Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole” scriveva Fernando Pessoa della sua città. C’è una luce qui che puoi “sentire” più che vedere, perché sa entrare nella pelle. L’aria che si respira è leggera, misteriosa, magica. Come una bella donna malinconica, dai mille volti, che ti conquista. Oppure no. Lisbona o si ama o non la si capisce. Assomiglia a Napoli per la “chiassosità”: i panni stesi in strada, le facciate di azulejos (le tipiche piastrelle di ceramica decorate e smaltate) dei palazzi, i lustrascarpe agli angoli del quartiere Rossio, il tram 28 che la percorre in lungo e in largo. Ha anche qualcosa della Berlino anni ’90: la nostalgia mista all’entusiasmo, la voglia di rinascere, i mercatini sgangherati (imperdibile la Feira da Ladra il sabato mattina), i locali storici come il Cafè Art Déco A Brasileira, tappa fissa di intellettuali, poeti e scrittori dei primi del ‘900.

Su e giù, su e giù, su e giù per i sette colli (sì, come a Roma) e per chilometri. Niente tacchi, né bambini al seguito. Solo girare a piedi, con la macchina fotografica al collo, lo smartphone e nient’altro. Lo scopo del viaggio? Visitare locali storici, ma anche sconosciuti, stellati, panoramici e rilassanti. La regola numero uno: non cedere alla pigrizia e, soprattutto, alla tentazione di prendere un taxi. Prima tappa in aeroporto, al desk delle informazioni del turismo, dove si acquista la Lisboa Card: quella valida 72 ore costa 39 euro e permette di usufruire di tutti i mezzi pubblici, dei treni, di visitare musei, monumenti e avere sconti fino al 50 per cento in 60 negozi e locali. Il check-in è al The Vintage Lisboa Hotel, dietro l’Avenida de Libertade, dove sfilano le vetrine di Tru Trussardi, Gucci, Armani, Max Mara e tanti altri marchi italiani. È l’unico albergo ecosostenibile e costruito secondo i principi del feng shui della città. Vicino c’è Open, uno dei pochissimi ristoranti certificati senza glutine della città. Per la merenda, invece, si va dritti a Fàbrica da Nata, che sforna paste, torte, dolcetti alle mandorle e le famigerate pastéis de nata proprio sotto gli occhi dei clienti.

Uno dei quartieri più vivi, lussuosi ed esclusivi di Lisbona è senza dubbio il Bairro Alto. Solo passeggiare tra le vie, con il naso all’insù per inseguire con lo sguardo i disegni delle azulejos che salgono fino al cielo, è uno spettacolo (se si volessero portare a casa, Sant’Anna è uno dei laboratori più antichi di piastrelle tipiche). Sulla rua de Garret si comincia con lo shopping locale: se si amano lettura e libri antichi, bisogna fare un giro da Bertrand , la più antica libreria al mondo, aperta nel 1732. Più giù, verso rua do Carmo, c’è invece il negozio più piccolo del mondo: una bottega di guanti di pelle, la Luvaria Ulisses, dove i clienti fanno la fila sul marciapiede, perché ne entra solo uno alla volta. Passando per rua Anchietta, si trova un negozio di vintage home design fantastico dove fare incetta di souvenir, A Vida Portuguesa: stampi di rame per i dolci, quaderni di carta riciclata, bottoni, giocattoli Anni ’40, cornici. Sfido chiunque a uscirne a mani vuote!

Lisbona essendo in piena metamorfosi è la nuova meta cool d’Europa. La capitale lusitana fa infatti battere il cuore dei millennials, sempre alla ricerca di luoghi autentici ma al passo con i tempi. Perché ha saputo reinventarsi senza perdere la sua anima. Anzi, ha valorizzato le influenze africane, nella musica e nel cibo. L’atmosfera in città è vivace, la vita notturna effervescente. Il quartiere d’avanguardia è Belém, affacciato sull’ampio estuario del Tago. Qui è stato inaugurato il Maat, museo di arte, architettura e tecnologia, in un edificio dalle forme sinuose, rivestito di ceramiche che riflettono la luce e le vibrazioni dell’acqua; si passeggia anche sul tetto con una bella vista sulla città. Nel vicino quartiere si trova Time Out Market Lisboa, ex area industriale oggi gigantesco concept gourmand, con laboratori, negozi di design e ottimi ristoranti di pesce e tipicità portoghesi. Lungo il Tago merita una visita il Parque das Naçoes, area riqualificata per l’Expo 1998, con giardini zen, residenze, spazio per eventi ed il bellissimo acquario Oceanario. Si può ammirare il tutto da una funivia lunga circa 1 km che permette di assaporare le trasformazioni d’avanguardia della città.

Prima di cena passare dalla minuscola Gingjinha Espineria ad assaporare l’aperitivo a base di liquore di amarena tipico del luogo è d’obbligo. E da qui in poi Lisbona si farà romantica e farà battere il cuore con un bacio al tramonto sulla Torre di Belém o al vicino Monastero dos Jerònimos. Mentre si gironzola ammaliati dai colori del calar del sole, consiglio una sosta in rua Combro davanti alla Casa Raphael Baldaya, bar culturale ispirato al poeta Fernando Pessoa, dove assistere alla narrazione recitata di Storie di Lisbona, uno spettacolo tradizionale davvero da non perdere. Per la cena non ho dubbi, si va al Gambrinus ad assaporare un fumante risottino al baccalà con germogli colorati.

Nei dintorni a sud di Lisbona si incontrano le spiagge sabbiose ed i paesini di pescatori. Da menzionare e visitare c’è sicuramente Cascais, luogo di villeggiatura che da oltre un secolo possiede una certa signorilità che altre località più giovani non hanno. La sua storia è chiaramente visibile nelle ville lungo la costa, costruite come residenze estive dai Lisboetas benestanti. La baia, sabbiosa e al riparo, ed il porticciolo sono una meta affascinante per una pausa dai ritmi cittadini. Verso nord est invece si trovano la costa atlantica rocciosa e le verdi colline dell’ incantevole città di Sintra, tra boschi, dirupi e sorgenti d’acqua dolce. Gli alti camini conici di Palàcio Nacional de Sintra e lo straordinario Palàcio da Pena con la loro particolare fisionomia, danno al paesaggio un tocco suggestivo tanto che la cittadina è dal 1995 dichiarata dall’UNESCO Paesaggio Culturale, attirando così migliaia di visitatori tutto l’anno.