Femme-fleurs

Femme-fleurs“, le chiamava Dior. Donne vestite con “abiti dalle spalle morbide, busti a trapezio, vite sottili e gonne larghe come corolle“. In sintesi: l’apoteosi della femminilità. Che per i corsi e ricorsi storici torna di nuovo on the stage. Lo conferma un autentico blooming di collezioni dominate dal segno dei fiori: pizzi, voile, beaucoup de chiffon. L’essenza dell’attitude primavera è romantica, come se la donna avesse realmente bisogno di ridisegnarsi in una versione nuova ma antica. Fra una virginale compostezza e quella lucida consapevolezza di seduzione, la “donna fiore” vestirà Lanvin, Dolce & Gabbana, Alberta Ferretti, Miu Miu, Balenciaga. Ed è solo l’inizio, persino le più concettuali demoiselles di Prada non resisteranno al richiamo della gonnellona che segna il punto vita. Riaffiorano le emozioni e, con loro, la poesia.

Il floreale è un caposaldo che consente agli stilisti di essere audaci e innovativi. Ed estremamente versatili: il fatto che si possano reinterpretare a volontà senza mai venire a noia li rende elementi di design unici. Intramontabili e al tempo stesso forieri di cambiamento. Di solito le stampe non mi entusiasmano, eppure mi sono innamorata della flora poco convenzionale che ho visto su passerelle e magazine di moda: leziosa e cool al tempo stesso. modaLe corolle e i petali  che sbocciano sulla moda di primavera saranno opulenti ed extralarge: avete presente i fiorellini inglesi di solito utilizzati per camicette, pigiamini e bikini baby? Ecco, sono tornate ma diventate “grandi”, in scala uno a cento. Come se un botanico eccentrico le avesse fotografate al microscopio. Il risultato è un Liberty Garden super dinamico: gigli blu da Fendi, dalie fucsia da Michael Kors, papaveri verdi da Max Mara, corolle Paisley da Valentino (in foto). Per un bouquet esplosivo ed extrasize. Come si porta? Con accessori in tinta unita: il giorno, borsa e décolletées scure; la sera, con scarpe coloratissime.

Fiori e colori che registrano il ritorno allo stile delle ragazze che negli anni 70 scendevano in piazza per i loro diritti: la moda è femminista per natura, perché dà alla donna la possibilità di essere bella, piacere a se stessa, agli altri, e crearsi il proprio personaggio. E riproporre alcuni simboli delle lotte di quarant’anni fa contro il patriarcato serve a essere un reminder per la guerra di oggi contro le ingiustizie. Vive la mode!

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