Nonni

Chiediamo ad un bambino chi è quella persona che lo fa sentire libero e felice, con la quale scopre un mondo nuovo, mai immaginato, pieno di sorprese, che lo fa sentire al centro dell’attenzione e dell’affetto. La risposta sarà sicuramente: la nonna. O il nonno, s’intende. I nonni 2.0 sono un punto di riferimento per la società, per le famiglie ma soprattutto per i nipoti, figli di madri e padri indaffarati e preoccupati, spesso separati e magari in difficoltà economiche. Se non ci fossero loro, probabilmente anche questa grave crisi sarebbe deflagrata…se in Italia la crisi economica non è degenerata come in Grecia e in Spagna è perché c’è stato un travaso senza precedenti fra le generazioni: i nonni hanno trasferito risorse sui figli, per aiutarli anche a mantenere la famiglia o a farcela da soli. Chi è anziano oggi proviene dalla generazione degli Anni ’50, ’60: uomini e donne che hanno vissuto il benessere della ripresa, che hanno visto il ’68 e magari vi hanno partecipato. Sono cresciuti in un clima culturale che li ha portati a diventare una generazione di persone informate, attive, che ha lavorato, viaggiato e che ha una percezione diversa della vecchiaia. Questa condizione di benessere li rende sereni e ottimisti. Scoprono i nipoti e si godono con loro quel rapporto che spesso non hanno avuto con i figli, magari perché erano a loro volta padri e madri impegnati.

I nonni sopperiscono alle insufficienze dei servizi sociali. Vanno a prendere i nipoti a scuola, perché gli orari non sono compatibili con quelli del lavoro dei genitori, portano i ragazzini dal medico e a fare sport, sempre per gli stessi motivi. Ma la funzione più importante è quella della grande donazione affettiva. La famiglia d’oggi è in crisi, le coppie separate stanno superando quelle sposate; solo i nonni sanno dare continuità e sicurezza a figli e nipoti. E l’aspetto interessante è che queste generazioni sono cambiate insieme. I bimbi d’oggi con una facilità estrema di usare le tecnologie, di conoscere e ragionare, sono per i nonni fonte di conoscenze nuove, insegnano loro a usare cellulari e computer. Dal canto loro, i nonni fanno riscoprire ai bambini l’importanza di usare le mani: con un nonno si va a pescare, si impara a giocare a carte, si fanno le passeggiate, si aggiustano gli aggeggi. Con la nonna si scoprono un mucchio di cose del mondo circostante, si fanno lavoretti e disegni insieme. Questo per i ragazzini di oggi, così preformati, con una vita scandita da corsi e impegni continui, è essenziale, perché rappresenta la libertà e la fantasia, la possibilità di vivere anche fuori dai condizionamenti imposti. Uno scambio reciproco, una qualità di rapporto fiera e complice.

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