L’eccesso va di moda

Milano, fine febbraio. Un passante qualsiasi incrocia uno dei tanti capannelli di folla variopinta che, di ora in ora, si radunano davanti ai luoghi delle sfilate durante la fashion week. Con ogni probabilità vicina al 100%, si starà chiedendo come diavolo vada vestita certa gente. Quasi fossero pennellate accese, a tratti disordinate, signore di ogni età rendono quell’effimero tableau vivent un’opera d’arte in continuo divenire. È la moda, bellezza. Cioè il regno dell’opinabile, e stare al sicuro all’interno dei suoi confini significa per lo più non osare mai troppo. Qui, per una volta, avviene il contrario. Solo le più impavide si avventurano nei territori di frontiera. E lo fanno con coraggio proporzionale alla propria consapevolezza stilistica. Senza paura di sbagliare (o forse sì, chissà). Spesso, ma non sempre, si tratta di addette ai lavori, fashion editor, blogger autorevoli o celeb con un occhio particolarmente attento all’eleganza.

Tenendo pur fermo il punto di una massima latina “De gustibus non est disputando“, non posso esimermi dal mettere l’accento su tutta una serie di look che in più di un’occasione ahimè hanno fatto strabuzzare gli occhi, ingarbugliare la lingua, tremare la mano. Sarebbe del resto consigliabile tenere sempre bene in mente che il Carnevale cade solo una volta all’anno, non lo si può festeggiare ogni santo giorno…le passerelle di Milano Moda Donna per l’autunno-inverno 2017-2018 sono state generose in questo senso, trasformando in più di un’occasione la celebre fashion week in un grande, rutilante circo. La sfilata di Gucci ha fatto da apripista ispirandosi ai film horror degli Anni ’80:

Seguito a ruota da Prada, ovvero come ti trasformo la femminilità in cavernosità primitiva:

Ma l’Oscar del trash è stato vinto a mani basse da Moschino che si schiera dalla parte della sostenibilità, a discapito della vestibilità:

Questo è il vero lusso? Quand’è che sconfina nell’ eccesso? E allora va esibito o nascosto? Un fatto è certo, in passerella vale tutto e il contrario di tutto. C’è chi regala certezze e chi scombina continuamente il mazzo. E c’è anche chi pensa che la new wave barocca, da diverse stagioni uno dei trend più affermati, sia il segno di certa propensione al cattivo gusto diventata di fatto una moda. L’idea stessa di lusso è cambiata negli ultimi 10 anni. Le domande, o meglio, le risposte, sono sempre più aperte: oggi, per esempio, è diventato impossibile stabilire se sia più chic una pelliccia o un’ecopelliccia, una clutch fatta di materiali preziosi o una borsa in tessuto riciclato, un abito firmato da migliaia di euro o uno di serie che ne costa meno di cento. Ogni giudizio vale. A riprova: non c’è settimana in cui una principessa si astenga dal presentarsi al più formale dei rendez vouz vestita Zara o H&M. Cheap ma di buon gusto.

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