Quando le mamme non si divertono

Ore 11.00 di questa mattina. Occhiaie da panda, capelli da istrice e borsellino vuoto, mi ritrovo a farmi offrire un caffè da un’amica che non vedo da tempo. Ancora single. Ancora ai vertici della carriera. Ancora curatissima. Ancora con mille progetti per la testa. E ancora annoiata, disillusa e invidiosa della vita della maggior parte delle coetanee sposate e con figli: “Beata te, sei mamma di due bambini stupendi, cosa vuoi di più?!”

Proprio questo il punto. Alle madri non è mai stato concesso lamentarsi. Dovevano essere felici per principio. Ma è davvero così? Certo che no. Avere un bambino è un’esperienza magnifica, ma ribalta la vita e, a volte, può essere frustrante. Soprattutto ora che lavoriamo e abbiamo mille interessi. Nel libro “Tanta gioia nessun piacere, quando le mamme non si divertono“, la giornalista Jennifer Senior analizza l’infelicità crescente delle madri moderne. Secondo l’autrice e soprattutto secondo la quantità di studi e ricerche citate a supporto della tesi, essere genitori non è per niente piacevole. Anzi: è per lo più uno sfinimento, prima di tutto fisico – come dimostrano le enne volte in cui ogni giorno mi chino a raccogliere giochi, carte, scarpe da terra – e psichico, perché la vita di famiglia oggi è diventata estremamente complicata e richiede performance altissime. La concezione ottocentesca dell’idea romantica di maternità, fatta di delizie e dedizione, un momento beato dove la donna si realizzava a star chiusa in quattro mura col neonato estasiata Modern woman can't stand a house messda bacini e pannolini, non ha più logica d’esistere negli ultimi decenni, in cui i cambiamenti tecnologici e sociali sono stati così radicali che il mestiere stesso di genitore è cambiato e i figli di oggi sono molto diversi da quelli del passato: non sono più nostri dipendenti, ma sono diventati i nostri capi. Una volta si affidavano alle balie, ai nonni, ai maestri, e nessuno si scandalizzava, ora è già tanto se ci si può permettere un aiuto qualche ora alla settimana…

Un tempo diventare madri era una conseguenza naturale del matrimonio, accettata con una certa sottomissione, oggi si è passati dalla natura alla cultura, dal caso alla scelta, e questo porta una doppia responsabilità nel mettere il bambino al centro della propria vita, con la forte percezione di quel che si perde, in termini di libertà e autonomia. Insomma, se si vogliono avere figli, bisogna uscire dalla mistica e prepararsi alla realtà. Molta gioia nel cuore sì, ma da guadagnare tutta. Un incastro di decisioni difficili, colazioni rovesciate, vestiti nuovi e tanti dispetti. Un groviglio di attenzioni e svogliatezza, orgoglio e desolazione. È come tutte le storie d’amore: sfiancante. E indispensabile.

Una risposta a “Quando le mamme non si divertono”

  1. Ciao Federica, solo quando si diventa mamme si riesce a capire questa sensazione qui, che a volte, spesso, per fortuna non sempre, c’è: quella di non divertirsi affatto. Magari di annoiarsi. Magari di voler semplicemente riposare. O di volere tutto quel tempo che permette alle non mamme di essere curatissime e ai vertici della carriera (pensiamo, invidiandole un po’, poi chissà…). Ma è vero anche il finale del tuo post: che essere mamma è come una storia d’amore. Sfiancante e indispensabile. Me lo terrò per quei giorni in cui, come oggi, avrò le occhiaie da panda e sentirò che inizierò a “divertirmi” solo quando il piccolo dormirà ed io sprofonderò sul divano incollata ai miei mag… o a mio marito 😉

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