Retrò swimwear

Bei tempi quando non c’era la prova costume. E anche se ci fosse stata, non ci saremmo fatte tutti questi problemi. Per il semplice motivo che non c’erano né liposuzione né Photoshop…ci saremmo rassegnate ad andarcene in giro con cellulite e pancetta e a rivedercele per anni sfogliando gli album delle foto ricordo. Che nostalgia di quei corpi morbidi e femminili, di quei bikini retrò che, coprendo molto, in realtà scoprivano una grande sensualità. Katherine Spaak, Virna Lisi, Raffaella Carrà, Claudia Mori e tante altre stupende ragazze degli anni Cinquanta e Sessanta ci fanno ragionare su quello che siamo diventate: donne lontanissime dagli stereotipi dell’epoca e quasi bioniche. Il problema è quel quasi: non ce la faremo mai a essere perfette, tanto vale accettarsi senza buttarci a picco in noiosissime diete fai da te e una non meglio identificata attività fisica.

Chiedersi come vestivamo più di 50 anni fa per andare al mare può sembrare una domanda oziosa. Invece non lo è affatto. Perché è proprio lì, sulla spiaggia, linea di demarcazione fra luoghi e convenzioni sociali noti contrapposti a libertà e convenzioni ignote, che abbiamo ri(scoperto) il nostro corpo. O meglio, abbiamo imparato a rapportarci con lui in modo diverso. Passando dagli abiti ai mutandoni, dall’intero al topless, dal bikini al burkini attraverso cambiamenti generazionali ma soprattutto epocali. Il Charleston e il rigore bellico, ma anche Coco Chanel e Brigitte Bardot: modi opposti ma altrettanto efficaci di intendere non solo l’eleganza, ma anche l’emancipazione, la trasgressione, il senso del pudore. Sulle passerelle della collezione p/e 2018 abbiamo visto sfilare costumi come quelli delle nostre mamme (oramai nonne) negli anni ’60, abbiamo assistito al revival delle guainette modello Sophia Lauren indossate da giovani dive come Taylor Swift e Miley Cyrus, abbiamo percepito noi stesse il desiderio di ispirarci a grandi icone del passato come Jane Birkin e Grace Kelly avvertendo oggi, in quel preciso principio d’eleganza, un che di sfacciatamente moderno. L’immaginario collettivo torna periodicamente a rivalutare gli stessi modelli. Uno stato mentale prima che fisico, salutare per tutte. Tant’è che cambia, sul serio, anche la percezione del corpo. Sotto l’ombrellone ogni cosa si relativizza.

I costumi da bagno stile retrò esaltano la figura, incoraggiano una femminilità leggera e senza pensieri, che si evolve nell’attenzione ad avere sempre un aspetto aggraziato, curato tanto nei dettagli quanto nei materiali. Realizzati anche oggi nella forma più coprente che amava tanto la moda in quel periodo storico, non sono mancati quest’estate nelle collezioni delle griffe più attente ai diktat di stagione come Dolce & Gabbana o Anthropologie. A distanza di anni provocano un fascino senza paragoni sulle appassionate di trends. Anche la moda low cost di Asos, Calzedonia o Tezenis hanno venduto parecchi costumi aderenti allo stile vintage, a righe o a fiori o con ruches applicate. Di solito gli interi sono perfetti per la piscina ma si possono indossare anche per il mare o come sotto giacca al rientro in ufficio, accompagnati da borse in paglia must have anche per l’autunno. Uno smanicato delle stesse tonalità, un paio di stivaletti texani e una borsa coordinata con le frange o in pelle, dona un look da fine vacanze scanzonato e neo hippie.

 

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