Velluto, tessuto nobile

Un tempo ammantava papi e re, oggi top model e influencer. Il velluto ci veste da secoli e, a giudicare dalle collezioni per questo autunno-inverno, continuerà a farlo. Mai tessuto ha dimostrato di essere tanto nobile e prezioso quanto contemporaneo e innovativo. E non è affatto sbagliato definito millenario: la sua nascita è datata intorno al 12oo, quando tra Cina, Pakistan, India e la Penisola arabica iniziano a lavorare un tessuto simile a un “vello” d’animale. I commerci verso l’Italia, poi, fanno il resto. I nobili e il clero restano affascinati dalla sua preziosità, tanto da farne la propria divisa: a dircelo sono soprattutto i dipinti realizzati durante il Rinascimento, dove il velluto è protagonista tanto quanto le persone ritratte. Essere il tessuto preferito da cardinali e monarchi ha dato a questa stoffa una connotazione di lusso e opulenza, da un lato aumentando il suo fascino e la sua allure, dall’altro bollandolo come antico e poco attuale. Ma a smontare questo pregiudizio sono stati gli anni Settanta. È in questo periodo che torna di gran moda il velluto a coste, o millerighe, o corduroy. E negli anni della contestazione studentesca, della disco music e di molto altro ancora non c’è ragazzo o ragazza che non abbia nel proprio guardaroba un cappotto o un giaccone dalle coste spesse, o un paio di pantaloni a zampa di elefante dal motivo più fine.

Eppure, al velluto, per essere sdoganato definitivamente, mancava qualcosa…l’endorsement da parte di uno degli stilisti di maggiore successo del pianeta: ci pensa Tom Ford, che a timone di Gucci negli anni Novanta e nei primi Duemila rivoluziona la moda, e quindi un po’ anche il velluto. È il 1996 e una giovanissima Gwyneth Paltrow incanta fotografi e giornalisti in un completo maschile di velluto rosso fuoco alla cerimonia degli Mtv Video Music Awards. Da allora, la storia del velluto davvero non è più la stessa. Se Tom Ford ha certamente legittimato il trend, non si può negare il contributo di moltissimi altri brand nel trasformare questo tessuto in un vero e proprio must have, una tela sulla quale sbizzarrisci con lavorazioni sempre più pregiate. Come la tecnica devorè, grazie alla quale sbocciano dei motivi a rilievo o in  trasparenza, oppure quella froissè, che dona alla stoffa un aspetto volutamente vintage, ma allo stesso tempo la illumina di bagliori cangianti, quasi come se fosse intessuta di metallo prezioso. Dagli abiti sartoriali dal taglio maschile di Ralph Lauren ai dress da sera di Giorgio Armani, passando per vestiti longuette decorati da motivi stellari di Prada fino alla modernissima robe a dolce vita di Vetements, tutti i marchi hanno voluto dare il proprio tocco di eccentricità e modernità a questo tessuto.

Una sfida che si ripropone anche nelle collezioni della stagione in corso. Nei long dress dona un tocco di castità austera ai modelli a tunica ma anche un mix di sensualità e mistero a quelli da sera, meglio se dalle scollature profonde. Alle mantelle imbottite di tessuto tecnico o alle giacche da camera da mettere sopra la camicia aggiunge eleganza. Il velluto è capace di donare un tocco di regalità anche agli accessori: agli ankle boots da sera, ma anche alle sneakers. Non può mancare sulle décolleté e neppure sui sandali. Per le borse, la sua declinazione più fashion è sulle clutch e sulle pochette che si trasformano in vere e proprie opere d’arte. Una su tutte la Velvet Marmont di Gucci (in foto), it-bag del momento.

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