Colline del gusto

Un territorio così straordinario da essere sito Unesco: le colline di Langhe-Roero e Monferrato dal 2014 sono diventate Patrimonio dell’Umanità come paesaggio culturale, esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale. A fare da spartiacque fra Roero e Langhe è il fiume Tanaro: sulla riva sinistra c’è il Roero, che prende il nome dall’omonima e potente famiglia medievale, e oltre il fiume le Langhe. Comune denominatore, le colline del vino. Nel Roero dominano due Docg famose, che fanno capo al Consorzio del Roero: il Roero Rosso e il celebrato Arnesi, uno dei bianchi più amati anche fuori Italia. E una missione che l’impegno di tutti ha reso possibile: fare di questa scheggia di Piemonte una cittadella del gusto. Oltre il Tanaro è subito Langa, nome che in piemontese significa collina, e forse deriva dal latino linguae, a indicare un sollevamento del terreno, o dal celtico landa, regione selvaggia e verde. Oggi Langa è sinonimo di vini di grande pregio, prodotti da un vitigno autoctono come il Nebbiolo. E le Langhe sono un susseguirsi di borghi, castelli, vigneti, fra i paesaggi dei romanzi di Fenoglio e di Pavese e una gastronomia d’eccellenza, dove regnano incontrastati gli agnolotti “del plin” (il pizzicotto con cui il ripieno viene chiuso nella pasta), che i gourmet gustano “al tovagliolo”, cioè senza condimento.

Le tappe sono infinite: Verduno con il castello e i vigneti che furono di Carlo Alberto, La Morra, borgo appollaiato su un colle, un balcone sospeso sulla Valle del Tanaro e i vigneti. Bra, dove è nato e ha sede Slow Food, un centro storico fitto di chiese e palazzi barocchi, e specialità Dop uniche. Tappa d’obbligo appena fuori Bra per capire quanto la storia del territorio sia intessuta con gusti e sapori e con le vicende dei Savoia, è Pollenzo, la Pollentia degli antichi Romani, dove Carlo Alberto volle creare l’Agenzia, tenuta agricola modello di casa Savoia. Gli edifici neogotici di mattoni e il castello oggi sono una delle residenze sabaude Patrimonio Unesco, nonché sede dell’Università di Scienze Gastronomiche. Imperdibile Barolo, con il WiMu, il Museo del Vino, un percorso innovativo creato da François Confino fra curiosità e scoperte. Il Castello di Barolo  (sede del WiMu) e quello di Grinzane, paese in cui Cavour fu sindaco, con l’Enoteca e il Museo Cavour, sono in buona compagnia con la Fortezza di Serralunga e la tenuta di Fontanafredda di Vittorio Emanuele II, la Torre di Barbaresco, il Castello di Covone, Patrimonio Unesco, Neive, uno dei borghi più belli d0Italia, il Castello e le Torri di Dogliani. Una costellazione di luoghi magici intorno ad Alba, la capitale storica delle Langhe. Dalla Piazza del Duomo con la cattedrale di mattoni alla Via Maestra, fra torri, chiese barocche e botteghe del gusto, batte il cuore gourmand della città. Suo appuntamento imperdibile autunnale dal 1993 è La Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba, di cui è la capitale mondiale. Per gli esperti , il modo migliore per gustarlo è tagliarlo a lamelle sottili, con la carne cruda battuta al coltello, l’uovo al tegamino, i tajarin o la fonduta. E un gran vino delle Langhe. Buon appetito!

 

 

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