Fashion food

Fashion e food uniti per un’esperienza da assaporare a 360 gradi: ambienti raffinati, design ricercati firmati dai più grandi stilisti di moda diventano il teatro in cui consumare cene e pranzi spettacolari, dove a dar sapore a un piatto è anche l’atmosfera in cui lo si gusta.

Hotel Bulgari, via Privata Fratelli Gabba 7b. Eleganza minimale e cucina del giovane chef Roberto Di Pinto, che reinventa con la giocosità tipica di un partenopeo il cibo della tradizione italiana: molluschi e crostacei, pesce e verdure. È come se i gusti mediterranei fossero memorizzati in un hard disk dal quale riaffiorano. La sfida è trovare un elemento a sorpresa, da cogliere mangiando un piatto classico. Qui perfino i ravioli sono “tagliati” come pietre preziose. Che cos’hanno di speciale? Al posto del ripieno classico lo chef mette una tartare preparata con gamberi tritati al coltello e conditi con olio extravergine, sale, scorza di limone grattugiato e timo limone. Che, nonostante la cottura della pasta, resta cruda.

Armani Nobu, via Gastone Pisoni 1. È il greige la tonalità inventata da Armani, abbinata ai toni caldi dell’arancio, a contraddistinguere il ristorante, da poco rivisitato, dove la cucina jap è contaminata da quella sudamericana. Infatti accanto al brodo dashi, l’alga kombu e lo shiso (le foglie delle prugne umeboshi), c’è un mix molto creativo di contaminazioni: dall’alta cucina francese, come le capesante; mediterranee, come l’aglio e l’olio extravergine di oliva; sudamericane, come il peperone jalopeno, verde e carnoso senza semi, e perfino indiane, come il coriandolo.

Ceresio7, via Ceresio 7. Convivialità dall’alba al tramonto, due piscine sul tetto e atmosfera cool nella location storica dell’ex palazzo Enel, nel ristorante voluto dai gemelli Dean e Dan di Dsquared, coi menù dello chef Elio Sironi. Super food qui è il salmone impanato con una marinatura di 4 ore a base di zenzero fresco, sale e zucchero di canna. Farcito con fegato d’oca e coperto con arancio a fettine e finocchietto, arriva al tavolo guarnito con buccia di lime e uova di salmone e servito con quenelle di yogurt greco e pane caldo. Leggero ma saporitissimo.

 

Trussardi alla scala, piazza della Scala 5. Tradizione come punto di partenza per lo chef Roberto Conti, interni eleganti ma moderni e cucina dal taglio creativo. Avete presente la classica ricetta mare e monti? Qui la trovate rivisitata con una glassa a base di brodo di pollo ben pelato, nel quale è stata aggiunta la fonduta di due tipi di pecorino, romano e toscano. Gli spaghetti, cotti al dente, sono saltati in questa salsa finché saranno belli lucidi e glassati. Ma a rendere la ricetta davvero unica è l’insolita abbinata con il ragù di ricci di mare.

Larte, via Alessandro Manzoni 5. La cucina si unisce all’arte e al design in questo locale milanese che in uno spazio multifunzionale concentra caffè, ristorante e galleria d’arte e ha tra i partner Santo Versace. Il classico risotto giallo è qui rivisitato con una mantecatura di burro al limone e servito su una bisque (riduzione di brodo di scampi) e guarnito con una gelatina di scampi e limone.

 

 

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