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Il potere delle fotografie postate

 

Recentemente ha avuto molto successo Five, un’app per capire chi siamo partendo da quello che postiamo. Analizza le parole utilizzate nei post delle fotografie pubblicate e traccia un ritratto psicologico basato sui cinque fattori principali della personalità: estroversione, gradevolezza, coscienziosità, nevrosi e apertura mentale. Così da capire quali “armi” usiamo per apparire e attirare l’attenzione. Siamo nell’epoca dei selfie, della febbre da social network, dell’ossessione visiva di camere digitali e smartphone. Tutti questi scatti avranno pure qualcosa da dirci…Grazie ad un semplice clic imprimiamo per sempre momenti importanti del quotidiano, e le emozioni inconsce associate a questi momenti sono ponti naturali per accedere al nostro vero Io.

Immersi in una iper-produzione fotografica, dobbiamo sempre tenere presente la potente carica significativa di un’immagine. Ad esempio mostrandoci tormentati da un inconveniente o perseguitati da qualcosa catturiamo lo sguardo degli altri: facciamo le vittime per essere ascoltati, per avere un pubblico che ci noti a prescindere dalle nostre qualità o azioni e aspettando un commento di comprensione e condivisione del problema che ci affligge. Viaggiando o semplicemente passeggiando nella nostra città troviamo e postiamo qualcosa che in noi ha suscitato delle emozioni. Nel quotidiano apriamo le porte di casa a sconosciuti e mostriamo l’intimità dei nostri sentimenti. È un modo indiretto per fare vedere a tutti che “anche noi ci siamo”. Come meglio comportarsi allora quando si posta una fotografia? Seguendo l’unica parola d’ordine: l’autenticità. Postare svincolati dal giudizio altrui, dall’ossessione del gradimento degli amici, del numero dei like e liberi di esprimersi in modo immediato, recuperando lo spirito originario dei social: il racconto di quello che si sta facendo e pensando qui e ora. Per questo motivo adoro ed utilizzo quasi esclusivamente Instagram che consente di aderire al presente pur permettendo di essere liberi e di osare. È l’unico social capace di reinventare in meglio la fotografia, che dismette i suoi abiti nobili per indossarne altri più casual. Diviene come un taccuino sulle cui pagine possiamo annotare quello che ci accade quotidianamente: emozioni, esperienze, città visitate, volti sfiorati. Non contano qualità delle riprese, inquadrature, luci. Il trionfo di un’inevitabile imperfezione, un flusso democratico di altri scatti condivisi e commentati.

Ho fatto il mio primo post su Instagram cinque anni fa, nel 2012, e tornare indietro non è stato più possibile. L’immediatezza del mezzo mi ha sconcertata. Scatti e condividi, nessun social consente un dialogo così diretto e divertente tra appassionati di fotografia. Si sono aperti il mondo della creatività e l’interesse per la relazione tra testi e foto, quel loro modo particolare di funzionare insieme: spesso accompagno i miei scatti con spunti narrativi e didascalie filosofiche. Lo faccio con l’attitudine del romanziere o del saggista, come in preda ad un democratico flusso di coscienza…la comunicazione fotocentrica è il modo più semplice e naturale per vivere e raccontare un’esperienza. Lo hanno spiegato e dimostrato più volte in questa lunga settimana di Milano Photo Week con mostre, incontri, visite guidate, laboratori, progetti editoriali e proiezioni urbane dedicati alla fotografia a 360 gradi: dai grandi scatti d’autore ai reportage di guerra, dalle immagini di moda e di architettura che hanno reso celebre Milano nel mondo alla fotografia come linguaggio dell’arte contemporanea, poi le vite dei grandi fotografi da scoprire guardando un film o gli archivi che aiutano a ricostruire la nostra memoria storica. Un’esperienza meravigliosa per chi, come la sottoscritta, esalta quotidianamente l’arte immortale delle fotografie postate.

Regali con un click

 

 

 

Per noi shopping addicted questa cosa che si può comprare anche fuori orario, sedute in poltrona con il plaid addosso e una tazza di tè, è micidiale. Già ci aveva sconvolto l’apertura domenicale dei negozi, ma qui siamo ben oltre ogni nostra possibilità. Il Natale è un’ottima scusa per surfare tra un e-store e l’altro a caccia di occasioni, facendo cadere anche l’ultima leggenda metropolitana: la corsa affannosa per i regali il 24 dicembre pomeriggio. Niente come la rete (lo dice il nome stesso) mette il mondo intero a disposizione. Ecco i dotcom e i dotit da consultare.

Sceglie il destinatario. Sul sito Wishlist (wishlist.it) si può comprare con un click un cofanetto virtuale: si stabilisce la cifra che si vuole spendere e compariranno una serie di oggetti a seconda del tema che si sceglie (dalla casa allo sport, dai bijoux alla tavola). Il destinatario del regalo riceverà via email questo “contenitore” che comprende circa 100 prodotti, tutti dello stesso valore. Sarà lui a decidere quale oggetto preferisce, ordinandolo dal sito.

Un regalo in capo al mondo. Mai sentito parlare di e-gifting? Il sito 4gifters (4gifters.com) consente di fare un regalo in tempo reale a una persona lontana unendo l’e-commerce ai social networks. Funziona così: si entra nel sito, si sceglie il regalo, si segnala la sua mail. Il fortunato destinatario del nostro pensiero materiale riceverà un codice per poter ritirare in negozio l’oggetto scelto da noi.

Doni super selezionati. Per le offerte di Natale su Yoox – il primo store online di moda, arte e design – c’è una pagina ad hoc (yoox.com/yooxmas) per trovare il regalo perfetto scegliendo tra i best seller, sotto i 100 euro, wow gift, gli infallibili e gli essenziali d’inverno. Impossibile sbagliare.

Non conta solo il pensiero. L’intenzione di chi regala e la soddisfazione di chi riceve spesso non corrispondono…la soluzione la offre Snoblesse (snoblesse.com): un cofanetto che contiene una carta prepagata che permette di fare shopping nei negozi partner come Fratelli Rossetti, Gallo, Moleskine, Trussardi, Brooks Brothers…

Sì, viaggiare…Far provare il lusso in vacanza? Dormire in alberghi 4 e 5 stelle o in boutique hotel? Basta entrare in Secret Escapes (secretescapes.com), il club specializzato in soggiorni presso hotel de luxe con sconti fino al 70%. Bisogna però essere velocissimi perché le offerte sono flash. Ma c’è di tutto: testare la prima neve dell’Austria, assaporare la gastronomia umbra, godersi le bellezze nascoste della Costa Azzurra.

Arredamento e addobbi per la casa. Le decorazioni domestiche rimangono le più amate nel periodo natalizio. Albero e presepe sono i veri simboli delle festività ed il fai da te è l’ideale per trascorrere momenti creativi in compagnia. Su sito di Dalani (dalani.it) si trovano tutte le idee più originali per decorare l’albero e non solo, apparecchiare la tavola e fare bei regali per tutti.

 

 

 

 

Yoga come disciplina

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Lo scorso anno il governo indiano ha messo il copyright su 1500 posizioni yoga come “sapere tradizionale”, poiché descritte nei testi sacri. L’antica disciplina si basa su quattro fondamentali tecniche. Le posizioni (asana) consentono di raggiungere la padronanza del corpo fisico. Il controllo del respiro (pranayama) è anche il controllo della forza vitale: prana significa “energia” ma anche “respiro” e ayama vuol dire “controllo, padronanza”. Pranayama è il respiro che circola, riempie e dona pienezza alla vita, che migliora il contatto con le emozioni, strettamente correlate alla respirazione. Le altre due tecniche fondamentali sono la concentrazione e la meditazione, che liberano ed espandono la mente. Perché lo yoga non è esercizio fisico legato solo alla corporeità: con la pratica si raggiunge, oltre alla consapevolezza del corpo, il controllo delle proprie emozioni.

Eppure molti ancora pensano che questa disciplina non offra un allenamento abbastanza intenso per vedere dei risultati concreti, che sia noiosa perché si deve meditare oppure che sia riservata solo a chi è dotato di grande flessibilità. Niente di più sbagliato: tutti possono praticare yoga, a maggior ragione chi è più “legato” perché, proprio grazie alla respirazione profonda che accompagna ogni asana, aiuta a sciogliere articolazioni e muscoli. Alcune posizioni sono davvero impegnative e coinvolgono tutte le parti del corpo, come la posizione della sedia: in pratica è uno squat che si esegue a gambe unite e con le braccia in alto, ma va tenuta a lungo per cui gambe e glutei lavorano intensamente. Anche così si suda e si bruciano calorie, ed in più si abbina il lavoro di tonificazione a quello di allungamento muscolare. Quanto alla noia, i corsi di yoga sono talmente tanti e diversi che si può scegliere la variante che più ci si addice: dall’ Ashtanga, la più dinamica, all’ AcroYoga, la tecnica più acrobatica, allo yoga della risata, dove letteralmente ci si lascia andare e si ride a crepapelle.

yogacom1Un workout intenso ma superbilanciato che assicura flessibilità, forza e resistenza senza stressare giunture e colonna. E da oggi ci si può dedicare a questa disciplina anche a casa propria grazie alle applicazioni da seguire passo passo sullo smartphone o sul tablet. Come Tutto in yoga (4,50 euro per iPhone) se si è agli inizi e si ha bisogno di un programma graduale: mostra le posizioni nei dettagli senza dare nulla per scontato e fornisce video e tavole anatomiche che spiegano quali muscoli si fanno lavorare durante gli esercizi, da scegliere tra 25 programmi in base al proprio livello di preparazione. Yoga.com (3,60 euro per iPhone e Android), è invece l’app perfetta per chi pratica già da qualche anno. Lanciata dal sito di yoga più cliccato al mondo, permette di scegliere gli esercizi tramite immagini e video in hd in base agli obiettivi: perdere peso, migliorare la flessibilità o combattere lo stress. Anche per chi soffre di mal di testa o cervicale ci sono le sequenze mirate per alleviarlo. Se invece si lavora alla scrivania tutto il giorno e la schiena ha bisogno di uno stretching che distenda i muscoli, l’app giusta è Salute the desk, che unisce alle sequenze yoga alcuni esercizi di ginnastica posturale, aiutando così a combattere i dolori causati da posizioni scorrette.

L’ultimo trend è praticare in gruppo e per strada (Oysho Yoga, http://www.oysho.com), perché la gente ha finalmente riscoperto la bellezza di una pratica che insegna ad ascoltare corpo e mente, a fermarsi, a respirare e a capire i propri bisogni. Elogio della lentezza.

Viaggiare per guardare

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Una volta erano solo i giapponesi. Adesso siamo tutti così. Arriviamo alla meta del nostro lunghissimo viaggio e non guardiamo, fotografiamo. Non gustiamo, riprendiamo. Ovunque, telefonini, tablet, telecamere a dare la caccia a ogni istante della nostra vita. Ancora prima di goderci il paesaggio, al mare o in montagna, in spiaggia, sui ghiacciai come nelle città d’arte, c’è lo scatto, multiplo, compulsivo. “Che cosa ti ricordi di quel momento?”. “Ecco la gallery” è la risposta. Non la storia di un sapore, di un profumo, di una luce. Viviamo in una società che non sa più guardare, siamo all’ubriacatura del selfie da inviare subito tramite WhatsApp. L’archiviazione illimitata di immagini digitali porta alla perdita di ogni freno: c’è una sorta di ebbrezza del potere connessa alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Nel mondo antico il primato della vista era assoluto. Vedere voleva dire conoscere. A partire dall’antichità classica in poi guardare voleva dire entrare in rapporto con quel che ci stava di fronte; guardavi qualcuno o qualcosa perchè avevi voglia di conoscerlo, di entrarci in contatto. Non guardavi per caso: pena, spesso, la vita. Pensiamo a Orfeo ed Euridice, ma anche allo sguardo della Medusa che pietrificava, il prigioniero della caverna che guarda le ombre e che Platone fa risalire alla luce, Edipo accecato, Narciso che si guarda nello specchio. Guardare, nel bene e nel male, è sempre stato importantissimo.

orcia1Se invece di guardare scattiamo una foto, accade che il nostro sguardo si depotenzia e quindi perde di valore anche la nostra conoscenza della realtà. L’impresa si conclude con lo scatto che registra passivamente immagini raccolte in modo indiscriminato. È solo un ingurgitare immagini, restando perennemente affamati. Mi ritorna, potente, il ricordo della prima volta che ho visto le terre della Val d’Orcia nella lentezza di un pomeriggio di fine estate. Guardavo rapita la dolcezza delle colline e sì, sentivo che attraverso lo sguardo le conoscevo, nel senso che ne facevo esperienza. Cogliendo tutte le sfumature di verde, giallo, ocra penetravo la loro essenza. Non ho scattato nessuna foto quel giorno, eppure il ricordo dentro di me non è mai sbiadito. E irradia, a distanza di anni, tantissima luce.

Parigi

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L’allure e la joie de vivre di una città unica si fondono in un’ app aggiornata continuamente su tutto quanto è in voga a Parigi, che accada nel Marais, a Saint-Germain o in quartieri meno centrali dove abitano i creativi e abbondano gli atelier. Per provare a sentirsi vere parigine per qualche giorno, non resta che scaricare My Little Paris (mylittleparis.com) e avere in tasca una city guide con gli indirizzi più cool del momento.

appNel Marais, il quartiere più amato da trend setter e fashion blogger, è sorto il primo bar à maquillage, Make up me (12 rue de Montmorency, makeupme.fr), dove in pochi minuti realizzano un trucco perfetto a partire da 10 euro. Poco distante ha appena aperto, in uno spazio Bhv di rue des Archives, un pop-up store di Marc by Marc Jacobs, mentre in rue de la Verreire ha raddoppiato Kilo shop (vestiti a peso, ai n° 69-71 e al 125 bld. St.-Germai, kilo-shop.fr). Nuovissimo il Cafè des chats (16 rue Michel Le Comte, lecafedeschats.fr), dove i felini sono di casa, mentre è ormai un classico Merci (111bld. Beaumarchais, merci-merci.com): moda, design, oggetti per la casa, ristorante e sala da tè. Sempre in zona, nel Marché des Enfants rouges, in rue de Bretagne, si cela un’ottima enoteca, Versant vins (versantvins.com), non lontano dal caffè-libreria Marcovaldo (61 rue Charlot, marcovaldo.fr).

Oltre Place de la République, attorno al canale Saint-Martin, ci sono un sacco di luoghi divertenti. Come Médecine douce (gioielli, 10 rue de Marseille, bijouxmedecinedouce.com), Thanx God I’m a V.i.p. (abiti vintage, 12 rue de Lancry, thanxgod.com), Artazart (design bookstore, 83 quai de Valmy, artazart.com), il Point Ephémère (concerti e performance artistiche, 200 quai de Valmy, pointephemere.org) e, in rue Beaurepaire, il parrucchiere bio R Végétal (al 36, rvegetal.com), gli abiti di Liza Korn (al 19, liza-korn.com) e di The Kooples (al 32, thekooples.com).

app1Tra gli imperdibili in area Saint-Germain, The space (21 rue Bonaparte, the-space-paris.tumblr.com) per gli abiti, Quatrehomme (62 rue de Sères, quatrehomme.fr) per i formaggi e Léo Dupont (16 rue de la Grande chamière, leodupont.com) per una buona cena. Se siete vegani, non perdetevi il Café Pinson (cafepinson.fr): juice bar, café e ristorante con cucina naturale e ingredienti al 100% biologici.

Mobile Class

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Un miliardo di utenti iscritti per Facebook; 200 milioni per Linkedin e 30 per Foursquare; 300 milioni per Instagram e anche per Twitter, solo per restare al mondo occidentale. Dal più grande al più piccolo, andata e ritorno, tutte le esigenze e tutti i gusti possono essere accontentati perché là fuori il mondo delle reti sociali è sempre più ampio, ingombrante, avvolgente fino a essere intrusivo.

Più del tifo calcistico, e molto più della passione politica, le vere comunità oggi si modellano e identificano per l’uso di questo o di quel network. Con la differenza che mentre tifo calcistico e passione politica sono (o dovrebbero essere) coerenti e immutabili, l’utilizzo di social differenti è pratica comune, perché il “condividere” è la regola. E di condivisione, relazione e tecnologia sociale si è ampiamente trattato durante la Social Media Week milanese, appena conclusasi. Protagonisti i tanti social network a disposizione di una mobile class sempre più esigente, che utilizza quotidianamente Internet per accorciare le distanze, facilitare nuovi contatti, creare bisogni e soddisfarli. Ma anche per vendere e comprare qualsiasi cosa. Inclusi se stessi, le proprie competenze, professionalità e idee. Come nella vita di tutti i giorni: ciascuno di noi ha famigliari, amici, colleghi e conoscenti. La differenza è che, on line, questa rete di relazioni si allarga a dismisura. E arricchisce il nostro “capitale sociale”, il patrimonio di relazioni su cui contare per far circolare idee, trovare un impiego, risolvere un problema, raccogliere alleanze per un progetto.

Come ogni comunità che si rispetti, ci sono un paio di regole fondamentali da seguire: innanzitutto il presentarsi e spiegare perché stiamo invitando qualcuno ad accettare la nostra amicizia. Secondo essere snob. Ovvero non dare a tutti lo stesso valore, non cedere l’amicizia a chiunque ma stabilire ed impostare un livello di privacy. Evitiamo poi di iscriverci a tutti i network possibili ma individuiamo quello che fa davvero per noi. Io per esempio non sopporto Facebook e adoro Instagram, dove un “Mi piace” non viene segnalato nel flusso di immagini di un altro iscritto (che può mettere becco laddove non è invitato) e si seguono persone per le quali c’è un effettivo interesse per le cose che pubblicano. Chi è avaro di sé e delle sue informazioni e chi tiene la “partita doppia” dei consigli che elargisce, aspettandosi sempre qualcosa in cambio, non è decisamente tagliato per fare rete on line. Nel network le energie e i contatti devono circolare senza un tornaconto.

Wish list

giftsA Natale dell’anno scorso la mia amica di sempre mi ha regalato una yogurtiera. Grazie Franci, ottima idea. Peccato che nella mia cucina non ci stia più uno stuzzicadenti. Per il mio ultimo compleanno invece tre amici mi hanno regalato Gomorra di Saviano: una copia l’ho data alla mamma, una alla vicina di casa e un’altra l’ho regalata alla Biblioteca comunale. Quella che avevo già comprato (e letto) era già nella mia libreria. Ecco che a ogni Natale che viene, l’operazione-regali diventa sempre più complessa. Abbiamo già tutto, è rincarato tutto, ogni idea suona già vista, ma per paradosso, sentiamo che ci meriteremmo molto più del solito regalo…Quest’anno allora ho deciso che mi faccio le wish list online, così almeno mi arriveranno solo cose utili e desiderate. Lavorando sul web, mi capita spesso di navigare tra oggetti che mi piacerebbe avere: in un click posso salvarle nel mio spazio personale e metterlo a disposizione dei miei amici.

  • http://www.boxedup.com In poche mosse creiamo la nostra scatola personale. Chi ci vuole fare un regalo, clicca sull’oggetto e viene dirottato direttamente sull’homepage di chi lo vende.
  • http://www.wishlistr.com È una lista generalista, come Boxe dup. In più, si può personalizzare la propria pagina coi templete del sito.
  • http://www.anobii.com Qui si condividono e recensiscono le scelte letterarie, e si segnalano agli amici i titoli che ci mancano.
  • http://www.hoepli.it In questa libreria on line possiamo decidere di farci noi stessi un regalo, scegliendo anche la carta da pacco e allegando un messaggio.
  • http://www.yoox.com È il sito della moda che vorremmo e che possiamo avere. Clicchiamo su Dreambox e creiamo la nostra scatola. Verremo avvisate in tempo reale sulla disponibilità degli oggetti selezionati

Oltre ai regali possiamo personalizzare anche pacchetti e biglietti d’auguri:

  • http://www.etsy.com Basta digitare la chiave “tag” e trovare decine di creazioni tra cui scegliere, perfette da annodare ai regali.
  • http://www.moo.com Per personalizzare i biglietti d’auguri con le nostre stesse foto oppure approfittare della creatività dei designer che mettono a disposizione le proprie creazioni. Da non mancare gli adesivi chiudi-pacco: la confezione di 90 sticker costa 10 euro (spedizione compresa).

Pettegolezzi on line

Perchè diciamo tutto a tutti? Sul web tra amici e coi colleghi nessuno resiste più all’idea di raccontare i fatti propri e altrui. E se fosse il momento di liberarsi di questa abitudine e riscoprire il piacere della discrezione?

Two beautiful womenCome ha denunciato il Wall Street Journal, con i social network si è diffusa la tendenza a (stra)parlare. Salvo poi vergognarsene. E’ umano voler condividere ciò che si pensa, ma oggi c’è una vera e propria crisi di discrezione, come se qualunque argomento potesse diventare materiale da gossip. Di sicuro esiste una  spinta sociale, amplificata da Internet, a esprimersi su ogni argomento, anche a costo di dire la prima cosa, sbagliata o superficiale, che passa per la mente. Ma non solo. Il problema è soprattutto di tipo emotivo. C’è un forte bisogno di liberarsi dalle emozioni, senza badare al grado di interesse dell’interlocutore. A questo si aggiunge il desiderio che abbiamo tutti di piacere: quando siamo impegnati a impressionare l’interlocutore il nostro cervello perde la capacità di filtrare le parole che arrivano alla bocca. E quando capiamo di aver passato il limite, è troppo tardi. Per non dire poi di quanto si dovrebbe tacere…proviamo allora a giocare d’anticipo:

Evitare le trappole dei pettegolezzi: quando siamo troppo preoccupati dell’opinione che gli altri hanno di noi, rischiamo di “sfruttare” la vita degli altri per farci notare, divertire o incuriosire. Per non parlare a sproposito dei fatti privati di chi non è presente, bisogna fermarsi a riflettere e farsi passare la voglia di comportarsi come una linguaccia!

Valutare chi si ha di fronte: a volte ci si lascia andare per debolezza e vanità; l’interlocutore sembra curioso, vuole saperne di più e non ci si riesce a trattenere. Prima di lanciarsi in rivelazioni delicate, bisogna chiedersi: “Questa  persona ha tempo per ascoltarmi sul serio? E soprattutto ha davvero a cuore ciò che sto per dirgli?”. Se si risponde anche solo un no, è meglio lasciar perdere…le questioni personali sono come oggetti preziosi, se si regalano a tutti perdono valore.

Ascoltare i segnali del corpo:  se mentre si sta per raccontare si prova un leggero stato di agitazione, sappiamo già che stiamo facendo un errore e che dopo ci troveremmo con il rimorso di aver parlato.
Assecondare queste emozioni dice che è il momento di cucirsi la bocca!

Sconti online

Woman shopping online laptop homeTempo fa, in clima di recessione americana, un noto settimanale – il WSJ magazine del Wall Street Journal – si domandava quale fosse il futuro del retail di moda. Nella sua inchiesta sul mercato Usa si evidenziavano realtà in crescita e un nuovo atteggiamento strategico, che ora ha preso totalmente piede anche nelle griffe internazionali: l’e-commerce, una realtà al centro dell’interesse sia per gli addetti che per il pubblico sempre più numeroso. Le migliori ragioni per cui scegliere di comprare online? Una maggior varietà di merce, in termini di colori e misure, nessun limite di orario e consegne personalizzate. I siti dedicati agli acquisti online – soprattutto quelli griffati – sono sempre più sofisticati, rapidi nella consegna, comodi, sicuri e facili da consultare.

Senza contare che chi fa shopping su Internet risparmia dal 10 al 15 per cento rispetto al negozio. E se si clicca su questi siti, gli sconti aumentano ancora di più: http://www.codicesconto.com, dove trovare tanti buoni da spendere nei veri e propri negozi online, come Amazon e Zalando dove però valgono per ordini di almeno 50 euro. Su http://www.codicesconto.com si naviga per categoria (casa, tecnologia, prodotti per animali ma anche pacchetti vacanze) oppure si sceglie il negozio virtuale preferito con le annesse offerte del giorno. http://www.groupon.it, il sito più conosciuto che ogni giorno propone decine di buoni sconto, ha da poco inserito una nuova funzione: permette di cercare le offerte in base a dove si abita o dove ci si trova in quel momento tramite una mappa. Individuando così subito le occasioni imperdibili nella zona d’interesse, dal corso di scrittura creativa al trattamento estetico fino alla cena in un relais esclusivo. Decidere dove conviene fare la spesa settimanale? Su http://www.risparmiosuper.it in pochi secondi si ha un panorama delle offerte di tutti i supermercati della propria zona, e si possono anche fare ricerche in base ad un prodotto preciso, dal tonno in scatola alla pasta fino al vino. All’indirizzo http://www.solocoupon.com e cliccando alla voce “servizi vari”, si apre un elenco di contratti per il telefono, l’assicurazione o il noleggio dell’auto più vantaggiosi, oltre che scarpe e hi-tech con più sconto. Infine su http://www.campioniomaggio.it, oltre a buoni sconto, si possono chiedere di testare tanti nuovi prodotti delle aziende: li si useranno gratis in cambio di un breve report.

App e siti web per le vacanze

Primo agosto. È tempo di partire per le vacanze ed è buona norma viaggiare informati. Ecco alcune app da scaricare, tutte gratuite:

Apps1Evernote. Una sorta di agenda per note, file, immagini. Foto e registrazioni, ma anche itinerari, documenti e mappe.

FoodSpotting. Ristoranti con foto dei piatti scattate da altri utenti.

MyFitnessPal. Fan della dieta anche in vacanza? Ecco l’app che conta le calorie.

Minube. Mappe, idee, indicazioni su ogni destinazione.

Apps2Nuok. I posti “assolutamente da vedere”, le gallerie d’arte più cool, le pasticcerie dove perdere la linea. App tutta italiana e sempre aggiornata.

AroundMe. Ristoranti, alberghi, teatri, cinema. Segnala quelli più vicini.

TuneIn. La radio è come il caffè: dev’essere italiana anche in Amazzonia. Questa app vi fa sintonizzare su 70mila stazioni radio.

Swackett. Oltre al meteo ti dice come vestirti. E ha una funzione che ti suggerisce se è il caso o no di andare a fare jogging a seconda delle previsioni.

E tuffiamoci nel web con questi siti super trendy:

Beachtomato.com. Più che un negozio, è una bibbia online della beach culture, dove scovare il bikini dei nostri sogni o “quel” prendisole che ci farà splendere sulla battigia. Qui proposte e collezioni sono aggiornate tutto l’anno, secondo un lifestyle vacanziero che non conosce bassa stagione.

Style-Passeport.com. Portale per fashion traveller. Al suo interno, vacation-wear per ogni destinazione, dalla gita fuori porta al resort con vista oceano. Tra le novità, la sezione artisanal, dove acquistare oggetti etnici originali, come panama uruguaiani o batik balinesi.

Ishine365.com. Tempio virtuale delle gypsetter di tutto il mondo, con i suoi marchi boho-chic, amati anche dalle celeb (come i costumi-cult Acacia o i sandali Ancient Greek).

SwimwearBoutique.com e VidaSoleil.com. Un via vai di collezioni da riviera e accessori esotici (dai gioielli alle beach bag), pescati tra le griffe più hot del momento.

TheOrchid-Boutique.com. Suggerisce mise complete per ogni mood estivo, dal surfing al Copacabana (con un’utile fitting guide per non sbagliare mai più le coppe del bikini).

Beach-FashionShop.com. Telescopio puntato non solo su designer e linee stylish, ma anche sui nuovi look sfoggiati dalle divine in spiaggia. Per ispirarsi e prepararsi a una vera estate da star.

Fashion style

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