Lettori si diventa

Lettori non si nasce, si diventa. Ma diciamolo, oggi non è facile invogliare all’apertura di un libro chi è bombardato da stimoli e ha possibilità di tuffarsi ogni due per tre nel mondo parallelo di smartphone e tablet. Eppure non ci sono dubbi: poche attività tranquille hanno lo stesso valore della lettura, che sa stimolare la fantasia e tenere compagnia senza bisogno di Wi-Fi o carica batterie. E’ però compito di noi adulti valorizzare il momento della lettura nei nostri bambini, dando valore al tempo che si dedica a tale attività: l’interesse e la curiosità verso un libro nascono con la conoscenza e la frequentazione.

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Il primo rapporto di un bambino con la lettura sono le fiabe lette ad alta voce, che lui sa capire ancora prima di aver imparato a leggere. La classica favola delle buonanotte è un momento bellissimo, intimo, magico da passare con i nostri figli. Quando questi ci invitano ad andare avanti a leggere, con domande incalzanti: “E allora? E poi? E dopo?” siamo già a buon punto…la magia ha funzionato, la storia li ha catturati. È così che invogliamo i piccoli ad ascoltare racconti interessanti che poi da grandicelli potranno ritrovare nei libri e nei tanti mondi che possono contenere. Tra le pagine ci sono cose bellissime e meno piacevoli, argomenti che possono anche fare molta paura, senza però fare male davvero. Per insegnare questa verità è perfetto l’esempio della scatola magica: una magic box all’interno può avere di tutto, ma siccome in realtà niente può uscire da lì, alla fine chi è fuori rimane al sicuro.

Una volta stimolata la curiosità, fondamentale sarà non imporre come compito la lettura: se si legge un libro a dei bambini pensando solo al suo contenuto educativo, trasformeremo il momento da gioioso a pesante. Invece bisogna divertirsi con loro, condividendo anche attimi di commozione. Quando ho letto ai miei piccoli la fine de Il barone rampante, con il protagonista che muore, piangevamo tutti. Oppure quando abbiamo letto insieme le avventure di Pippi Calzelunghe, ci siamo commossi pensando alla solitudine che permeava la vita di questa strana bambina dai capelli rossi.

Succederà che mentre raccontiamo una storia, il nostro bambino possa dire “E se la continuassimo così?”. Una modalità che non va ostacolata perché i piccoli lettori amano trasformare gli intrecci che ascoltano. Una tendenza che oggi si è diffusa anche via internet con le comunità delle cosiddette fan fiction, che modificano addirittura i romanzi, come è il caso di Twilight, nato proprio in questo modo. È come se i ragazzi avessero l’idea che le storie continuano a trasformarsi perché sono costantemente raccontate. In tal senso è come se ci fosse un ritorno all’oralità che, a partire da Omero, è stata all’origine della letteratura. In tal senso leggere aiuta la fantasia perché le immagini sono descritte e non illustrate, permettendo lo svolgimento di un vero e proprio film nella mente che può essere più appassionante di un cartone animato.

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