ME-Autunno

Non credete a chi dice che la macchina del tempo sia una fantasia irrealizzabile. Esiste e funziona da un sacco di tempo, è facile da utilizzare e molti l’hanno in casa. È il libro. Come ha detto Umberto Ecochi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito…“. Emozioni, cultura, conflitti, misteri, un’apertura verso mondi sconosciuti che nulla come la lettura ci può donare. E ci sono libri che rappresentano un patrimonio comune ineludibile. Libri importanti, non perché necessariamente ispirati alla realtà, ma perché toccano la vita, hanno sostanza, ci danno il diritto di agire in base a ciò che apprendiamo. I grandi classici che arricchiscono la nostra vita, “…quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato…quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti“, ha definito Italo Calvino.

Guerra e pace“, Lev Tolstoj. Ma potrebbe essere qualsiasi altro titolo (anche più breve), perché Tolstoj scrive come se fosse davvero una donna che ama fino alla morte (“Anna Karenina“) o un oscuro funzionario che banalmente muore (“La morte di Ivan Il’ic“). “Guerra e pace” contiene milioni di romanzi. Se lo si sceglie di rileggere è perché quando compare Natasha, in quella stessa stanza e nella nostra vita, irrompono tutte le ragazzine del mondo. Riappare l’istante in cui l’infanzia finisce.

Delitto e castigo“, Fëdor Dostoevskij. Una droga che prende la testa e sostituisce i pensieri. I processi mentali dello studente Rashkolnikov, imbevuto di Nietszche e tormentato da febbre e da fame, si sostituiscono ai nostri fino a farci sentire che la distanza tra gli esseri umani, per quanto siano diversi e perfino schifosi, non è mai così grande da renderli estranei. È un libro pericoloso, andrebbe venduto con la ricetta…

Orgoglio e pregiudizio“, Jane Austen. Il migliore manuale di seduzione al mondo. Agli uomini svela lo stupefacente miscuglio di sentimentalismo e pragmatismo delle donne. Alle donne insegna che per un uomo non ci si deve truccare perché bisogna avere l’orgoglio di non fingersi diverse. Scivola via come un fiume in cui la ribelle Elizabeth e lo snob Darcy si inseguono fino a fermarsi nell’attimo in cui la cattura è ancora un gesto e non un possesso.

Cent’anni di solitudine“, Gabriel García Márquez. “Nei giorni di luglio in cui il sole sembrava sciogliere il mondo, avrei voluto che mio padre mi portasse a conoscere il ghiaccio”. Dalla prima frase all’ultima, è una cascata, un’invasione di farfalle e personaggi che non si dimenticano: rivoluzionari sconfitti, zingari astronomi e donne che aspettano la morte contando i battiti del proprio cuore. Una favola insieme lontanissima e vicinissima che, descrivendo un mondo distante e sconosciuto, ci parla di noi.

Madame Bovary“, Gustave Flaubert. Emozioni e sensazioni di una desperate housewife dell’Ottocento che ha sposato un farmacista di paese buono e noioso, e non accetta che la vita sia tutta lì tra le mura domestiche, e dunque insegue un amore da romanzo rosa. “Madame Bovary c’est moi”. È tutti noi, eterni insoddisfatti in un mondo che pone troppi vincoli ai desideri e alle aspirazioni. È il desiderio eroico e miserabile di avere di più.

Lo straniero“, Albert Camus. Un libro che buca l’anima. Anche riletto decenni dopo. Il protagonista Mersault non ha ambizioni, non ha affetti né amici, non percepisce le proprie emozioni. Si lascia vivere, non soffre per la perdita della madre, non è in grado di apprezzare l’amore di Maria, la fidanzata, che come molte donne masochiste lo ama nonostante tutto. Chi non prova empatia, non riesce neanche a suscitarne. E lo straniero viene condannato più per come è fatto che per ciò che ha fatto.

Il barone rampante“, Italo Calvino. L’assurdo gesto di ribellione – l’arrampicarsi sul ramo di un albero e decidere di non scendere più per il resto della vita – racconta qualcosa che ancora oggi ci riguarda da vicino: la capacità di ribellarsi dei giovani è il motore che può produrre una visione nuova del mondo. Un libro semplice, da leggere anche ai bambini, che insegna che si può rimanere fedeli a tutto e che tutto può trasformarsi in vita. Basta non aver paura. Una vera lezione.

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