Trattoria nostalgia

Torna nostalgia dell’altra vita, quella fatta di pancia, di sguardi, di corpi, di contatti ed energie sottili.
Quella non meccanica e ripetitiva, ma imprevedibile e caotica.
Il fuori, con i suoi cieli, i tramonti, i profumi, gli odori, e un altro tipo di confusione.
Abbiamo un bisogno di bellezza che per fortuna ci costringe ad alzarci e a uscire di casa.

C’è quella tipica milanese che ricorda le trattorie di una volta e quella raffinata perfetta per un apericena dai risvolti romantici sotto un cielo stellato. I ristoranti all’aperto di Milano sono semplicemente qualcosa di speciale, per vivere appieno la città in post lock-down e approfittare delle giornate più belle. Una cosa certa è che i posti belli vanno cercati dentro: ex-officine, giardini urbani, corti signorili pieni di storia ma anche non.

Antica Osteria Il Ronchettino

Antica Osteria Il Ronchettino (via Lelio Basso 9). In una cascina del Seicento, che ha mantenuto intatto il suo fascino d’antan, un ambiente dall’elegante accoglienza, fra cuscini, tovaglie ricamate, mobili antichi e paralumi di pizzo, si possono gustare le pietanze storiche meneghine. Dal risotto all’ossobuco, alle polpette, sia al sugo che fritte, tipiche lombarde, i mondeghili e l’immancabile cotoletta. Tutto sorretto da una buona esecuzione, da materie prime selezionate e un servizio in sala attento e cordiale.

Al Garghet

Al Garghet (via Selvanesco 36). Il nome in dialetto milanese antico significa «il gracidare delle rane», proprio perché situato in un angolo incontaminato di quello un tempo definito «Gratum Solium», regno appunto di prati e delle suddette rane, abitato per la prima volta nel XIII secolo da alcuni monaci. Il luogo ha conservato tutta la magia e il fascino di quei tempi, grazie ai suoi tre meravigliosi spazi all’aperto (i Sassi, il Pergolato e il Parco), immersi in uno splendido e ampio giardino, che d’estate si trasforma nella location perfetta per romantiche cene lontane dal caos e dalla frenesia tipiche di Milano. Il menu è principalmente lombardo e di terra: la scelta di utilizzare solo prodotti naturali, spesso provenienti dall’orto del locale, contribuisce a creare uno delle food list più gustose della città, dove spicca da sempre l’enorme – e inimitabile – cotoletta a orecchia di elefante.

Al Fresco

Al Fresco (via Savona 50). Un vecchio magazzino di un’industria dismessa radicalmente trasformato con un unico leitmotiv: il verde.È così che nasce Al Fresco, un paradiso urbano che è un po’ serra, un po’ bistrot all’italiana, un po’ atelier d’artista: non a caso la sua insegna recita «Luogo d’Incontro con Cucina», perché si tratta appunto di un luogo dove mangiare, bere ma anche dove trascorrere un po’ di tempo lontani dagli stress quotidiani. Menù italiano al 100%: amatriciana, carbonara, fregola con le vongole e le crocchette di baccalà, limone candito e pecorino, zuppe, secondi di carne o di pesce e contorni «semplici», come la cicoria di campo ripassata con aglio olio e peperoncino. Posto sia per pause pranzo, per la sua luminosità e la sua pace, che per la cena, quando le luci disseminate tra le frasche lo rendono estremamente suggestivo.

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