military

L’ultima delle raffinatezze modaiole è la divisa militare, con buona pace di chi crede che su certe cose non si scherza. Infatti come si fa a sdrammatizzare una cosa terribile come la guerra? Mai come oggi è instabile la vita reale, mai come oggi la guerra è un rischio reale. Eppure tutto serve per ricordarci che esiste e colpisce buona parte del nostro pianeta. Certo, non basta indossare una camicia mimetica, marsine o un paio di anfibi per cambiare le cose, ma è un modo per dimostrare che un simbolo di morte e distruzione può essere magari usato anche per divertirsi. Questo sta facendo la moda: si appropria con nonchalance di oggetti e feticci identici o quasi a quelli di truppe ed eserciti di mezzo mondo solo per trasformarli nel loro esatto opposto: simboli di pace, di eguaglianza, di condivisione. Cancellando come per incanto ogni traccia di rivalità, ogni accenno alla violenza. A partire dall’estate del 1968 a Woodstock, quando esibire fiori, frange e coroncine, insieme alle giacche verde militare dei reduci del Vietnam era, più che una moda, un modo di essere. Pacifisti. Ieri a Woodstock, oggi a Coachella: fra le star radunate a inizio estate al festival hippie del momento, le piastrine di riconoscimento dei soldati si portavano con i ciondoli peace&love.

military3Per tutta la stagione invernale, il cappotto con gli alamari, lo stivale da moschettiere o il colbacco sovietico svettano nella lista dei capi indispensabili. Ma tant’è. Private di ogni finalità tattica, perfino cotte, redingote e mostrine mantengono integro il fascino dell’uniforme. E se da Valentino il camouflage delle tende da campo è diventato un’arte – applicata su scarpe e borse femminilissime, ma piene di borchie – scovare un pezzo militare nel guardaroba e rieditarlo per l’inverno è un obbligo. Ecco allora la sahariana come giacca da tailleur, preferibilmente con la gonna; mentre il trench si porta anche di sera, sull’abito di chiffon e senza calze. I cappotti lunghi con i bottoni d’oro o i parka che sono così comodi per chi gira in motorino. Con l’arguta aggiunta di strass e patch di ogni genere, bordi di pelliccia e di velluto, borchie e paillettes. La divisa militare si porta sempre, dal giorno alla sera. Basta smorzare il datato effetto asburgico con un paio di jeans, una gonna vezzosa o un abito in seta fantasia. Niente total look con pantaloni da ufficiale. È noioso e scontato. Siamo donne, siamo femminili, piuttosto sfoggiamo un paio di sexy cuissardes.

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