So cosa si prova. Si chiude l’ultima pagina e ci si sente appagati. Riapriamo gli occhi sulla realtà e tutto appare in modo diverso, più pieno, colorato, intenso. Un’esperienza talmente potente che si vorrebbe riprovarla subito. Un’evasione sana, che ci ha fatto viaggiare per un po’ e raggiungere un “altrove”. Perché immergersi in un romanzo vuol dire dimorare in altri universi e ampliare gli orizzonti. Al termine di un racconto che ci ha reso particolarmente felici, si pensa di non poter più provare certe sensazioni straordinarie vissute assieme a quei personaggi, in quei luoghi, seguendo l’intreccio di una trama, che pian piano è diventata parte della nostra vita. Chiunque ami leggere lo sa: quando scatta la passione, arriva la dipendenza e non si smette più. Si vuole tornare in quel mondo parallelo dove ci siamo abbeverati, nutriti di nuove conoscenze, sfumature, suoni e luci completamente differenti.

autumn books

I libri possono far scattare un sentimento, ma anche essere oggetto e insieme luogo di incontro tra due cuori. L’esempio nella memoria di tutti è il poema cavalleresco che ha unito le anime di Paolo e Francesca, nell'”Inferno” di Dante, ma succede pure nel libro appena uscito di Carole Lanham “L’ora di lettura” che, complice un legame intenso è più di un romanzo: sullo sfondo del Mississippi degli Anni ’20, la protagonista Lucinda, viziatissima  rampolla di una ricca famiglia, inizia alla lettura il garzone Hadley, facendogli leggere e ricopiare i passaggi più arditi di romanzi proibiti come “Anna Karenina” e “L’amante di Lady Chatterley“.  In tema di emozioni i libri hanno effetti strabilianti a tutto campo, lo insegna “Qualcosa che somiglia al vero amore” di Cristina Petit: Clémentine il personaggio chiave, legge romanzi ai bambini in difficoltà, aiutandoli a superare le loro paure e mostrando altri mondi. Perché curare le ferite dell’anima grazie a narrativa e dintorni, sortisce effetti incredibili…”Ritratto di signora” è un balsamo per l’ansia, “Il giovane Holden” uno specchio col quale spazzare via l’angoscia, “Jane Eyre” ci insegna a superare le pene d’amore con la forza della dignità. “I miserabili” se vogliamo imparare ad essere perdonati, “L’Odissea” per affrontare un viaggio di cambiamento senza temere il ritorno. E se la guarigione non è assicurata, potremo contare su un piacevole momento d’evasione o un’occasione per riflettere.

Oggi, Social Book Day, ci invita a riflettere sull’esperienza totalizzante che è la lettura.Ci sentiamo meno soli e più compresi semplicemente entrando in contatto con i personaggi di una storia. Leggere dà felicità perché è come se ci reinventassimo, catapultandoci in un’esperienza inedita e viaggiando sulla stessa lunghezza d’onda dei protagonisti. Possiamo baciare Heathcliff o sconfiggere un Nazgùl…meraviglioso, no?

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