Grazie dei fior

È il caso di ringraziare i fiori, perché sono bellissimi e sovente ci salvano l’umore ballerino. Fanno bene agli occhi e al cuore e la moda che capisce sempre tutto, ci sta riempiendo il guardaroba di margherite e rose, gerbere e peonie, ortensie e nontiscordardimé. Perché i fiori addosso stanno bene a tutte. La tendenza ci vuole immerse in una vibrazione cromatica “erbacea”: le multinazionali hanno finalmente capito che la password che apre il cuore della consumatrice è semplicemente Natura.

I nuovi fashion flowers sono pazzeschi, hanno poco di sdolcinato e romantico ma sono forti e imprevedibili. E stanno ovunque: girasoli e tulipani che spuntano su trench e abiti da sera, gonne e ankle boots. Donne come boccioli di rosa, bouquet floreali, fate incantate. La primavera è arrivata in città come una magia. Dal prêt-à-porter all’haute couture, bellezza e accessori si fondono in un’esaltazione della femminilità. E look suggestivi esprimono una grande voglia di gioia e leggerezza. Fra petali, velette e maxi copricapi, si intravedono alcuni dettagli destinati a diventare tendenze beauty di stagione. È il caso degli accessori floreali fra i capelli o il make up occhi che sembra ispirarsi all’impressionismo: ombretti nei colori della natura che si risveglia, da applicare e sfumare in totale libertà, rendono le palpebre una “tela” che si colora di fantasia. Dal canto loro, le labbra, vestite di tutte le sfumature del pink, dal fucsia all’orchidea al geranio, purché ultra sature e materiche. Come petali. L’ultima tendenza vuole i fiori messi col tartan o l’animalier, con la pelle nera per mitigare l’effetto rock o al contrario con pizzi e ruches per enfatizzare uno stile romantico. Fiori finiti anche sulle borse più chic o su leggings per fare sport, ricamati sulle scarpe o sugli occhiali da sole. Un ditelo coi fiori modaiolo che sta invadendo le strade.

Cresce, forte e ovunque, la voglia di mescolarsi alla natura. Mentre gli orti pubblici in città, nati come movimento di resistenza urbana al cemento, sono ormai parecchi milioni, dentro le case germogliano oasi di verde destinate a rendere il rapporto con la natura così intimo da lasciare immaginare a breve cucine e salotti coltivati: la start up italo-olandese BioPic ha appena presentato OrtoItaliano, un innovativo sistema di coltivazione biologica che, sfruttando tecnologie spaziali, è in grado di far crescere ortaggi dentro un armadio pensile o erbe aromatiche sui muri. Dopo che Ikea ha lanciato la sua ortosfera da montare in casa per avere verdure fresche a km zero, nel giardino dei greensetter già si monta il Garden Igloo, una cupola trasparente che si compra su Amazon dentro la quale starsene beati tra le piante, a zero gradi come a 35. Durante l’ultimo fuorisalone, le tavole e le loro decorazioni sono state protagoniste assolute con verdi contrasti, fiori, pavoni e fenici, tanto colore e divertimento. Il risultato? Un mix di fantasie e abbinamenti, dal piatto al tovagliolo, per un’eleganza sempre più disinvolta (foto sotto, La DoubleJ).  Starsene immersi nel verde non è più solo l’urgenza bucolica di cittadini anelanti a una vita più sana e gentile e neanche più soltanto uno dei trend più longevi: stare nel verde oggi disegna un nuovo pensiero dello stare al mondo, perché le piante hanno l’anima e se la ascolti bene le senti respirare e fin parlare, come sussurra il saggio La saggezza degli alberi, in cui vengono svelate le capacità caratteriali delle piante. E se le sappiamo davvero guardare, suggerisce un altro nuovo libro sulla vegetazione spontanea che colonizza lo spazio urbano, Verde Clandestino, le piante ci insegnano aspetti della natura umana sorprendenti.

 

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