Mindfulness

Il tormentone di questo autunno è racchiuso in una sola parola: Mindfulness. Perché oggi non si fa altro che parlare di questa forma di meditazione e allenamento mentale. Diventata un fenomeno di moda, corre il rischio che la si confonda con una semplice tecnica di benessere, una sorta di spa emozionale messa in pratica da gente improvvisata e per nulla qualificata. In realtà la Mindfullness è un’esperienza mentale con un grandissimo potenziale in grado di debellare irritabilità e stress, ma solo se eseguita correttamente e quotidianamente e al fianco di un insegnante qualificato.

Yoga handMindfulness è la traslitterazione di sati, un antico termine indiano che vuol dire “attenzione al momento presente“, “piena consapevolezza di sé. Come forma meditativa nasce nei primi anni ’80 grazie agli studi condotti da Richard J. Davidson dell’Università del Wisconsin e Jon Kabat-Zinn della Massachusetts Medical School che, basandosi sul Vipassana – una meditazione buddista vecchia di milioni di anni che si basa sulla consapevolezza degli stimoli mentali e sensoriali – hanno sviluppato il protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction): una serie di esercizi che insegnano a concentrarsi sul presente e ad affrontare sofferenze e problemi. Un cammino che porta alla consapevolezza, alla capacità della mente di prestare attenzione al presente, al qui e ora. Una pratica che aiuta a combattere il grande nemico di questi tempi, lo stress da multitasking, l’obbligo-dovere di fare tutto e farlo alla perfezione: imperativo che ci ha reso negli anni solo più stanchi, meno produttivi e più infelici.

Il punto di partenza è frequentare presso centri specializzati (www.centromindfulness.net o www.mindfulnessitalia.it) un corso di due mesi con un incontro alla settimana e leggere “Mindfulness – Al di là del pensiero, attraverso il pensiero” di Fabio Giommi e “Mindfulness. Trovare la pace nella frenesia del mondo” di Mark Williams.

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