vacanze

Book operator

Non c’è niente da fare: in mezzo a due giorni pari ce n’è sempre uno dispari, quello in cui va tutto storto. Come in mezzo a due gioie si annida un dolore e a ogni inspiro segue un espiro. È il ritmo della vita: salite ripide e piani su cui tirare il fiato. Si tratta solo di vedere il disegno intero, di cambiare atteggiamento e umore per poter cogliere l’opportunità che si cela dentro ogni difficoltà. Non sono dispetti dell’Olimpo: è che il vecchio si sta crepando per fare uscire dal guscio il nuovo. Affrontiamole così le vacanze estive: pensando che le avversità sono le buone notizie di un cambiamento che sta arrivando. E allora è molto importante stare concentrati in questi passaggi, per esempio sfogliando un libro che ci ispiri e ci traghetti verso orizzonti diversi. A ciascuno il suo book da mettere in valigia o nel tablet:

Umami di Laia Jufresa. Un libro a matrioska con una struttura tutta sua che saltella qua e là nel corso degli anni. Le quattro parti in cui è suddiviso sono composte a loro volta da cinque capitoli che sono anni, ognuno di essi raccontato da una voce differente. Ana, Marina, Alf, Luz e Pina sono i protagonisti a cui è stato dato il compito di ricostruire le vicende, una struttura solo apparentemente complicata perché Umami, in realtà, è un libro che scivola via, pagina dopo pagina…ogni personaggio è vivo, è un insieme di gesti, di modi di dire che lo caratterizzano, di vite che sono un voler continuare a essere ciò che sono, nonostante la morte. Perché Umami è soprattutto un libro sul lutto, un lento dondolarsi e soffermarsi sull’evoluzione e trasformazione della sofferenza, con una continua ricerca delle parole più adatte per descrivere situazioni, persone, attimi. I colori sono stati d’animo, ogni piccolo gesto un lascito di esperienze passate, un voler vivere al meglio ogni singolo istante.

Una storia nera di Antonella Lattanzi. Vito è violento da sempre, Carla subisce da sempre. Anche dopo il divorzio, chiesto da lei e accettato malvolentieri da lui, fra di loro le cose sono difficili. Ma quando Mara, la figlia più piccola, compie gli anni, Carla decide di organizzare una cena con i tre figli e invitare anche Vito, per un momento di vita famigliare insieme. Dopo quella serata Vito scompare. È l’inizio di un gioco di specchi abilissimo e crudele, di un romanzo dalla struttura impressionante, dove tutti i temi – l’amore, l’odio, la violenza degli uomini, la reazione delle donne, gli sguardi dei figli – sono affrontati e niente è come sembra. Una storia nera, che pensiamo di conoscere e invece ci sorprende fino all’ultima pagina. Qualcosa degli struggimenti della scrittrice Goliarda Sapienza, qualcosa dei terrori materni, delle condanne ingiuste, delle detenzioni orrende. La storia magnifica scritta dalla Lattanzi è soprattutto un viaggio nella paura, una traversata affannosa della vita.

Amica della mia giovinezza di Alice Munro. Con questa raccolta, la settima, si aggiunge un altro prezioso anello alla catena di racconti che Alice Munro ci ha regalato: dieci storie che si muovono sullo sfondo di piccole città di provincia del Canada, luoghi chiusi dove ognuno ha un ruolo preciso, assegnato perlopiù dagli altri, dove chiunque pensa di sapere tutto di tutti. Ma dei suoi protagonisti Munro ci mostra invece la faccia più nascosta, i pensieri, i segreti, i desideri e le paure. Ritratti densi che in pochissime pagine inseguono la progressione inesorabile dei loro sentimenti, il modo in cui l’amore e la passione nascono, scivolano o resistono cambiando nel tempo. Di ognuno, andando avanti e indietro con flashback nelle loro vite, la scrittrice canadese ci dice quello che davvero ha contato per farli diventare quello che sono. Ci svela i loro punti di forza, l’intelligenza, la voglia di sognare; ma anche le viltà, le bugie, i fallimenti.

Le aggravanti sentimentali di Antonio Pascale. C’è un momento perfetto, appena prima che gli eventi siano sul punto di precipitare. Nella luce del tramonto, al Gianicolo, un uomo solo è seduto su una panchina e guarda di fronte a sé. La sua famiglia è partita per il mare, lui è uno scrittore, ha quasi cinquant’anni e pensa alla felicità, contempla il cielo, pensa alle donne, agli amici, al libero arbitrio. Antonio Pascale racconta con una voce inquieta e unica il tentativo di tenere fuori il dolore, l’impossibilità di farlo davvero, racconta persone smarrite fra la terra e il cielo, e l’allegra tristezza che le guida: chissà se è il caso, chissà se è la volontà a farci sbagliare così spesso, nonostante la disinvoltura, la cultura, il senso dell’amore. Chissà se basta solo fare quello che ci piace, avere il controllo, per essere felici. I personaggi di questa dissertazione romanzesca, digressione filosofica, comica e carnale sulle nostre vite in bilico, inseguono la felicità, la perdono, a volte la ritrovano.

Fato e furia di Lauren Groff. Che tra di loro ci sia passione divorante si capisce dalla prima scena, sulla spiaggia. Al centro del romanzo c’è l’amore forsennato tra Lancelot, detto Lotto, e Mathilde: si conoscono a una festa ai tempi dell’università, si innamorano perdutamente, si sposano prima ancora di finire gli studi. Il destino, e anche il tempo, sembrano dalla loro parte. Lotto e Mathilde sognano di diventare vecchi insieme, farsi sorprendere da una battuta che risveglia un ricordo, mettersi a tavola, cenare presto, addormentarsi davanti a un film mano nella mano. Ma può un matrimonio crescere confinato in questo spazio intimo, immutabile, rassicurante? Il mito di due cuori e una capanna, poveri ma felici, si schianta contro la vita insieme a New York, dove il tracollo sarà emotivo e psicologico. La storia viene narrata da due prospettive, quella della moglie e quella del marito, componendo una verità che sembra sempre sfuggirci. Il tempo salta avanti e indietro e si muove per omissioni e anticipazioni in una scrittura che attira come un vortice, proprio come il vero amore. E si capisce che la vita coniugale non è solo sesso, sole e spiaggia, perché in ogni matrimonio si intromette quel granello di polvere, una piccola bugia necessaria, che alimenta un buio che può farsi notte oscura.

Summer Trends 2014

Per chi è già in vacanza o deve ancora partire, è doverosa una lista dei summer trends dell’anno in piena corsa, tra temporalesche atmosfere e riti scaramantici auguranti caldo e sole nelle località di villeggiatura prescelte. Ecco come sintonizzare il guardaroba con le nuove ed immancabili tendenze.

imageSlogan T-shirt. Ovvero le magliette con stampati motti e messaggi. Gli esperti di moda le hanno elette capo icona dell’estate e le celebrities le collezionano. D’altronde non c’è nulla di più forte di indossare ciò che pensiamo sulla pelle, a stretto contatto con il cuore. E la slogan T-shirt è l’istantanea di ciò che siamo e vogliamo, inoltre è un passe-partout che sta bene ad ogni età. Con maxigonne ed espadrillas di giorno, pantaloni attillati, blazer e collane luccicanti di sera. (In foto, T-shirt Tee trend)

imageTutti frutti. Arance, limoni, ananas, ciliegie e banane: una macedonia colorata che conquista abiti e accessori, tendenza che piace da sempre a stilisti come Stella McCartney o Dolce&Gabbana, con la loro versione mediterranea di fichi d’India e fiori. Da spezzare con la tinta unita, usarla senza mezze misure o farsi tentare dagli accessori ipercolorati come la borsa nata dalla joint venture tra il marchio An Italian theory di Alessandro Enriquez e la bravissima designer di borse Azzurra Gronchi.

imageIn shorts. La mania imperversa, le celeb ne vanno pazze a colpi di pose su Instagram e la moda autunno che verrà ne conferma il trend. Primi in assoluto nella classifica degli indumenti pericolosi e assai poco democratici…meglio puntare sui modelli in denim: una cucitura qua una sfilacciatura là e i difetti di cosce e dintorni si mimetizzano. Da abbinare a canotte colorate o camicie bon ton, zeppe o comode sneakers. (In foto, modello J Brand)

imageEspadrillas. Ricomparse tre anni fa sulle passerelle di Valentino e Chanel, abbiamo ripreso ad amarle facendole diventare un oggetto indispensabile del guardaroba estivo. Suola in gomma e corda e tomaia in cotone ma anche in canvas, in pelle, in tela ricamata, con paillettes o borchie…Motto di Isabel Castañer, direttore dell’omonima casa di produzione di espadrillas più famosa al mondo: “Se fai una vacanza senza espadrillas, godi solo la metà!” (In foto, modello camouflage di Manebì)

imageOcchiali cat-eye. Tom Ford e Miu Miu ne hanno fatto una bandiera, riprendendoli direttamente dai modelli vintage e riadattandoli in misura extra large. Gli occhiali da sole da gatta sono tornati prepotentemente di moda, i più glamour sono quelli a lente grande sfumata con montatura leggera. Neri sono ultrachic e fanno subito diva, colorati diventano allegri e divertenti, come il modello in policarbonato della nuova collezione OPS!Objects con la collaborazione di QUAY Australia.

imageBracciali caramella. Sui social network impazza il ritorno dei braccialetti dell’amicizia, quelli di fili intrecciati fatti a mano e ai polsi delle fashion victim non mancano nastri portafortuna fluo, lacci e polsiere in tinte acide o braccialetti da personalizzare con i charms intercambiabili. Se ne mettono tanti e di colori diversi per creare un effetto contrasto molto glamour oppure uno solo nella stessa tinta delle scarpe o dello smalto. Per arricchire un look semplice e dare tono all’outfit. (In foto, modello Share the Love)

imageStile etnico. La tendenza da metissage è chiara, il quoziente etnochic di una perlina colorata cambia faccia in un attimo al bikini più basic, alla pochette più rigorosa, alla giacchina più bon ton. Molto fashion l’etnico di ispirazione giapponese o nativo americano: un kimono corto da mettere di giorno come copricostume o di sera sui jeans e frange ovunque, dalla maglia alla borsa. (In foto una clutch di Matthew Williamson)

imageBikini volant. Già trend della scorsa estate nella versione monospalla, il bikini con volant e ruches oggi lo si vede su ogni spiaggia. Forse perché dona a ogni décolleté, dal generoso che copre con garbo, al piattissimo cui dà un certo brio. Per le ragazze belli i volant fantasia, sia sul reggiseno che sullo slip. Per le più grandi, meglio una sola balza, o sopra o sotto. (In foto, modello fiorito Je m en fous)

Di che saggio sei

Si può ridere sopra gli eterni dilemmi del cuore e sul senso della vita?  Vi propongo 4 letture saggistiche profonde e lievi al contempo, che possono fare compagnia alle letture preferite di queste vacanze estive.

Il primo saggio s’intitola “Una storia che non possiamo raccontare“, scritto dallo psicoanalista Stephen Grosz, che racconta come la psicoanalisi affronti quel muro di separazione che c’è tra la conquista e la perdita, un muro di “passaggio” e limite tra il cambiamento (necessario ad andare avanti) e il lasciarsi dietro le cose vecchie, o morte, o dolorose.

Il secondo è di una delle mie scrittrici contemporanee preferite, Fred Vargas, nota per le sue storie noir ma che qui ci stupisce con un libro di poco più di cento pagine, “Piccolo trattato sulle verità dell’esistenza“, divertentissimo, ironico e assolutamente irrinunciabile. E’ vero, sostiene l’autrice, che l’umanità da 30 mila anni sta cercando di chiarire la verità sull’esistenza mediante scienza, fede e filosofia, ma ora basta: la scrive lei.
E così comincia a scandagliare le nostre quotidiane imprese con temi semplici, come gli impermeabili con il cappuccio o i lombrichi. Eccezionale.

Musica distante” di Emanuele Trevi, è il più filosofico e letterario di questi saggi: Platone attribuiva all’essere umano la capacità di stare bene seguendo quattro strade – prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Sant’ Ambrogio e Sant’ Agostino ne aggiunsero altre tre – fede, speranza e carità. Possono essere cercate ovunque, anche in chiave laica: è quello che l’autore fa trovando nella letteratura tutti quei passaggi in cui la bellezza è legata a un senso di moralità. Ecco che l’autore spulcia Dante e Apuleio, Virginia Woolf e Leopardi, Conrad e Dostoevskij…

Sembra un prontuario dell’ errore amoroso “Perché l’amore fa soffrire“, dove l’autrice israeliana Eva Illouz prova a spiegare da una nuova prospettiva psicologica come mai l’amore in ogni epoca ha sempre fatto soffrire. Ne sono testimonianza la grande letteratura di fine Ottocento con Madame Bovary o Cime tempestose, e i filmoni hollywoodiani degli Anni 50. Ed oggi non siamo da meno, le coppie si lasciano pur potendosi scegliere senza costrizione alcuna e viviamo il trionfo di Sex and the City e del Diario di Bridget Jones.

Chi ha detto che gli studiosi sono sempre noiosi?

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