Le mani fredde che si scaldano intorno a una tazza di tè profumato, una cena tra amici illuminata da un camino scoppiettante, una coperta morbida che ci avvolge mentre stiamo leggendo un libro che non vorremmo finisse mai. Tutto ciò ha un sapore intimo, sincero, semplice ma speciale, che accarezza i sensi in un piccolo universo esclusivo. Ma soprattutto è molto Hygge. O per meglio dire “hue-ga”, come vuole la pronuncia danese. Rapida, schietta e per nulla onomatopeica, che stride persino un po’ con quell’idea di lentezza e serenità che ne descrivono in piccola parte il concetto. Perché Hygge in realtà è molto di più. È Hakuna Matata, è ciò che si trova alla fine dell’arcobaleno, è l’essenza della felicità stessa, per provare a capirci. È un modo di vivere ed essere che appartiene da secoli alla cultura danese ed è forse l’ingrediente segreto che da oltre mezzo secolo consente alla Danimarca di essere al primo posto nella classifica dei paesi più felici del mondo secondo le Nazioni Unite, alla faccia dei suoi inverni rigidi e bui. Per quanto il mondo guardi all’Hygge con invidia (e i guru del lifestyle siano già pronti ad esportarla), non esiste una corrispondenza in altre lingue che le renda giustizia. Poco si sa anche sull’origine del termine, che sembra derivare dalla parola germanica ottocentesca “hyggia”, ovvero “premura” e “attenzione”, oltre che vantare una parentela con l’inglese “hug”, “abbraccio”, con cui condividere non solo la sonorità ma anche il senso di comfort e sicurezza. Una cosa è certa: l’Hygge non è stata pensata per essere tradotta, ma per essere sentita. Creare l’Hygge per un danese significa dar vita ad un momento in cui ciò che ci circonda (gli oggetti, la natura, le persone) ed il nostro atteggiamento sono in grado di far stare bene noi e gli altri. È un rifugio, un piumino che ci isola dalla realtà quotidiana e ci regala un senso di appagamento il cui ricordo piacevole resterà con noi fino all’occasione successiva. E la vita non è altro che un susseguirsi di Hygge. Ma quali sono allora i segreti di questa beatitudine? Ne sono stati individuati quattro:

Semplicità. Che la felicità risieda nelle piccole cose, non è certo una novità. Se però a dirlo sono coloro che detengono il titolo di “più felici della terra” forse conviene crederci. E sul serio. Nonostante i danesi siano tra i cittadini più benestanti del mondo, con un alto livello di servizi e di benessere economico sono anche celebri per il loro understatement ed il loro stile di vita modesto, a contatto con la natura, scevro da ogni desiderio di ostentazione. Le loro case sono senza frivolezze, il design è essenziale, funzionale, leggero. E nonostante ciò, straordinariamente bello.  Sapersi circondare di oggetti belli e semplici, ma anche funzionali e fruibili aiuta a creare il contorno perfetto per un’atmosfera Hygge, dove trascorrere del tempo con se stessi, con la famiglia e dove chiunque può sentirsi a proprio agio.

Essere se stessi. La spontaneità è un elemento fondamentale dell’Hygge. Essere se stessi è la condizione necessaria per permettere a se e agli altri di aprire il proprio cuore e di sentirsi parte di un gruppo, senza prevaricazioni. Se temiamo di rimanere i soli ad abbassare la maschera, sappiamo che la spontaneità è il desiderio segreto di tutti. Ed è terribilmente contagiosa.

Perfetto è noioso. Non aspettiamo che la nostra dimora sia perfetta per invitare gli amici. E allo stesso modo non aspettiamo di avere il frigo pieno di prelibatezze per organizzare una cena. Per dar vita a un’atmosfera Hygge può bastare un buon tè, dei biscotti serviti con attenzione su un piatto da portata e della buona musica. La cura con cui si fanno le cose, sinonimo di attenzione verso gli altri, è molto più hyggelig della perfezione.

Caldo, dentro e fuori. In una casa Hygge non mancano mai soffici coperte sotto cui rannicchiarsi davanti alla tv, tazze ampie da stringere con entrambe le mani, dei lumini per illuminare balconi e aggiungere una luce calda alle pigre serate d’inverno. Un dono è hyggelig quando scalda il cuore, senza alcun desiderio di ostentare.

3 Comments on Hygge. Il segreto danese della felicità

  1. Tiziana
    24 gennaio 2017 at 14:42 (7 mesi ago)

    Adoro il tuo blog!
    Ti seguivo già su Ig ma non so per quale strano motivo…arrivo qui solo oggi, grazie ad una condivisione di questo post su FB!
    Tantissimi “argomenti” comuni!
    Felice di questa scoperta!
    A presto!
    Tiziana

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    • fedesku
      25 gennaio 2017 at 12:00 (7 mesi ago)

      Ciao Tiziana! È un vero piacere che ti piaccia il mio blog Seguo più che volentieri anche il tuo, visti gli argomenti scelti molto in sintonia. A presto, Federica

      Rispondi
      • Tiziana
        26 gennaio 2017 at 15:04 (7 mesi ago)

        Grazie Federica!
        Alla prossima! 😉
        Tiziana

        Rispondi

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