Stile pop

Da qualche stagione è tornata l’eleganza della moda vintage, ispirata agli anni ’40, ‘ 50 e ’60 (vedi http://bestofmag.it/vintage-mania/): punto vita segnato, gonne al ginocchio e giacchine bon ton. Ma un altro trend giovane e irriverente ha preso piede nella moda invernale di quest’anno, lo stile pop. Quando 60 anni fa la Pop art nacque in Inghilterra, grazie alla figura predominante di Andy Warhol, che si dilettava a creare abiti e deliziosi bozzetti di scarpe, nessuno avrebbe immaginato che una corrente artistica potesse influenzare così a lungo i gusti delle masse.

popTutto è iniziato con il revival di quel decennio nei quartieri dei creativi di New York, Berlino, Londra e Milano, poi appodrato nei negozi dei marchi giovani per eccellenza, come Asos e American Apparel. Oggi i colori flou, i leggings stampati da indossare con maglioni oversize e le sneakers hanno contagiato anche l’alta moda. Dietro lo stile pop odierno c’è Jeremy Scott, lo stilista del momento, nonché da due stagioni direttore creativo di Moschino: il suo debutto alle sfilate di Milano lo scorso febbraio è stato dirompente. Ha trasformato la passerella in un colorato fast food, la “M” di Moschino come quella di MacDonalds, la borsa a forma di Happy Meal, gli abiti da sera come incarti di patatine. E cosa dire dell’ultimo défilé meneghino in cui ha fatto sfilare tante Barbie in rosa?

Ma possibile che il pop sia solo, in tema tendenze, il solito giochino del colore “sparato”, delle fantasie sopra le righe e delle scritte a caratteri cubitali? A prima vista sì. In realtà, invece, oltre agli abiti ci sono le nuove abitudini. Che i più ambiziosi si ostinano a definire attitudini, senza però esentarle dall’entrare, presumibilmente a breve, in ciò che si definisce “cultura di massa”. Eccone un elenco semiserio in 4 punti:

  1. Essere una it girl e/o una socialite: categorie umane il cui moltiplicarsi è talvolta inversamente proporzionale al perdurare dell’interesse destato.
  2. Lo stravestirsi anziché il vestirsi. I parterre delle sfilate pullulano ormai di look eccentrici studiati per mesi a tavolino. Occhio, il confine fra virtuosismo modaiolo e deriva trash si sta assottigliando.
  3. Il mix selvaggio: frange indiane + occhiali specchiati + suv. Un concentrato di ovvietà. Specie se accessoriati di abbronzatura caramello, fisico palestrato, stivali “molli” da squaw.
  4.  Avere uno o più pezzi di design rieditati da ignoti in salotto. Si riconoscono, non invitate gente che se ne intende.

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