Siamo fatti di sogni

Che cosa sono i sogni? In senso stretto, i sogni sono immagini e pensieri, suoni, voci e sensazioni soggettive vissute quando dormiamo. Possono includere persone che conosciamo e perfetti sconosciuti, luoghi noti e posti mai visti prima. A volte si limitano a ricordarci eventi accaduti durante la giornata. Altre volte possono anche richiamare i nostri più oscuri segreti, le paure e le fantasie più intime. Sigmund Freud riteneva che i sogni fossero una finestra sul nostro inconscio, e alcuni studi dicono che potrebbe averci visto giusto.

tenda notteSvegliarsi nel cuore della notte sgomenti e accendere la luce, guardarsi intorno, bere un sorso d’acqua e girarsi sull’altro fianco sperando, richiudendo gli occhi, di non farse più lo stesso incubo. È il lato oscuro della medaglia. Lato chiaro, quasi bianco, anzi, da Mulino bianco: è giorno, la luce filtra dalla finestra. Ciglia dischiuse e un sorriso dolce amaro perché, se non fosse suonata la sveglia, quel sogno, così bello, non sarebbe ancora finito. Ogni notte riserva delle sorprese. Quando tutto tace, quando tutto è buio, l’inconscio prende sotto braccio i ricordi, le paure, le speranze che, mattoncino su mattoncino, costruiscono il mondo dei sogni, quello spazio che possiamo vedere solo ad occhi chiusi. La notte, corpo e mente si danno appuntamento in piazza, o su una piazza e mezza. È questo il momento in cui il fisico, alle prese con cuscini e lenzuola, lascia che il cervello stacchi la spina e ceda il passo al riposo. E mentre la guancia affonda in morbidi guanciali, la testa sprofonda nel torpore. In realtà il cervello se lo sogna di staccare: la sua attività, seppur a ritmi diversi, continua, fa il solletico a reminiscenze e quotidianità e dà forma ai sogni. E non smette mai di stupirci: a volte apre files che credevamo sepolti, altre volte si diverte a riproporci le stesse scene. Sono i sogni ricorrenti. Noi invecchiamo, loro no. E ritornano più o meno puntualmente a farci visita mentre ci rilassiamo in pigiama. Accade perché nella nostra vita c’è qualcosa di ricorrente e legato alle nostre emozioni più profonde: alcuni studi suggeriscono che il dolore entra in sogni, superando la barriera tra la veglia e il sonno. Dolori intensi possono dare vita a veri e propri incubi. L’emozione più diffusa nei sogni però è l’ansia: le emozioni negative in generale vincono su quelle positive.

Siamo quindi fatti della stessa sostanza dei sogni? Siamo fatti di ricordi, emozioni, pensieri che si svegliano quando dormiamo. Siamo fatti di una storia e di un sogno, di “un’altra storia in più da chiudere con gli occhi”.

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