Designland

Milano in questi giorni è l’indiscusso ombelico del mondo: più di qualsiasi altro evento temporaneo, il Salone del Mobile con il Fuorisalone è un vero e proprio archetipo del city making, perché ha il potere di modificare in modo permanente il tessuto urbano di interi pezzi di Milano, come non è mai successo a Venezia per la Biennale o in qualsiasi altro posto per riti analoghi. Presso Fieramilano a Rho vanno in scena la 22° edizione di Eurocucina, il Salone Internazionale del Bagno, l’appuntamento dedicato ai designer under 35 del Salone Satellite e la mostra FTK-Technology for the Kitchen, con le ultime novità in tema elettrodomestici. Vitali, e se possibile ancora più ricchi di iniziativa sono i distretti della design week milanese che dilagano a macchia d’olio su tutta la città, facendo emergere nuovi epicentri del progetto, ognuno vestito di una personalità tutta sua.

Ventura Future. Il cambio di quartiere degli olandesi di Ventura projects, oggi posizionati in zona Loreto (NoLo, North of Loreto), rappresenta sicuramente la vera, grande novità di questo Fuorisalone. Espongono grandi nomi come Editions Milano, Mingardo e Patricia Urquiola che con Federico Pepe continua la collaborazione all’insegna dell’esplorazione del confine tra arte e design. La novità più piacevole è The Diner (foto sopra), ristorante anni Cinquanta protagonista di numerosi film e libri che David Rockwell ha progettato per il 25° anniversario della rivista americana Surface. Da non perdere Alcova, rassegna di designer indipendenti che ha come fil rouge la sperimentazione ed è ospitata nella ex fabbrica di panettoni Cova.

Tortona. Là dove il Fuorisalone ebbe inizio, Zona Tortona torna a far parlare di sé grazie ai Raumplan con Trouble Making, una mostra sul citymaking visto con il filtro del Platform Capitalism. Superstudio propone la mostra su Nendo e il Superloft di Giulio Cappellini. All’ Opificio 31 ci sono due imperdibili collettive nazionali: Norwegian Presence e lo Swiss Design District, a cui si aggiunge Containerwerk, installazione sugli scenari del micro-living. Per ricaricare le pile basta fare un giro nell’oasi urbana Green House aperta da Vanity Fair al Milano Studio: all’interno di coloratissimi flower shop, tra colazioni d’autore, trattamenti beauty ed happy hour, gli editors del magazine attendono il pubblico con i consigli sugli appuntamenti imperdibili della settimana.

5vie. Nel dedalo delle stradine medievali che si insinuano tra via Torino e Corso Magenta, quattro sono le mostre-evento da non perdere: Alice Stori Liechtenstein, che indirizza Sara Ricciardi nell’installazione Arcadia; la compagnia olandese Masterly – The Dutch con una presentazione delle ultime novità di design, arte, artigianato, moda e fotografia olandesi, a cura di Nicole Uniquole; la collaborazione tra l’azienda fiorentina Bitossi e il brand milanese Funky Table che, collaborando quest’anno con l’illustratrice rumena Aitch, propone la nuova collezione de La Tavola Scomposta (foto sopra); i souvenir firmati dall’illustratrice Olimpia Zagnoli in vendita presso la boutique Wait and See, che trasformano il Duomo di Milano in icona grafica.

Brera. Il distretto degli show-room guarda quest’anno al tema Be Human: progettare con empatia. Intento apprezzabilissimo, come la scelta di dare un tocco di femminilità alla squadra di rappresentanza per il distretto, a partire da due dei tre ambassador scelti per questa edizione: Cristina Celestino che riveste lo storico tram milanese 1928 con il progetto Corallo, ed Elena Salmistraro, che collabora alla campagna DONT CALL ME di Timberland, realizzando in piazza XXV Aprile, un grande albero luminoso dalle sembianze femminili. La rivista Interni presenta la ricca mostra House of Motion tra Università degli Studi, Orto Botanico e Audi City Lab. Tra gli imperdibili, i 1500 mq di HAY a Palazzo Clerici, WeWork e Sonos fra installazioni, shop e talk sul futuro dell’abitare. Nuova edizione poi del Brera Design Apartment con il progetto Souvenir Milano, che invita le aziende a mettere in luce il solidale rapporto tra design ed alto artigianato mostrando una collezione limited edition di oggetti simbolo della città. Dalle discoteche ai musei ritorna alle sue origini Gufram, ripescando dal cilindro il gusto radical degli anni ’70 che l’ha resa un’icona e riportandoci ai tempi della dance floor in Mediateca Santa Teresa dove Toilet Paper e Lavazza hanno creato un’installazione con una caffetteria speciale: il marchio torinese del caffè ha infatti scelto il progetto di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari per il Lavazza Tiny Bar dreamed by Toiletpaper (foto sopra), in cui è presentata anche la nuova macchina per l’espresso Tiny, in sei colorazioni oltre che in una versione limited edition rivisitata dall’immagine Lipsticks.

Porta Venezia. Nel circuito del quartiere liberty di Milano, oltre alle visite guidate fra i gioielli architettonici del quartiere con il FAI, da segnalare la nuova edizione di Doppia Firma 2018 che vede il rinnovarsi della collaborazione tra un variegato ventaglio di progettisti e artigiani. In Corso Venezia a Palazzo Serbelloni, Swarovski invita ad ammirare gli ultimi pezzi della linea dedicata alla casa firmati Atelier Swarovski e Crystal Palace, mentre a Palazzo Bovara, Elle Decor con la mostra On Life, immagina i nuovi scenari abitativi dei millennials, dove il mondo analogico incontra quello digitale (foto sopra).

Isola. Il design district del quartiere Isola si estende su tutto il quartiere, da Zona K a via Spalato, consolidando la sua posizione fra i distretti del Fuorisalone grazie alla presenza di designer emergenti, botteghe artigiane e sperimentazioni maker. Il leitmotiv quest’anno è Rethinking Materials: i designer belgi BRUT espongono allo spazio Maranello ragionando sul carbone, gli italo-brasiliani alla galleria Pero di Porro Lambertenghi 3 sul marmo, i NO CURVES lavorano con lo scotch mentre Caracol Studio stampa playground in diretta sotto il bosco verticale. Onirica l’installazione Hidden Garden (foto sopra) in piazza Gae Aulenti: uno spazio di 100 mq protetto da una cinta di pannelli che lo sottraggono al caos lasciando intravedere dall’esterno solo scorci e prospettive. Pierattelli Architetture con Flos, Vitra, Porcelanosa e Gruppo Giardini dona a Porta Nuova un’oasi verde dove riappropriarsi del tempo e delle emozioni.

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