Letture da vacanza

beach girlIl tempo lento delle vacanze aiuta a viaggiare con la mente, a riflettere.

Leggere un buon libro è sorprendersi, non sentirsi soli; è mettere in discussione le proprie certezze e avere dubbi che ci fanno crescere; è piangere, ridere e persino soffrire; è innamorarsi e impedire al tempo di scivolare via. E’ avere storie da raccontare, come queste due: strani legami tra uomini e donne, difficili, sorprendenti ed eccitanti.

Viviane Èlisabeth Fauville di Julia Deck. Un romanzo-calamita: noir, psicothriller e soprattutto ritratto di una donna. Contemporanea, confusa, forte, come tante. Ha 42 anni, un buon lavoro, una figlia neonata e un marito che la tradisce. Un paio di volte alla settimana va dallo psicoanalista. Solo che un pomeriggio, invece di sdraiarsi sul lettino, impugna un coltello e lo affonda nel torace dello strizzacervelli. Dopo, è tutto un delirio: Viviane sfugge ai flic girovagando come una pazza per Parigi e, nel frattempo, cerca di non deragliare dalla routine casa-figlia-lavoro. Il gioco funziona per un po’, poi la protagonista si disintegra sotto i colpi dello stress. Finisce alla neuro. Forse si riprenderà. Dopo il colpo di scena finale. Da tuffo al cuore.

Paradiso coniugale di Alice Ferney. Tutte le sere Elsa Platte, ex ballerina con le gambe ancora bellissime, le calze trasparenti, si rannicchia (o meglio, si nasconde) sul divano e guarda un film, sempre quello: Lettera a tre mogli, una commedia sentimentale americana degli anni Cinquanta, con protagoniste tre donne, tre amiche che ricevono una lettera da una quarta donna: lei scrive loro che è fuggita con il marito di una di loro, ma non dice quale. Elsa Platte ha barattato la propria vita e il proprio matrimonio con quel film. Di sera in sera, mentre i suoi quattro figli si preparano per dormire o si siedono sul divano con lei, mentre suo marito le accarezza una caviglia sperando di farsi notare da lei, Elsa cade dentro quel mondo, riflette sull’evoluzione di un amore, sulle rinunce, sulla insoddisfazione che la prende alla gola, sull’assenza. Le protagoniste del film vivono la vita al posto suo e gliela spiegano, lei con loro si sente in compagnia, multipla e universale, si guarda allo specchio. Elsa Platte cerca una rivelazione, mentre i giorni passano. O una consolazione. Una specie di sortilegio, la realtà e la finzione che si legano stretti, e l’incapacità di muovere un altro passo: succede tutto questo, mentre sembra non accadere nulla. Succede la vita.

E poi ci sono le riletture, quelle con cui sei cresciuto e che ogni tot anni è bene riprendere per capire come le proprie emozioni siano cambiate col tempo: “Il giovane Holden” di J.D. Salinger o “A sangue freddo” di Truman Capote. “Di qua dal Paradiso” di Francis Scott Fitzgerald o il vero inno alla spiritualità, “Shantaram” di Gregory David Roberts.

Buone vacanze e buona lettura!

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