel mezzo del casin di nostra vita? Indizi e tracce per trovar la via d’uscita“.

Ridimensiona l’ego. Se siamo troto happinessppo concentrati su noi stessi, rischiamo di trasformare le pulsioni naturali in passioni smodate: così l’emulazione di quelli che ci sembrano modelli diventa invidia, l’aggressività si trasforma in ira, il realismo in pessimismo…La soluzione non è annullarsi con tecniche che sopprimano il desiderio o le passioni, ma andare incontro agli altri. Se proviamo a risolvere i problemi altrui, ridimensioniamo i nostri: per essere felici bisogna puntare sulla felicità del prossimo.

Sogna più che puoi. Ovvero scarta i modelli irraggiungibili. Questo non vuol dire che non dobbiamo puntare in alto, ma sapere che per arrivarci è meglio procedere per gradi. Quindi, prima di metterci in testa di diventare miliardari, sarà bene provare a diventare economicamente autonomi; invece di voler assomigliare a tutti i costi ad una top model, occorre capire come valorizzare i propri punti di forza.

Arretra per avanzare. Chi è aggressivo perde il controllo, passando dalla parte del torto anche se ha ragione. Perché si sciolga il nodo che tiene incarcerato l’animo, è giusto fare ciò che raccomandavano i vecchi generali cinesi, gli stessi che negavano la validità del principio “dove passa Attila non cresce più l’erba”, preferendo che i propri cavalli, conquistata la prateria, avessero ancora di che pascolare. I suggerimenti di questi saggi comprendono l’arretrare per avanzare, il perdere una battaglia per vincere la guerra, il piegarsi come fa una canna al vento lasciandolo passare, anziché resistergli.

Diventa una pragmatica idealista. La soluzione per affrontare meglio le traversie della vita non è essere ottimisti a priori, che significherebbe diventare degli illusi, ma essere realistici: nel sapere che luce e ombra sono sempre intrecciate inestricabilmente e che uno degli scopi della vita è districarsi tra esse, scegliendo la prima e dandosi da fare per mantenerla. Dal punto di vista pratico, significa impegnarsi ogni giorno a trovare il senso dell’esistenza nelle cose che si fanno. Per riuscirci bisogna riconoscere i “pifferari magici” e sventare i loro incantesimi.

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