Tracce di moda a Guastalla

Il toponimo Wardestall (posto di guardia) rimanda all’origine longobarda di Guastalla: vivace cittadina, modello rinascimentale di città ideale e principale centro della Riviera del Po e della Bassa reggiana. Conserva nelle strade, nei palazzi e nelle chiese il fascino discreto di un’antica capitale. Il suo monumento più rappresentativo è il Palazzo Ducale. Risalente al 1567, acquistato dal Comune nel 1997 e in seguito restaurato, è una presenza imponente nonostante le manomissioni sofferte nel tempo (nel 2012 ha subìto un sisma di forte magnitudo) con un susseguirsi di stili che vanno dal tardo rinascimento al primo Novecento.

Dal 15 dicembre 2018 ospita la mostra “Tracce di moda a Guastalla. 500-600-700 e risonanze novecentesche“, a cura di Doretta Davanzo Poli, storica dell’arte tessile e docente presso l’Università di Venezia. Un excursus d’arte, costume e storia suggestivo, fra merletti, dipinti, abiti, stoffe e carte  antiche, senza dimenticare il Piviale di damasco rosso proveniente dal Duomo di Guastalla e i preziosi paramenti sacri della metà del 1500 in seta pregiata con cui la mostra si apre. Alcuni documenti provenienti dalla Biblioteca Maldotti di Guastalla sono utili a raccontare quanto la bachicoltura fosse importante in questi territori. Inventari e commentari aiutano a contestualizzare il periodo storico, così come i merletti nelle teche di vetro, il cui disegno è riprodotto nei quadri esposti.

Con il procedere del XVII secolo le linee morbide e drappeggiate lasciano il posto a sagome più morbide e voluminose. Gli abiti in questo periodo sono generalmente composti da tre parti: il busto, la gonna e il manteau, un’altra gonna sovrastante sollevata per lasciare scoperta quella sotto. Come testimonia la raffigurazione delle “Otto Dame” di Villa Paralupi: otto figure femminili ad altezza naturale, che hanno lo stesso volto ma otto “outfit” differenti di fine Seicento. Meraviglioso l’abito in mostra realizzato dalla sarta specializzata Sonia Maestri, preso a modello proprio da una delle Dame (foto sopra). Il clima mondano più festoso del 1800 porta ad un esplodere di colori e di tessuti lussuosi, come damaschi e broccati. Parrucche e nei posticci usati come accessori civettuoli. Elaborati ricami, bottoni ornamentali, jabot di fine realizzazione per il girocollo, il petto e i polsini sono i principali elementi decorativi dell’abito maschile, mentre la forma del busto e del panier determinano l’abito femminile.

Conclude la mostra un lungo percorso di ventidue abiti del Novecento che hanno riferimenti ai quadri della prima parte dell’esibizione: i rimandi sono nel dettaglio di una scollatura, in un modo di fare una manica, in un volume generale di un abito. Ad indicare che l’origine dell’immagine passa sempre per gli stessi fondamentali temi.

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