Generatività

Confesso di aver comprato il libro “Generativi di tutto il mondo unitevi!” perché uno dei due autori, Chiara Giaccardi, è stato mio docente universitario in sociologia della comunicazione e grazie alla sua clemenza e a un 26 non proprio meritato non ho dovuto rimandare troppo in là la presentazione della tesi. Ma appena ho avuto tempo di imbattermi nelle dense pagine del saggio, ho avuto subito la sensazione che mi aiutasse ad imparare a vivere in modo più positivo.

genSecondo la Giaccardi e il marito Mauro Magatti, economista e sociologo nonché co-autore del libro, la società occidentale agisce in continua tensione verso ciò che vorrebbe raggiungere e l’ansia di perdere ciò che si è già ottenuto. Siamo ossessionati dalla performance e dall’individualismo estremo, entrando in un loop di solitudine, ansia  e  smarrimento. “Pieni di cose, di esperienze, di relazioni, ma perfettamente vuoti e soli”, legati ad una libertà che manca di senso del futuro, ripiegata su se stessa, che risucchia e annulla l’altro; da qui l’idea di generatività come soluzione, impegnativa ma rigogliosa, di valorizzare in maniera piena intelligenza, umanità e creatività. Generatività come capacità di dare risposte agli eventi investendo energia per soluzioni che non prevedano solo se stessi e il soddisfacimento dei propri bisogni immediati, ma anche l’arricchimento degli altri. Esempi significativi sono le realtà che escono dalla crisi in maniera creativa. O le no profit istituite da familiari di ammalati o vittime di un crimine, che danno un senso al loro dolore mettendosi al servizio di altri. Ma anche le aziende floride che mettono in atto strategie di welfare aziendale, come la Brunello Cucinelli Spa, dove il profitto è importante in quanto generatore di benessere non solo economico ma psicologico nei riguardi di chi lavora in azienda.

Generativo è colui che desidera qualcosa, concepisce un’idea per metterla al mondo e infine la lascia andare. Generativo è chi decide di avere un figlio anche se le condizioni non sono perfette, chi accoglie un anziano in casa anche se lo spazio è poco, chi non ragiona secondo la logica di un risultato immediato, ma chi semina per fare in modo che magari qualcuno dopo di lui goda dei frutti delle sue azioni. Chi cerca di essere creativo trovando risposte nuove e recuperando un’unità tra azioni, intenzioni e pensieri.

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