Fenomeno poke

Dopo aver conquistato l’America e gran parte dell’Europa, questo piatto di derivazione tutta hawaiana, che letteralmente significa “tagliato a pezzetti”, è arrivato in Italia pronto a soddisfare il palato anche di chi è attento alla linea. Il poke o poké (pronuncia poh-kay) è il pasto tradizionale dei pescatori hawaiani, una sorta di sushi destrutturato dinamico e divertente, marinato nel lime o nella soia, saporito ed anche eccezionale nelle qualità nutrizionali. La fantasia gioca un ruolo importantissimo: sono tantissime infatti le varianti e gli ingredienti da abbinare e da gustare. Il poke viene servito in una bowl (ciotola) con altri ingredienti solitamente di origine asiatica, ma che ormai, risentendo di contaminazioni multiculturali, lasciano spazio alla creatività e si prestano a essere reinterpretati da ogni tipo di tradizione culinaria e rivisitati dalla fantasia degli chef. Milano, con i suoi molteplici indirizzi si autoproclama capitale italiana del fenomeno Pokè.

I Love Poke, in piazza Mercanti, è stato il primo punto vendita meneghino, nato da un’intuizione vincente di Rana Edwards, studentessa e ricercatrice newyorkese. Il locale è davvero minuscolo perché lo spazio è occupato quasi interamente dal bancone su cui sono esposti tutti gli ingredienti. Il punto di forza della casa è la personalizzazione: poche ricette preconfezionate, ma molteplici le varianti da inventare a proprio piacimento. Si può andare sul sicuro con salmone e avocado, ma il consiglio è di spaziare anche con il branzino crudo o il manzo cotto, accompagnati da cipolla di Tropea e pressing al prezzemolo fresco. Si gusta sui tavolini a forma di tavola da surf posti all’ingresso.

Maui Poke in via San Vittore al Teatro 3, è un locale molto luminoso, con arredi che fanno sognare di essere in una delle favolose spiagge hawaiane a sorseggiare un cocktail e a mangiare cibo fresco e genuino. Divertenti e coloratissime bowl dai gusti più diversi, dal classico salmone al più sfizioso gamberi e riso. Non mancano le versioni vegane con edamame o tofu. La specialità è l’accompagnamento di centrifugati e cocktail.

Pokeria By Nima in corso XXII Marzo 25 è in assoluto il mio posto preferito dove assaporare un poke, per i sapori, i colori e la gentilezza del personale. Tutto è personalizzabile, dalla misura alle proteine alle salse a qualunque ingrediente: ha fatto di questo format un successo fin dalla prima apertura. Una prova certa del successo di questo posto è il numero di ragazzi di deliveroo in attesa fuori per ritirare gli ordini dei clienti: non ce ne sono mai meno di 3 o 4 che chiacchierano aspettando di recapitare le proprie bowl.Poku Poke Place in corso Sempione 12 è invece un locale decisamente hawaiano, tutto surf e collane di fiori.L’atmosfera è rilassata, da piccolo ristorante più che da bar, e anche le proposte sono piacevolmente originali, come testimoniato dal Sunset poke (con cavolo rosso e polpo), dal poke Ala Moana (con astice e mango) o dal ricco Sandy Beach con tonno, salmone, branzino, mango e ananas. Pokeia in via Magolfa 25/27 è un posticino giocato sui toni pastello, le iconografie hawaiane che si uniscono alle immagini di Milano, con una grafica contemporanea e sempre divertente. Si possono gustare gustare: Molokai (riso nero, tonno, cipollotto, mais, germogli, noci pecan, salsa), Maui (riso bianco, ceci, insalata di sedano, fragole, salicornia, nocciole, salsa), Poke Toast (avocado, creme fraiche, proteina, mela verde, germogli di piselli) e molto altro ancora.Hi poke, in via Caminadella 2 parla di sé conun hashtag che recita #pokescuse e sa ironizzare in modo simpatico sulla capacità di offrire un prodotto buono, sano e divertente senza scendere a compromessi. Nato in un posto popolare come il quartiere che sta fra le Colonne di San Lorenzo e l’Università Cattolica, ha un format colorato e democratico, molto giovane e assolutamente da provare.

 

 

Lascia un commento