Una mamma, due universi

Due universi femminili si incrociano davanti alle scuole dei loro bambini e alle feste di compleanno, al supermercato, dal parrucchiere, in palestra. Ma non comunicano se non con sguardi carichi di disapprovazione. Il primo è abitato dalla “donne Alfa”: professioniste, imprenditrici, manager che portano avanti carriere una volta riservate ai loro padri e ai loro mariti. Sono determinate a tenere insieme tutto e a non rinunciare a niente: si sposano e fanno figli senza battute d’arresto nel lavoro.

Nel secondo universo, invece, governano le donne che, per scelta o per necessità, hanno lasciato il lavoro e si dedicano a tempo pieno alla famiglia. Molte di loro sono state studentesse brillanti, ma alla nascita del primo o del secondo figlio hanno accantonato il progetto di emergere nella professione, a volte a malincuore, riservando il loro talento alla sfera privata della vita e, sopratturro, a crescere al meglio i loro bambini.

Donne manager e casalinghe sono due mondi sempre più lontani. A decretare esplicitamente la fine della solidarietà femminile tra questi due universi è il bestseller “Donne Alfa“, dell’economista e docente al King’s College di Londra, Alison Wolf. Le donne Alfa mettono l’indipendenza economica tra le condizioni imprescindibili della loro vita di coppia e il successo professionale è importante quanto l’attenzione per i loro figli e per la famiglia. Sono le “XX factor women“, come le chiama Wolf, e concepiscono la vita in modo totalmente diverso dalla altre. Ecco perché non potranno mai essere amiche.

working1Il fenomeno è di tale portata da aver creato la cosiddetta “mafia delle mamme”, fatta di sguardi di fuoco e critiche feroci nei confronti delle mamme che lavorano…c’è una specie di congiura femminile contro le madri assenti, quelle che non riescono ad andare a prendere i figli a scuola. Nella sfera privata, ognuna di noi “racconta” a se stessa com’è brava a tenere tutto insieme e a soddisfare i bisogni dei propri figli. Tra le mura domestiche abbiamo il nostro equilibrio interiore che crolla però quando ci confrontiamo con altre madri. E’ come se improvvisamente ci vedessimo allo specchio: aumenta allora la sensazione d’inadeguatezza. Ma capita a tutte, alle donne che lavorano, ma anche alle casalinghe. Anche loro di fianco a quelle in carriera, a quelle-che-riescono-a-fare-tutto, si sentono inadeguate. A volte il senso di colpa, da una parte o dall’altra, può trasformarsi in aggressività nei confronti di mamme molto diverse da sé.

Le donne, nonostante le lotte e le conquiste nella parità, vivono inconsciamente ancora in modo conflittuale l’idea di accudire i figli e dedicarsi anche alla realizzazione di se stesse. Il problema non è quindi lo sguardo critico delle altre mamme su di noi, ma quello che noi abbiamo verso noi stesse. Non sono le altre donne a farci sentire in colpa con i loro sguardi sprezzanti, ma siamo noi stesse l’origine del senso di colpa. Cerchiamo di non cadere nel mito della “super mamma”, che riesce a fare tutto alla perfezione. Quelle che accettano di non poterlo fare e mettono delle barriere, sono le più felici e realizzate. Prendere nota.

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