Settembre nuovo, anno nuovo

Settembre andiamo, è tempo di migrare“.  E non certo dagli stazzi verso il mare come scriveva Gabriele D’Annunzio, ma dal mare agli stazzi della metropoli. Le vacanze sono finite e quasi non ce ne siamo accorti. Le abbiamo percorse a rotta di collo, lanciati in discesa a bordo di uno skate. Ci siamo presi il vento in faccia, abbiamo annusato gli odori nell’aria, intravisto i colori che sfumavano nella velocità. Non abbiamo forse colto i dettagli, ci siamo persi qualcosa nel tragitto, ma per una volta è stato bello così: correre per correre, senza starci tanto a pensare. Vivendo alla giornata. Sentendo il cuore che rimbalza nella gola e l’adrenalina che scorre nel motore, come una benzina che lo tiene sempre acceso al massimo.

Carichi di energia post-vacanza, iniziamo così le lunghe liste dei buoni propositi: c’è chi programma di iscriversi in palestra, chi di impegnarsi di più nel lavoro per fare carriera, chi promette di seguire un’alimentazione sana o di ritinteggiare casa. Chi ha voglia di cambiare aria, prospettiva, di tagliare i rapporti con le persone sbagliate, di mutare la visione del mondo, per cucirsi addosso un’esistenza più coerente con i propri sogni. Settembre è un mese bellissimo. È un nuovo inizio, un lungo respiro, un’occasione. A settembre si fa la muta. Si lascia il vecchio e si abbraccia il nuovo. È a settembre che inizia un nuovo anno. E come tutti gli inizi è stupendo perché possiede l’eccitazione dell’attesa, il gusto della sfida, la dolcezza della speranza. Tutto può finalmente ricominciare daccapo. Con più energia ed ottimismo.

Ecco il mio buon proposito settembrino, coltivare l’ottimismo. Perché il buonumore aiuta a vivere meglio ed è contagioso: chi sta bene con se stesso dona felicità agli altri, risollevando l’umore (e le sorti) di chi ci sta intorno. Quindi sorridiamo! Più lo facciamo e più aumentano l’energia e la voglia di meravigliarsi, perfino di innamorarsi. Che è il massimo dell’ottimismo, perché ci porta a vedere lontano, a investire sul futuro vivendo in pieno anche il presente. Fermarsi al lato negativo delle cose è paralizzante, vuol dire non trovare vie d’uscita che potrebbero esserci. Perciò l’ottimista è vincente: anche lui si ferma di fronte a esperienze difficili o dolorose, ma al contrario del pessimista non ci resta impigliato. Cerca (e trova) gli spiragli positivi e li usa per uscirne.

Buon settembre nuovo, con il sole di agosto negli occhi.

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