La Liguria che non t’aspetti

Verezzi

Si dice che i liguri siano chiusi, diffidenti, di poche parole. In realtà credo siano soltanto “ruvidi”, una metafora della loro terra aspra, che non si rivela molto facilmente. E proprio come la loro terra, anche loro vanno scoperti e conquistati, senza troppa fretta. Perché coi liguri e la Liguria si inizia col piede sbagliato quando ci si ferma alle apparenze: alle asperità del territorio, alla consuetudine con il mugugno o alla prima spiaggia che s’incontra. Mentre saper andare oltre riserva parecchie belle sorprese…

VarigottiSuperata Savona, si apre uno dei tratti di costa più belli, dove meritano escursioni l’area marina protetta dell’ Isola di Bergeggi, la bellissima Baia dei Saraceni e il promontorio a strapiombo sul mare di Capo Noli, che separa due gioielli del Ponente ligure: da un lato le mura dei palazzi medievali di Noli, ricordo del suo passato di Repubblica Marinara, dall’altro le case color pastello sulla spiaggia di Varigotti (foto a destra), borgo marinaro di origine saracena. Appassionante l’escursione all’Altopiano delle Maine e alle sue celebri grotte, dove sono stati trovati i resti dell’uomo di Neanderthal (www.cooptracce.org) e a Punta Crena, racchiusa tra due pareti di roccia e raggiungibile via mare dalla baia. Sono solo due  delle tante gite nel territorio che si possono fare da Finale Ligure, una delle mete più glam, con spiagge sabbiose e mare Bandiera Blu.

In occasione di queste ultime vacanze pasquali, mi sono imbattuta in un vero e proprio gioiello di questa terra e del nostro stesso paese: Borgio Verezzi (foto in alto), considerato uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Questa localitá é caratterizzata da uno sdoppiamento di anime e di borghi, a quattro chilometri di distanza l’uno dall’altro ed è su Verezzi che ci lasci un pezzo di cuore. Oltre ad ospitare un apprezzato festival teatrale dal 1967, é un caratteristico borgo in stile saraceno, con scorci davvero singolari e una vista sul Golfo di Pietra Ligure che obbliga a fare spazio nella memoria dello smartphone per la quantità di fotografie che si vogliono scattare. Inebriante perdersi fra le vie dei vecchi carruggii e fino al 25 aprile la si può ammirare vestita di fiori: le quattro borgate – Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa – sono addobbate con angoli fioriti nelle case, in scorci inconsueti e presso le attività commerciali. Il comune sostiene l’iniziativa fornendo margherite rosa e bianche come fil-rouge dell’iniziativa. Così ogni angolo è arricchito da arredi ed addobbi floreali realizzati con antichi carri, bancali, sedie, biciclette e altri supporti in diversi materiali, forme e colori, con Capperomateriale naturale o di recupero. E tra una salita e una discesa, vale la pena fermarsi presso il ristorante Il Cappero: piccole stanze tutte con pietra a vista e tanti caminetti che creano un’atmosfera davvero unica. La terrazza è racchiusa tra le mura degli edifici e crea come una stanza aperta, da godere soprattutto nel momento del tramonto, quando ci sono i colori e l’atmosfera migliori per ammirare il golfo sottostante sorseggiando un Pigato o un Vermentino.

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