Si può ridere sopra gli eterni dilemmi del cuore e sul senso della vita?  Vi propongo 4 letture saggistiche profonde e lievi al contempo, che possono fare compagnia alle letture preferite di queste vacanze estive.

Il primo saggio s’intitola “Una storia che non possiamo raccontare“, scritto dallo psicoanalista Stephen Grosz, che racconta come la psicoanalisi affronti quel muro di separazione che c’è tra la conquista e la perdita, un muro di “passaggio” e limite tra il cambiamento (necessario ad andare avanti) e il lasciarsi dietro le cose vecchie, o morte, o dolorose.

Il secondo è di una delle mie scrittrici contemporanee preferite, Fred Vargas, nota per le sue storie noir ma che qui ci stupisce con un libro di poco più di cento pagine, “Piccolo trattato sulle verità dell’esistenza“, divertentissimo, ironico e assolutamente irrinunciabile. E’ vero, sostiene l’autrice, che l’umanità da 30 mila anni sta cercando di chiarire la verità sull’esistenza mediante scienza, fede e filosofia, ma ora basta: la scrive lei.
E così comincia a scandagliare le nostre quotidiane imprese con temi semplici, come gli impermeabili con il cappuccio o i lombrichi. Eccezionale.

Musica distante” di Emanuele Trevi, è il più filosofico e letterario di questi saggi: Platone attribuiva all’essere umano la capacità di stare bene seguendo quattro strade – prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Sant’ Ambrogio e Sant’ Agostino ne aggiunsero altre tre – fede, speranza e carità. Possono essere cercate ovunque, anche in chiave laica: è quello che l’autore fa trovando nella letteratura tutti quei passaggi in cui la bellezza è legata a un senso di moralità. Ecco che l’autore spulcia Dante e Apuleio, Virginia Woolf e Leopardi, Conrad e Dostoevskij…

Sembra un prontuario dell’ errore amoroso “Perché l’amore fa soffrire“, dove l’autrice israeliana Eva Illouz prova a spiegare da una nuova prospettiva psicologica come mai l’amore in ogni epoca ha sempre fatto soffrire. Ne sono testimonianza la grande letteratura di fine Ottocento con Madame Bovary o Cime tempestose, e i filmoni hollywoodiani degli Anni 50. Ed oggi non siamo da meno, le coppie si lasciano pur potendosi scegliere senza costrizione alcuna e viviamo il trionfo di Sex and the City e del Diario di Bridget Jones.

Chi ha detto che gli studiosi sono sempre noiosi?

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