Fiabesca Colmar

Capoluogo dell’Aut-Rhin, centro industriale e commerciale, la località alsaziana di Colmar è nel cuore di una zona vinicola molto rinomata. Museo a cielo aperto di vecchi edifici, ricche facciate, musei straordinari, con il corso tranquillo della Lauch che s’insinua negli angoli più romantici, diede i natali allo scultore Frédéric-Auguste Bartholdi, autore della Statua della Libertà di New York. Tetti aguzzi, davanzali fioriti, facciate delle case disegnate a graticci, filari dei vigneti ingentiliti da cespugli di rose e dall’artigianato fiorente. Un patrimonio artistico-architettonico variegato e un’atmosfera fiabesca unica.

Il periodo natalizio è un momento magico in tutta l’Alsazia. Convivialità e meraviglia si fondono in un universo fatto di panpepato e vin brulè. Gli artigiani di Colmar in questo periodo realizzano una speciale stoffa per i giorni di festa: migliaia di metri di tessuto decorano le tipiche case, i monumenti e le strade, in una moltitudine colorata di oggetti e regali. Nel centro storico lungo la Rue des Marchands, via pedonale caratteristica della città vecchia, i numerosi mercatini rappresentano l’occasione per scoprire l’incredibile patrimonio culturale di questo luogo. Si parte da la Maison Pfister, con un’ariosa loggia lignea alla sommità ed il classico oriel (una parte a sporto tipo bow-window, elemento presente in molte facciate alsaziane). Di fronte s’innalza il Musée Bartholdi, ospitato nella casa natale dell’omonimo scultore, che racchiude opere del maestro, arredi intatti e una sezione dedicata alla storia della città.  Andando verso il centro, Rue des Marchands termina in Place de l’Ancienne Douane, dove spicca, tra case a graticcio, il Koifhus, il più bell’edificio pubblico di Colmar. Da qui si prende la Rue des Tanneurs e, attraversando il ponte sulla Lauch, si entra nel caratteristico Quartier de la Krutenau, detto anche “Petite Venise” per la presenza di ponticelli e canali (un tempo intense vie di scambi commerciali), con piccoli scorci romantici. Proprio da non perdere sotto le feste natalizie questo quartiere: è un vero e piccolo paradiso per i bambini fatto di 43 casette colorate che traboccano di mille e un tesoro.

Dedicato all’arte e alle tradizioni alsaziane, è d’incredibile fascino il Musée d’Unterlinden, ospitato nel duecentesco convento dei Domenicani di Unterlinden, famoso centro di cultura nel ‘300 e ‘400. Conosciutissimo museo tra i più visitati in Francia, presentan una ricca collezione di sculture e pitture risalenti alla fine del Medioevo e all’inizio del Rinascimento ed ospita il capolavoro dell’arte religiosa occidentale: il retablo di Issenheim, dipinto da Matthias Grünewald, maestro del tardo gotico. È particolare perché costituito da pannelli dipinti che si articolano attorno a una cassa centrale, composta da sculture. Il museo conserva anche oggetti d’arte decorativa e popolari: ceramiche, peltro, ferro battuto, mobili, oreficeria, ecc. Infine, la sezione dedicata all’arte moderna illustra alcune grandi tendenze avanguardiste dall’impressionismo fino alla metà del XX secolo.

Poco distante si trova la Dominicains, la chiesa dei Domenicani. Un elegante edificio  gotico a tre navate su alte colonne, possiede all’interno splendide vetrate trecentesche e bei lavori lignei del ‘700. All’entrata del coro si trova la tavola della Vergine del roseto, capolavoro di Martin Schongauer e sull’esterno della ante, l’Annunciazione di Martin Fierstein. Dalla chiesa, continuando per la Rue des Boulangers, si raggiunge a destra la commerciale Rue des Têtes dove, al numero 19, la scenografica Maison de Têtes, edificio rinascimentale del 1608, porta sulla facciata 106 teste scolpite nella pietra. Proprietà della Bourse aux Vins (Borsa dei Vini) di Colmar, oggi nasconde un elegante hotel e un autentico tempio del palato: la brasserie è ripartita da zero con l’arrivo di Éric Girardin, che coniuga cucina contemporanea e specialità del territorio, non esitando a rivisitare liberamente la tradizione. Altro tempio per i palati fini è Le Fer Rouge che propone la tipica cucina regionale: all’opulenza di una monumentale choucroute alsaziana (piatto a base di maiale e crauti), affianca la delicatezza di sublimi foie gras e la grazia lieve della flammekueche (un sottile disco di pane croccante ricoperto di formaggio bianco, a volte arricchito di panna e guarnito di pezzettini di pancetta e di cipolle), delle quiche lorraine, dei deliziosi babà. Tra le centinaia di bancarelle decorate del Christkindelsmärik (mercato del Gesù Bambino in alsaziano), si possono gustare tutte le dolci prelibatezze alsaziane: dai bredle, i biscotti natalizi al burro, cioccolato, anice, caramello, mandorle, zenzero e frutta, alle caramelle spezzate, ai dolci di marzapane, alle manala, le tipiche bamboline di pasta brioche.

Tra leccornie, giocattoli artigianali, l’enorme cassetta delle lettere e la bellissima pista di pattinaggio in Place Rappe, è difficile vedere i bambini annoiati davanti a tutti questi colori e luci, specialmente quando scende la sera. La sua architettura a colombages (le tipiche case a graticcio), si trasforma in un teatro a cielo aperto fatto di musiche natalizie e luminarie uniche. Non va dimenticato infatti che Colmar è definita la “città delle luci” grazie ad un progetto di valorizzazione architettonica per mezzo dell’illuminazione artistica della città.

 

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