I nostri limiti

Il limite è uno dei grandi temi dell’animo umano, su cui si sono confrontati letterati e pensatori di ogni genere, da Leopardi a Kant da Freud ad Aristotele. I nostri limiti fanno parte della vita, c’è chi per sua natura ha bisogno di superarli e chi invece tende a starne alla larga, rimanendo ancorato nella propria “comfort zone”. Il problema è quando la sensazione di trovarci davanti a limiti insuperabili ci frena nella quotidianità: affrontare un nuovo capo, parlare in pubblico, cavarsela in una riunione di condominio..

limitiIn generale, tendiamo a sottovalutare la capacità di dominare le avversità. Pensandoci bene invece, c’è sicuramente stato un evento nella nostra vita nel quale, a dispetto delle circostanze, ce la siamo cavata brillantemente, come un esame tremendo passato all’università o la fine di un amore che pensavamo non avremmo mai dimenticato. Perché la verità è che quelli classificati come limiti insuperabili sono solo “gabbie mentali” che finiscono, letteralmente, per limitare la nostra libertà. Affrontarle quindi, diventa una sfida necessaria, tanto più ora, in periodo di crisi, quando diventa un obbligo al quale è impossibile sottrarsi inventarsi un lavoro che non c’è o farci andare bene quello che già si ha o gestire emozioni limitanti come ansia e paura. Emozioni quest’ultime che non solo altro che meccanismi difensivi, risposte a cambiamenti dell’ambiente, e se ben identificati possono essere modificati. Ecco come, secondo Elsa Punset, autrice di “Le ventuno chiavi – Il kit di sopravvivenza per gestire le nostre emozioni“:

  • Prendiamo dei rischi anche se implica la possibilità di fallire, altrimenti ci precludiamo nuove opportunità;
  • Impariamo dalle esperienze andate storte: anche chi ottiene qualcosa, prima fallisce molte volte;
  • Riflettiamo sulle opportunità mancate non pensando solo a ciò che abbiamo perso, ma a quello che potremmo guadagnare;
  • Visualizziamo fallimenti e successi. A freddo, immaginiamo di non riuscire a realizzare un compito e le eventuali conseguenze: è probabile che non siano così terribili…immaginiamo così che tutto vada bene e i vantaggi conseguenti;
  • Facciamo un piano B. Se sbagliamo al primo colpo, immaginiamo una via d’uscita che ci aiuti a gestire la situazione. Se abbiamo solo due opzioni, fallimento o successo, non possiamo fare altro che rischiare: la paura di fare errori sparisce quando non può che essere una via di salvezza!

 

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