San Valentino: cena a Milano

algarghetMilano è una città bella da vivere, piena di energia e dinamismo, ma a volte si sente il bisogno fisico e mentale di abbassare il volume e dare un nuovo colore e sapore alle cose. Una risposta a queste esigenze si può trovare in fondo a viale Ripamonti, proprio al confine della città. In mezzo alla campagna c’è un vecchio casolare dove è possibile respirare i profumi di un tempo, assaggiare i piatti della tradizione e liberarsi dei fardelli quotidiani: Al Garghet (www.algarghet.it), che in milanese antico indica “il gracidare delle rane”. Cucina ottima e atmosfera molto romantica, tra il lume di candela ed il pianoforte a coda che viene suonato ogni sera diffondendo nell’ambiente una piacevole musica di sottofondo. Menù scritto a mano su vecchi quadernoni a quadretti e parole in dialetto milanese, per una cena dal sapore rustico. Da provare l’orecchia d’elefante, la sottile ma abbondante cotoletta milanese ed il risotto con l’ossobuco, tipico della cucina meneghina.

mimmomilanoSe amate il connubio tra moda e cucina, la vera novità degli ultimi anni si trova nel cuore della Milano liberty: in fondo a un viottolo un palazzo ospita al piano terra il primo monomarca Dondup, nota griffe di moda, e al primo piano, diviso da un grande cancello in ferro battuto, un ristorante con cucina a vista, Mimmo Milano (www.mimmomilano.it). Balcone e soppalco mansardato in bianco stile shabby chic, regalano al locale una piacevole atmosfera tra l’elegante e l’informale. I tavoli ben distanziati assicurano privacy e tranquillità, ottimo per la serata di San Valentino. L’esperienza culinaria e gastronomica di Mimmo Di Vivo, già proprietario in città dell’ Osteria del Corso, è garanzia di un menù prelibato e poco ricercato, come il culatello di Zibello con pere al barolo e cannella o la spaghettata con pomodorini e formaggio di capra. Per dessert non perdetevi il tortino tiepido al cioccolato con sorbetto agli agrumi.

joiaLa vostra dolce metà è vegetariana? Allora è da stupire nel regno di Pietro Leemann, chef svizzero che ha portato la filosofia veg nell’alta cucina. Al Joia Kitchen (www.joia.it) ogni piatto è una vera scoperta, dove sapori diversi e contrastanti si accompagnano l’un l’altro con un effetto unico sul palato. Armonia della natura e personalità in ogni portata: ordinando un “elogio al semplice”, ecco arrivare delle lasagne con zucchine, melanzane e crema di crescenza; oppure “profumo”, ravioli in salsa di piselli e ripieno di finocchi e mandorle; “ricordo” è invece un soufflé di gianduiotto in gelato bavarese di pane e mirtilli. Particolari sono i “cubetti”: 6, 9 o 12 microporzioni di tutte le specialità della casa, da assaporare alla cieca, cercando di indovinare gli ingredienti usati nella preparazione. Più che una cena risulta un’esperienza sensoriale, un luogo dove lasciarsi andare coccolandosi in modo sano e leggero, ma molto gustoso.

fingersIn cerca di una cucina più creativa? Allora il Finger’s Garden (www.fingersrestaurants.com) farà per voi. Un locale chic in stile barocco in una villa con parco di quasi 1500 metri quadrati tra tatami e affreschi déco. Una volta accomodati ci si dimentica di trovarsi nella caotica Milano e si viene trasportati in atmosfere esotiche. Si combinano i sapori di tradizioni lontane come quelle di Giappone e Brasile con la cucina mediterranea; così il sushi, il sashimi e la leggendaria carne di Kobe stanno accanto alla burrata e all’olio extravergine d’oliva oppure al foie gras.

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