La felicità si impara

È vero, non si può decidere di essere felici. Ma è anche vero che ci si può allenare per cogliere al meglio le opportunità per diventarlo. L’epoca in cui viviamo, che ci vuole immersi in un flusso costante di distrazioni e informazioni, disorientamento e paura, ci allontana da quei gesti semplici come il sorridere o il coltivare gentilezza e gratitudine, fondamentali per aumentare la propria gioia di vivere. Fermiamoci, guardiamoci dentro, molliamo tutto, respiriamo: cessiamo di essere un’ombra indaffarata per diventare esseri umani, presenti nel mondo e a noi stessi. E leggiamo. Secondo la scienza, i lettori sono complessivamente più felici dei non lettori e provano più spesso emozioni positive rispetto a coloro che non aprono nemmeno un libro nell’arco di un anno; affrontano la vita in maniera più positiva e sanno godere del tempo libero in modo più ricco e articolato. Ho sempre creduto nella biblioterapia, la prescrizione di narrativa per guarire dagli acciacchi della vita. Un libro può darci conforto e indicarci una direzione, un approccio alle cose, una risposta. Perché, come ricorda Paul Claude, “la felicità non è lo scopo, ma il mezzo della vita“.

fergusonFelicitஓ, di Will Ferguson. La sua particolarità sta tutta nel titolo, straordinariamente sconvolto da quell’esponente che in quel ricciolo di “r” racchiude tutta la sua irriverenza. Il protagonista Edwin de Valu, giovane editor in una casa editrice newyorkese, pubblica un manuale rivoluzionario che rivela a tutti la ricetta perfetta della felicità. Ma quando il mondo inizia a convertirsi alle regole del libro, abbandonando vizi e capricci, e diventando noiosamente perfetto, Edwin sentirà il bisogno di salvare tutte le imperfezioni e le debolezze del genere umano e si scontrerà con i suoi stessi errori e rimpianti, ma avrà la possibilità, forse unica, di sentirsi veramente vivo. L’ironia graffia ogni pagina, portando a riflettere sulla società di oggi e sull’importanza di cogliere l’attimo perché: “I nostri errori passati sono i desideri inappagati. Ciò che rimpiangiamo è ciò a cui aneliamo. È questo a fare di noi ciò che noi siamo”.

piccoloMomenti di trascurabile felicità“, di Francesco Piccolo. Avete presente Charles M. Schulz quando, attraverso i vari personaggi dei Peanuts, da’ le sue definizioni di felicità? “Felicità è un cucciolo caldo”, “felicità è stare a letto mentre fuori piove”, “felicità è passeggiare sull’erba a piedi nudi”, “felicità è il singhiozzo dopo che è passato”… attimi, momenti rapidi, veloci, banali, che racchiudono molto di più di quello che a prima vista potrebbe sembrare. E’ una cosa in cui credo molto, quella della felicità che si trova soprattutto nelle piccole cose. Ed è quello che vuole trasmettere l’autore in questo libro: prende dei momenti di felicità, di cui dovremmo ricordarci più spesso, e li trasforma in parole. Sono istanti, sono gesti, sono pensieri, sono situazioni spesso insignificanti ma capaci di cambiare per un momento la giornata e renderla felice.

vonnegutQuando siete felici, fateci caso“, di Kurt Vonnegut. Un elogio della semplicità, della felicità, delle piccole cose che possono cambiare il mondo. Ma non tutto il mondo, Kurt Vonnegut non è così presuntuoso. Possono cambiare il nostro piccolo quotidiano e renderlo un posto migliore: praticare un’arte, cantare sotto la doccia, ballare ascoltando la radio, raccontare storie, amare e non abbandonare mai i libri e lo studio, perché potranno essere dei grandi compagni per la vita. L’importante – che sia una limonata, un’anguria durante il temporale, un traguardo ambizioso o il sorriso di tuo figlio – è sempre farci caso. Perché essere felici e non rendersene conto è uno spreco imperdonabile. E se amare il proprio destino e riconoscere la felicità sono un impegno, capire quando se ne ha abbastanza di qualcosa è un dovere.

zevinLa misura della felicità“, di Gabrielle Zevin. Elogio delle seconde possibilità, che tutti molto probabilmente ci siamo ritrovati a chiedere, o che abbiamo concesso. Come la seconda possibilità di A.J, il libraio protagonista, che non è un uomo cattivo, scontroso e insensibile come appare. Ma addolorato e col cuore a pezzi a causa della morte della moglie Nic, e tutto questo lo porta ad allontanare le persone, a chiudersi in se stesso e a rimuginare sul passato. Ma una cosa inaspettata e sconvolgente gli succede quando trova la dolcissima bambina orfana Maya abbandonata nella sua libreria. Una bambina che cambia il modo di vedere il mondo, gli fa guardare le cose e la vita in maniera diversa. E il suo presente cancella il suo passato. Una piccola perla di romanzo che insegna che per ogni momento della vita, c’è un libro giusto pronto per aiutarci ad affrontare le sfide che giungono sul nostro cammino.

vermalleLa felicità delle piccole cose“, di Caroline Vermalle. Un mix di dolcezza, semplicità, emozione. Il protagonista è Frédéric Solis, un affascinante avvocato 40enne in carriera, l’esempio tangibile del successo. Ma non vi è traccia di amore nelle sue giornate: finché un ignoto benefattore metterà in moto una serie di circostanze imprevedibili tra misteri e sorprese. Un romanzo pro-memoria che ci mette in guardia dal dimenticare che è attraverso lo studio delle piccole cose che noi raggiungiamo la grande arte di subire la minor infelicità e di godere della maggior felicità possibile: “Le persone non credono più alla loro buona stella, ed è un peccato. Si sbagliano, non c’è dubbio: lei c’è per tutti, bisogna solo prendersi la briga di cercarla. A volte brilla dentro alle piccole cose, cose minuscole. In una presenza, per esempio. Al mondo siamo in sette miliardi, eppure, per una sorta di miracolo, basta una voce, un cuore, un certo modo di vedere le cose per illuminare tutto di colpo”

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