Risorse della mente

Avete mai curiosato nella cartella “risorse della mente”? Ci troviamo tre utili software: intuizione, desiderio e sogno. Funzionano di default senza che ce ne accorgiamo, non sono disinstallabili e si possono migliorare con facili upgrade:

INTUIZIONE. È alla base di molte scelte apparentemente casuali, che però si rivelano azzeccate. Se vi è capitato di sentire l’urgenza di telefonare a qualcuno per poi scoprire che gli è appena successo qualcosa, oppure di voler uscire di casa prima del solito ed evitare così un ingorgo stradale, capite a che cosa mi riferisco. L’intuizione è quel senso magico che permette di sapere qualcosa basandosi sui dati del proprio mondo interiore non intuizionefisico. La usiamo quotidianamente, ma non sempre ce ne accorgiamo, spiega Penney Peirce, esperta e autrice de “La forza dell’intuizione“, primo volume di una trilogia che comprende “Frequency” e “Il potere della percezione“. Si verifica quando il corpo, le emozioni, la mente e lo spirito sono attivi e integrati insieme, mentre sono focalizzati sul momento presente. Non è un dono innato, ma una capacità che si può potenziare allenandosi a percepire tutti i minimi cambiamenti che avvengono nel nostro corpo e decifrandone il messaggio, semplicemente lasciandoci guidare dall’immaginazione. Per esempio, non riusciamo a decidere la mete per le vacanze? Chiudiamo gli occhi e visualizziamo le alternative: New York ci dà un senso di costrizione? È ansia, lasciamo perdere. Ibiza fa accelerare il battito cardiaco? È entusiasmo, corriamo a prenotare!

DESIDERIO. Chissà quante volte pensiamo: “Se realizzo il tale desiderio (per esempio acquistare un oggetto), sarò finalmente felice!”. Ma poi va davvero così? Molto probabilmente no, perché lo “scopo” del desiderio non è quello di venire appagato, ma di mantenerci in azione: se all’inizio basta il pensiero di possedere una certa cosa per riempirci di gioiosa eccitazione, quando alla fine facciamo il nostro acquisto le intense emozioni lasciano il posto a un più concreto gradimento. Col passare delle settimane, poi, questo scema in un neutro distacco. Alla fine, l’oggetto in questione andrà a finire nel mucchio delle cose vecchie. Una volta concluso il ciclo, quell’oggetto non ci prenderà mai più come all’inizio. Concentrandoci desideriosu qualche altra novità e tornando all’antico entusiasmo. Concediamoci la possibilità di essere/sentirci frustrati, cioè di provare rabbia quando un nostro desiderio viene respinto: si tratta di imparare a vivere in bilico tra la vita che viviamo e quella che ci piacerebbe vivere, esemplifica lo psicanalista Adam Phillips, autore del saggio “In lode della vita non vissuta“. Le vite che viviamo nella fantasia, così come quelle che desideriamo, servono a rendere piacevole e quindi sopportabile la cosiddetta “vita vissuta”. Se non ci concediamo la frustrazione, non capiamo cosa potremmo desiderare, di cosa potremmo sentire la mancanza, cosa potrebbe darci davvero piacere. In altre parole, se ci priviamo della frustrazione, ci priviamo della possibilità di sentirci soddisfatti.

SOGNO. Non sottovalutiamolo. Primo, perché (in media) passiamo ben sei anni della nostra vita a sognare. Secondo, perché è una porta d’accesso al nostro mondo interiore. Oltre ai sogni “ordinari” esistono anche quelli “lucidi” (nei quali siamo consapevoli di stare sognando). Se li sfruttiamo bene, sono appaganti e/o divertenti: possiamo creare opere d’arte o situazioni di piacere e sperimentare cose che – nella vita vera – sarebbero impossibili o sognoda pazzi (baciare uno sconosciuto, volare a corpo libero…). Possiamo anche neutralizzare ciò che ci spaventa e disinnescare gli incubi. Per compiere il salto da sogno normale a sogno lucido dobbiamo prendere coscienza dello stato onirico, spiegano gli scrittori e filmmaker newyorkesi D.Tuccillo, J.Zeisel e T.Peisel, autori del libro “L’arte di vivere i sogni“. La presa di coscienza può avvenire spontaneamente, magari perché ci imbattiamo in qualcosa di totalmente assurdo (Che ci fa uno struzzo alla guida di un bus? Questo deve essere un sogno…). Altrimenti possiamo indurla con alcune semplici tecniche, per esempio coltivando l’intenso desiderio di “risvegliarci in sogno” e facendolo diventare il nostro pensiero dominante prima di addormentarci.

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