“È l’accessorio più bello che una donna possa indossare” diceva Audrey Hepburn. E non bisogna mai dimenticare di sfoggiarlo un bel sorriso, perché può cambiare la nostra giornata e quella degli altri. Tante ricerche attestano che ridere fa bene a corpo e mente, ma spesso tensioni e stress frenano ogni entusiasmo. Allora basta imparare a utilizzare il sorriso come strumento e non come punto d’arrivo…non pensare “sorriderò quando sarò felice” ma “quando sorriderò sarò felice”. Perché la vita è uno specchio, se sorridiamo, ci sorriderà. La sua funzione è di portata talmente potente e benefica che Harvey Ball, il papà dello Smile, gli ha dedicato una giornata: il World Smile Day.  E ci insegna ad allenarci a tirar fuori in modo autonomo la gioia, sfruttando corpo, movimento e linguaggio.

smile

Partiamo dall’atteggiamento. Molti studi hanno dimostrato che se ci comportiamo e muoviamo da persone gioiose, lo diventiamo davvero. Tenendo le spalle e le braccia aperte e sorridendo per qualche secondo con la bocca spalancata e con lo sguardo rivolto verso l’alto, scoppieremo a ridere o quantomeno a sorridere: secondo lo psicologo Paul Edman, il nostro cervello ha in memoria quell’espressione del volto abbinata a emozioni positive fin da quando eravamo bambini. Ripetiamo più volte l’esercizio, soprattuto quando siamo sopraffatti da ansia e cattivi pensieri. Gli attori comici si affidano alla tecnica della visual comedy, la comicità fisica, in base alla quale gesti ed espressioni fanno scattare in modo spontaneo l’ilarità, come la mossa dello “spiazzamento”, che ricrea la risata automaticamente: basta continuare a sorridere tirando fuori la lingua con 2-3 colpetti veloci.

Veniamo al linguaggio. Cambiare il proprio vocabolario, in primis quello interiore, ci aiuta a non farci prendere dallo sconforto e dalla negatività, che tolgono slancio ad ogni nostro proposito. Impegniamoci ogni giorno a convertire le fasi di sfiducia e demotivazione in espressioni comiche, motivanti. Ad esempio, quando parliamo coi colleghi, evitiamo di dire: “Oggi sarà una giornata pesante”, ma sostituiamola con “Oggi sarà una giornata di sfide”. Incoraggeremo così non solo il nostro benessere, ma anche quello di chi ci circonda. Sorridere è un linguaggio universale capace di sormontare ogni barriera linguistica o culturale. È un efficace mezzo di comunicazione perchè predispone ai rapporti sociali in tutto il mondo.

E arriviamo allo stile di vita. Secondo il libro “La dieta del sorriso” di Alain Mességué, guru delle diete e delle erbe, il buonumore è spesso legato all’apporto giornaliero di triptofano, un amminoacido precursore della serotonina, l’ormone della felicità. Si trova soprattutto nelle proteine animali, come sogliola, ostriche e frutti di mare, ma anche nella frutta oleaginosa, come le mandorle. Le erbe fresche e gli aromi possono aiutarci a sorridere grazie alle loro proprietà rivitalizzanti: cannella, vaniglia e santoreggia da bere come tisane per combattere tristezza e pessimismo. Oltre al cibo, anche la respirazione è alla base del nostro equilibrio fisico e mentale; più è profonda, più saremo calmi e lucidi. Proviamo questo esercizio almeno una volta al giorno: da seduti, prendiamo aria dalla bocca aperta al massimo, sorridendo come se ricevessimo una sorpresa. Ripetiamo 3 volte. Stupefacente. E a fine giornata, prima di addormentarci sereni e risvegliarci ottimisti, concentriamoci su tre cose positive successe durante il giorno. Soffermiamoci su ognuna, recuperando dalla memoria le immagini che abbiamo visto e le emozioni che abbiamo sperimentato: riattiveremo la stessa sensazione di gioia di quel momento. Così ci gratifichiamo e diventiamo coscienti che siamo gli unici leader del nostro stato d’animo.

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