Benvenuti in Gran Paradiso

La montagna è una filosofia di vita. La devi capire, e se non è istintivo amarla, la devi studiare. Facciamo un piccolo test: neve per te significa freddo, rischio di scivoloni e messa in piega rovinata o paesaggi lunari, discese veloci, silenzio irreale? Roccia vuol dire che è scomodo sdraiarsi per prendere il sole o che la natura ha dato il meglio di sé in fatto di design? Funghi e mirtilli sono belli e buoni solo impiattati o il divertimento sta nel cercarli e poi trovarli? Il ghiaccio è quello che metti nel cocktail o quello su cui pattinare? Ovvio che se la vostra risposta è sempre la prima, bisogna mettersi di buzzo buono per convincervi che la montagna è un posto meraviglioso. E non solo per chi scia o arrampica. Se siete persone minimamente sensibili non potete rimanere indifferenti davanti a un paesaggio come questo: si potrebbe stare ore a osservare ogni dettaglio, ogni cresta, ogni sasso. E qui il tutto è particolarmente interessante visto che siamo nel Parco Nazionale Gran Paradiso. Luogo ideale per 6 motivi.

Osservare gli animali da vicino. Volpi, marmotte, stambecchi, camosci. Il Parco Nazionale Gran Paradiso è il luogo ideale per ammirare gli animali selvatici, liberi di spostarsi in oltre 70 mila ettari di natura protetta. Per avvistarli più facilmente e non disturbarli mentre si alimentano in vista dell’inverno, basta affidarsi a una delle guide naturalistiche consigliate sul sito www.pngp.it  o visitare il Parc Animalier a Introd e il Giardino Botanico Alpino Paradisia a Cogne, che ospita circa 1.000 specie di piante e fiori.

Visitare un’antica scuola di montagna. A Noasca, nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso, torni indietro nel tempo se ti metti a curiosare tra i banchi dell’antica scuola elementare di Borgata Maison. Si trova a 1.600 metri di quota, in una tipica casa di montagna che incontri sulla mulattiera del Vallone del Roc. Gli arredi in legno e i materiali sono quelli originali in uso fino al 1962, anno di chiusura dell’edificio. Organizza la tua visita con anticipo: l’aula e la camera dove alloggiava la maestra sono aperte solo su prenotazione (011/8606233).

Scoprire i luoghi dei Papi. Non tutti sanno che Giovanni Paolo II trascorreva le vacanze estive a Les Combes, un piccolo villaggio rinomato in suo onore Le Plan-du-Saint-Père. Si trova a metà strada tra Introd e Arvier e ospita l’interessante casa-museo Maison Musée Jean-Paul II, che raccoglie foto e cimeli del Santo Padre e da cui ti godi una vista spettacolare che spazia dal Monte Bianco al Monte Rosa, passando per il Ruitor, l’Emilius, la Becca di Nona e il Mont Falère. Il posto è talmente bello che anche Papa Benedetto XVI è stato più volte in visita qui. Nei paraggi, il ristorante La Veillà ha perfino ideato la torta Giovanni Paolo II: da provare!

Prendere l’aperitivo nel bosco. Nella piemontese Valle dell’Orco, sulla strada che sale al Colle del Nivolet, unisciti a una originale escursione al crepuscolo, con aperitivo nel bosco, organizzata dal gruppo di guide naturalistiche di NaturAlp. Lontana dalle luci artificiali della città, qui puoi dedicarti all’avvistamento degli animali notturni. Per dormire e goderti l’alba del giorno dopo, scegli lo storico Rifugio Guido Muzio (30 euro con prima colazione).

Fai yoga nel Parco. Se hai bisogno di recuperare le energie e riequilibrare corpo e mente, iscriviti ai weekend organizzati dalla Cooperativa Habitat in Val di Rhêmes. Ospite del bivacco-foresteria Vaudalettaz, trascorrerai due giorni in compagnia di un insegnante di yoga e di una guida escursionistica. Tornati a Rhêmes-Notre-Dame, concediti una scorpacciata di specialità valdostane al ristorante dell’Hotel Boule de Neige.

Ripercorrere i sentieri dei Savoia. Il Parco Nazionale Gran Paradiso discende storicamente dalla riserva di caccia istituita da Casa Savoia alla metà dell’Ottocento. Per rivivere l’epoca dei reali, cammina lungo i 92 chilometri di mulattiere che collegano fra loro le cinque case di caccia. Oggi puoi visitarne soltanto due: il Gran Pino di Noasca, in Valle dell’Orco, e quella di Orvieille, in Valsavaranche, entrambe utilizzate per la ricerca e la sorveglianza. Immersi in un paesaggio da fiaba, chiudete gli occhi e immaginate le carrozze del Re Vittorio Emanuele II salire tra i boschi di abeti rossi e larici.

 

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