Siccome è quasi Natale

xmas moodSiccome è quasi Natale, eviterò discorsi tristi, promesso. Mi limiterò a dire che tra le due fazioni, quelli che lo amano e quelli che lo odiano, io sono a metà. Amo tutte le lucine. Quelle dell’albero e quelle dei negozi. I festoni sulle strade e le luminarie dei tram. I bagliori intermittenti che si intravedono dietro le finestre delle case e le candele accese sui tavolini dei bar. I biglietti con l’alce e quelli con il carillon. Le vetrine del centro. L’allegra frenesia che si respira nell’aria. Le gastronomie piene di tartine con la gelatina, mostarde e salmone affumicato. La letterina a Babbo Natale. Il saggio di fine anno. La pace mattutina dei giorni di festa. La colazione tutti insieme con pandoro e ore che si srotolano pigre tra partitone a Risiko e dvd da guardare sdraiati sul divano. Gli abbracci e i baci. I bigliettini sui regali. E i regali: più quelli da fare che quelli da ricevere, dev’essere un segno dell’età che avanza. La mia famiglia, unita e ridanciana. Il panettone senza canditi. Le ghirlande da appendere alla porta. I nastri d’oro e quelli di raso rosso. Lavoro off e nessuno che rompe.

Non amo, invece, le file nei negozi. La metro sempre piena. Le vie del centro in cui non si cammina. Il traffico. Le cene e i pranzi di rappresentanza, con un vicino di posto a cui non sai che dire. I centri commerciali con le loro musichette in loop. I sorrisi gratuiti della gente. L’urgenza di organizzare cose per scambiarsi gli auguri, come se poi non ci si rivedesse più. L’idea regalo che non ti viene. I regali inutili. I regali che non ti piacciono. I regali sempre uguali. I regali troppo ingombranti. I regali che uno vale l’altro. La frase “transazione rifiutata” quando passi il bancomat o la carta e ti assale la certezza di avere speso, anche quest’anno, troppo e male. Il bottone della gonna che tira dopo mangiato. Le multisale affollate. La tv accesa quando hai voglia di leggere. Le scatole delle bambole con duecento gancetti da tagliare. Tutti gli aggeggi a pile, senza pile. Fare ordine. I vestiti della festa troppo stiff. Le scarpe strette. Il veglione di capodanno. I selfie con dietro le lenticchie. Ma anche senza le lenticchie. L’ultimo giorno di vacanza.

Siccome è quasi Natale però, è il caso di pensare anche a chi di questi sentimenti nemmeno conosce l’esistenza. Perché a Natale contano soprattutto i gesti. E sono tantissime le associazioni che chiedono aiuto: basta avere un po’ di tempo e condividere progetti di solidarietà. Come quelli di Coopi contro la malnutrizione infantile (volontaricoopi.org); di Cesvi per la campagna Fermiamo l’Aids sul nascere (cesvi.org); di Ciai per sostenere i bambini dell’Etiopia (ciai.it). Con Progetto Arca si può lavorare nel servizio mensa per i poveri o nelle unità di strada per i senzatetto di Milano, Roma, Napoli (progettoarca.org). L’associazione Salute Donna, invece, cerca persone disponibili a occuparsi dell’orto sinergico di Cascina Rosa a Milano (salutedonna@libero.it). Per le feste, scegliamo e regaliamoci concretezza.

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