Leggere è benessere

All’inizio è come entrare in una nebbiolina: si vedono solo i contorni del paesaggio. Bisogna orientarsi, mettere a fuoco. Poi, lentamente, tutto diventa nitido. E man mano che appaiono case, persone, alberi, animali, cose, si sperimenta un benessere che si protrae nel tempo. No, non stiamo sognando. E neanche viaggiando. Stiamo leggendo un romanzo. Sì, perché la lettura non solo è un bel passatempo, ma fa anche bene al cervello. E quello che proviamo mentre leggiamo influisce sul nostro umore, la nostra memoria, le nostre capacità cognitive. Ce lo ripetevano la nonna e la maestra che leggere fa bene? Bè, adesso sempre più studi scientifici lo dimostrano: gli studiosi hanno dimostrato che la lettura della descrizione di paesaggi, suoni, odori e sapori ha il potere di attivare aree cerebrali legate a queste esperienze nella vita reale, creando nuovi percorsi neurali.

La passione per la lettura è dura a morire. E ancora nessuna rete social è arrivata a diventare un elisir di felicità come un buon romanzo. Anzi…i social network abituano a tempi troppo veloci che non rispecchiano quanto avviene nella realtà, facendo credere a un mondo fatto di azioni e reazioni istantanee, di immagini che cambiano immediatamente. Basta un click. Mentre con i libri avviene il contrario. Leggere contribuisce ad ampliare i tempi di attenzione: le storie hanno un inizio, uno svolgimento e una fine: una struttura che incoraggia il nostro cervello a pensare in sequenza, per collegare causa, effetto e significato. Se sui social ci troviamo di fronte a persone sconosciute, nei libri i personaggi hanno un passato, un presente e un futuro. E attraverso le loro storie, le loro scelte, i loro pensieri, siamo in grado di relazionarci con loro, vediamo il mondo attraverso i loro occhi, allargando così anche il nostro orizzonte. La libro-terapia è proprio fondata sul fatto che, riconoscendoci in una certa vicenda, ci sentiamo meno soli, più compresi, ed entrando in contatto con i personaggi di una storia viviamo un’esperienza totalizzante, incredibilmente reale.

Addirittura i libri possono far scattare un sentimento, ma anche essere oggetto e insieme luogo di incontro tra due cuori. L’esempio nella memoria di tutti è il poema cavalleresco che ha unito le anime di Paolo e Francesca, nell ‘Inferno di Dante, ma succede pure nel libro di Carole Lanham, L’ora di lettura che, complice un legame intenso, è più di un romanzo: sullo sfondo del Mississippi degli Anni ’20, la protagonista, Lucinda Browning, viziata rampolla di una ricca famiglia, inizia alla lettura, la sua passione segreta, Hadley Crump, garzone e figlio mezzosangue di una cuoca. E per riuscirci sceglie strategicamente il metodo di far leggere e ricopiare al suo futuro compagno i passaggi più arditi di romanzi allora proibiti, da Anna Karenina a L’amante di Lady Chatterley. Sanno evocare l’amore puro e romantico e in tema di emozioni i libri hanno effetti strabilianti. Lo insegna Qualcosa che somiglia al vero amore, di Cristina Petit: Clementine, il personaggio chiave, legge romanzi ai bambini in difficoltà, aiutandoli a superare le loro paure e mostrando altri mondi. E cosa dire del recentemente pubblicato Le parole degli altri di Michaël Uras, un romanzo che si sviluppa poco alla volta e che ci porta pagina dopo pagina alla scoperta di noi stessi tramite i libri. Come dice Daniel Pennac “Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa. Persino da te stesso” e questo, Alex, il protagonista, lo sa bene. È un biblioterapeuta e, con il suo lavoro, cerca di aiutare gli altri a superare problemi e stati d’animo negativi tramite la lettura dei più bei romanzi della letteratura di tutti i tempi. Questo romanzo è una vera e propria miniera di consigli: ci sono tantissimi spunti di lettura, tanti consigli, idee e citazioni, da Balzac a Salinger, da Goncarov a Cocteau. Chissà se sentiremo mai dire da un medico. “Le prescrivo una buona dose di lettura”. Tuttavia, curare le ferite dell’anima grazie a narrativa e dintorni non è uno scherzo. Ma pura realtà.

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