Innovazione

Benvenuti nella nuova casa di Best of Mag! Anche il blog sente aria di primavera e ha voglia di rinnovarsi…l’innovazione è un habitus mentale, un’attitudine al cambiamento che si impara. Prendo in prestito un pensiero di Edison: “Innovare è un per cento inspiration e 99 per cento perspiration“. L’ispirazione è il momento creativo, il resto è sudore!

Chi sceglie di innovare deve prima di tutto volerlo. Deve dotarsi di una mentalità libera, ispirata al non dare nulla per scontato, al non accettare passivamente l’abitudine. Avere la capacità di ribaltare i paradigmi, accompagnandosi da una buona dose di curiosità, che è capacità di stupirsi, voglia di leggere e sapere, osservare, frequentare gli ambienti più vivaci. Chi dà vita a un processo innovativo deve prendere le distanze dalle attività quotidiane, lasciare che il pensiero sia il più libero possibile. Avere la capacità di curiosare al di fuori dei limiti del proprio settore, del proprio sapere. Vi siete mai chiesti perché le imprese puntano sui team multidisciplinari, multiculturali, multifunzionali? Contaminare gli interessi è stimolante, genera paragoni, metafore, confronti. E così nasce il nuovo.

Fondamentale è il netwInnovazioneorking: una rete di contatti è una rete di confronti. Non c’è innovazione senza una ricerca costante di nuove relazioni da cui si traggono occasioni per imparare. Esempio: vogliamo migliorare l’organizzazione di un archivio? Prendiamo a modello chi l’ha già fatto al meglio e osserviamo con attenzione come lo gestisce, interrogandolo con mille domande. Studiando la via di chi ha avuto successo, ci rendiamo conto che una delle doti che li accomuna è la capacità di prefigurarsi il futuro, di immaginare se stessi nel tempo che viene. Di focalizzare l’attenzione su ciò che accade nel mondo. C’è quindi una doppia prefigurazione: una riguarda la propria persona, l’altra le cose che ci circondano. La mia scrivania è un tripudio di ritagli di giornali che fanno tendenza, le ultime pubblicità, foto di vetrine di negozi, spunti di street fashion, colori di moda , speciali caratteri di stampa. Qualcuno si chiederà: ma a che cosa serve tutto questo? Scrivi un blog…eppure un’innovazione è formata da dettagli, da particolari che fanno la differenza, devono essere quelli giusti in linea con le tendenze.

Tra le fasi più difficili di un processo innovativo c’è certamente la gestione del sapere, la selezione tra le idee che funzionano e vanno portate avanti e quelle da dimenticare. Gli input di conoscenza, grazie al web, si sono moltiplicati e questa fase è diventata più complessa di un tempo. Per questo in un sistema di gestione del sapere si dovrebbe, prima, riconoscere quello che è vero da quello che non lo è, quello che serve da quello che non serve. Prendere una decisione, scegliere una strada invece di un’altra, selezionare un’idea tra molte…non è sempre facile. Anzi, il più delle volte bisogna decidere nell’incertezza, scommettere, rischiare. Gli errori più comuni sono non ascoltare attentamente gli altri, non raccogliere abbastanza informazioni, prendere un punto di riferimento sbagliato. E nel caso di una rinuncia ad un processo innovativo? Non bisogna pensare: ho fallito. Piuttosto: ho provato. Capita che in corsa le condizioni cambino, che una nostra previsione non trovi riscontro. Sapere tornare indietro è un modo virtuoso per ripartire in fretta.

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