Moda

Less is more in passerella

Termina oggi la settimana della moda milanese, potevo io – morigerata ma pur sempre fashion addicted – non parlare di look e dress code?
L’idea vincente per questo autunno-inverno è quella di minimalismo. Idea che è stata sempre associata a un’eleganza “alta” e riservata a un’élite intellettuale, ma mai come oggi, nel caos in cui la nostra società è tragicamente sprofondata, la gente ha bisogno di semplicità e di un lifestyle facile e misurato, applicando questo atteggiamento a ogni ambito, moda compresa.
Tre le parole chiave di questo stile: purezza, riduzione, perfezione. E quattro i colori che il linguaggio minimalista preferisce: nero, bianco, grigio e beige. E qui l’esclamazione nasce spontanea: che noia!
Allora come non scadere nel banale e non sembrare suorine di clausura (con tutto il rispetto) timide ed impacciate?
Regola numero uno, giocare con ammiccamenti sensuali tra maschile e femminile, come insegna da sempre Giorgio Armani: con una giacca oversize e destrutturata, una camicia baby in tessuto soft o una longuette, un pantalone fluido che sembra cucito seguendo i movimenti delle gambe, non ci si può sbagliare.
Regola numero due, puntare su un look da mattina a sera, dal lavoro al dopo cena, solo con un cambio accessori. La blusa pastello sui pantaloni classici a sigaretta grigi e le décolleté, o in alternativa, il mocassino decorato. La camicia rosa o azzurra coi cropped pants beige o cammello.
La differenza sta tutta nel dettaglio – i taschini lavorati, i maglioni annodati in vita per un effetto casual, le applicazioni preziose qua e là – e nell’accostamento cromatico che alterna il ton sur ton dei pastelli ai più classici grigio e cammello. Un equilibrio perfetto tra femminilità e sobrietà.
Uno stilista che la sa lunga sul tema è Alessandro Dell’Acqua; la sfilata di N°21 è stata un susseguirsi di uscite funzionali, di quelle che le guardi e dici: “Questo lo vorrei portare tutto l’inverno per tutto il giorno”.
Regola numero tre, ogni colore negli accessori – in particolar modo borsa e scarpe – gioca un ruolo importante nell’esprimere chi siamo. Il rosso denota aggressività, il blu scuro affidabilità, i brown e i melanzana sicurezza ed elasticità, il grigio istinto conservatore e il nero chic. Scegliamo quindi bene la nostra tinta e diamoci da fare con il mix di accessori per non apparire troppo algide o senza personalità…
Veniamo al dress code minimalista, ovvero ai capi pass-partout. Re incontrastato rimane il tubino: facile, versatile, lo si può trasformare subito. Pulito, slim e minimal come quelli visti in passerella da Chloé. Femminile e romantico, come i vestiti con colletto e polsini bianchi laserati di Valentino…evitando però l’effetto Mercoledì Addams (il colletto a contrasto può essere un’arma a doppio taglio): sdrammatizziamolo con un tocco di blush pinky o un rossetto rosso fuoco. O, perchè no, puntiamo su un paio di occhiali dalla montatura divertente.
E come non annoverare il tailleur, di cui vanno ghiotte le donne in carriera? Ecco voi, prendete spunto dalla regina delle passerelle: Miuccia Prada, che ha puntato sul due pezzi chiaramente ispirato alle silhouette anni ’40-’50. Un po’ Olivia di Braccio di Ferro nella versione a pois di Miu Miu, un po’ diva rétro sulla passerella di Prada. Altre versioni vincenti sono i completi con avvitamenti alla New Look di Antonio Marras, le gonne a corolla di Rochas da portare con un semplice microcardigan, e i pastelli di Carven.
Altro combo perfetto – valida alternativa al tailleur – è l’opzione pull+gonna sotto il ginocchio. Come visto da Burberry Prorsum con pull tricot+longuette a righe. Di Céline mi è piaciuto il match maximaglia lavorata nei toni del bianco latte con gonna leggermente a corolla. E di Jil Sander le nuance dark con le gonne a tubo. Anche il maglione lavorato di Marc Jacobs è perfetto con i pantaloni fluidi, dalla vita leggermente alta e sopra la caviglia. Gli accessori giusti: un mocassino in cuoio con tacchi alti e una doctor bag di dimensioni medie.
Ho dato abbastanza consigli per un guardaroba invernale vincente?

Fenomeno Toms

Tormentone modaiolo di quest’estate 2013? Le scarpe agli antipodi della femminilità, una sfida estetica in nome del comfort (sono praticamente pantofole) come manifesto dell’autostima: della serie, per sentirsi carine non bisogna per forza issarsi come fenicotteri equilibristi su tacchi da 12 centimetri…

Sarà per questo che continua a dilagare, non solo tra le celebrities (da Scarlett Johansson a Liv Tyler, da Keira Knightley a Sarah Jessica Parker) la Toms mania: la passione per le espadrillas vegane, lanciate nel 2006 da Blake Mycoskie dopo un viaggio in Argentina. Colpito dall’estrema povertà dei bambini, decice di produrre un modello ispirato all’alpargata (la locale scarpa di tela e suola di corda) con la formula one-for-one: per un paio acquistato, uno donato ai piccoli delle villas miserias.

Così il fenomeno – vuoi per il risvolto solidale, vuoi per il look antigrazioso – esplode: Toms nel primo anno vende 10mila paia con una crescita ad oggi stimata 100milioni di dollari!
Si sta praticamente bissando il successo delle Crocs, che comunque resistono sul mercato aprendo anche il primo monomarca italiano nella capitale.


In linea con il trend la riedizione dei sandali romani di gomma, in uso tra i bambini per proteggersi dai ciottoli, declinati da JuJu in un ricco ventaglio di tinte sorbetto e ingentiliti da un accenno di tacco. Inossidabile ai capricci della moda un’altra icona del genere molto casual e poco civettuola: le flip-flop. Licenza da spiaggia, magari in contrasto con bikini sensuali.

Comodi dettagli di “art brut” da indossare.

Preparare la valigia

Si fa presto a dire valigia…cosa portare che passi il controllo delle tendenze e della praticità? Come stipare vestiti, borse e accessori vari in un bagaglio easy e compatto?
Innanzitutto bisogna pensare alla tenuta da viaggio, che di solito si traduce in jeans, felpa oversize e scarpe basse come sneakers sporty chic o ballerine. A tracolla la fedele maxi borsa indistruttibile che sappia contenere un porta documenti minimal chic (che alla sera può furbamente diventare pochette), una grande pashmina da usare all’occorrenza come coperta, una crema idratante night&day, il mitico Labello, medicine eventuali e gli insostituibili Iphone/Ipad.
PrintPer quanto riguarda il contenuto della valigia la regola migliore è puntare su capi basici in colori neutri da intercambiare con facilità e fantasia ed individuare nel guardaroba uno o al massimo due pezzi speciali. Aggiungere poi  gonnellone o camicie in tessuti leggeri che si  possono stropicciare senza problemi, un paio di golfini e una giacca per ripararsi dal vento. Da ridurre le scarpe: un paio da giorno e uno da sera, più ciabattine/infradito per riempire i “buchi” rimasti insieme all’intimo e ai costumi. E nel beauty case gli strumenti per un trucco resistente ma leggero: una base protettiva fluida o compatta, mascara e matite waterproof, un gloss  a tinte accese come rosa o arancio e una terra dorata che faccia esaltare l’abbronzatura. Immancabili gli smalti corallo, fucsia, rosso o verde pavone.
Infine da non scordare bijoux scintillanti e dai colori fluo, come maxi orecchini chandelier e bracciali in pvc da abbinare agli outfit vacanzieri.
Un aiuto dal web? Nessuna fashionista parte senza aver preso lezioni da Louis Vuitton: cercate su You Tube il video The art of Packaging, la bibbia della valigia perfetta. Oppure scaricate le app PackingList e WeightControl.

Hot list summer 2013

Come ogni estate le riviste si danno appuntamento per stilare la classifica di ciò che è in auge e assolutamente imperdibile da indossare, leggere, vedere o mangiare. Ecco allora redatta la hot list di quest’estate 2013:
Lo stile marinaro. Un classico rivisitato nelle righe maxi degli abiti di Massimo Rebecchi e nei costumi bon ton ispirati agli anni 50. E’ uno stile facile, fresco e chic sia da mare che da città. Da evitare il total look e personalizzare con top asimmetrici, borse dalle forme curiose e sandali colorati.
Abiti bianchi. Sulle passerelle milanesi sono stati protagonisti indiscussi, in modo particolare nel gioco di pizzi e volumi di Blugirl. Per chi ama l’abbronzatura decisa (che viene esaltata) ma anche per chi ha la pelle dorata, super chic. A un look così romantico e femminile è meglio abbinare dettagli di grande carattere (come i sandali gladiatori ultraflat), per giocare sui contrasti.

Bijoux. Ciondoli e orecchini a forma di cavallucci marini o pietre colorate per collane e anelli come visto sulle passerelle newyorkesi di Oscar de la Renta e Diane Von Furstenberg. Sono il tocco eccentrico dell’estate per eccellenza: un dettaglio colorato funziona sempre con ogni look, basta non eccedere e non creare mai l’effetto parata.

Borsoni. Top quelli color bronzo – Krizia, Hermès, Louis Vuitton, Alviero Martini 1^ Classe, Gucci – anche con stampe a fiori, a righe o pois. Da evitare però il set completo, fa veramente un po’ troppo vacanze Anni 50!
Espadrillas. Passe-partout casual e chic da abbinare a gonne femminili e shorts. La corda della suola quest’estate viene nobilitata da materiali preziosi e da mille varianti colore, inclusi tocchi fluo o animalier – come quelle di Céline, le mie preferite.
Bikini. Reggiseno a fascia e slip altissimo che strizza la vita, ecco il nuovo dictat sulle spiagge. L’effetto? Un po’ Brigitte Bardot in Costa Azzurra, un po’ Sophia Loren in Riviera, sempre rigorosamente rètro. Tra righe, fiori e classici pois.
Eyewear. Si chiamano Daniel Silberman e Jus Ske, arrivano da New York e sono i creatori di Illesteva, gli occhiali più contemporary edge del momento (tra i fan, Alexa Chung e Beyoncè) http://www.illesteva.com
Pagine. La riscoperta di quest’estate da leggere d’un fiato la firma Virginia Woolf, con Freshwater, una commedia brillante, mondana e sorprendente, dove è tutto un rincorrersi di amore, desiderio e bellezza.
Film. Nelle sale a luglio To the wonder di Terrence Malick (ricordate The Tree Of Life?), una storia d’amore che punta al profondo dell’anima. Il cast è d’eccezione: Ben Affleck, Olga Kurylenko e Javier Bardem.
Gelato. Re del palato estivo, ques’estate il Magnum si può assaporare dopo averlo personalizzato con tanti vari ingredienti aggiuntivi al Magnum Pleasure Store di Milano. Un’esperienza da fare, divertentissima e golosissima.

Shopping online

Io compro molto online, stando però parecchio attenta alle descrizioni dei pezzi in vendita e all’esattezza della taglia. Solo così diventa divertente scovare nel web piccoli tesori che non si troverebbero mai nelle proprie città…

Oltre ai classici e straconosciuti negozi come eBay.com e yoox.com, per scarpe, borse, cinture e gioielli ho scoperto da poco anche http://www.you-shoes.com, Net-a-Porter.com (spedizione veloce e customer service molto cortese) e etsy.com (soprattutto per il vintage).

shopping

E poi ci sono i siti top: lookbook.nu dove centinaia di blogger postano i loro outfit del giorno (c’è anche la hit list dei più votati). E’ una fonte inesauribile, multisfaccettata, indipendente d’ispirazione. E’ la moda vera, vista dai ragazzi e dalle ragazze di tutto il mondo, dalla Finlandia a Los Angeles, passando per Ontario e Giappone. Tante idee, tra stilisti emergenti e low budget, da mettere in pratica.

Sito di lusso di e-commerce della rinomata boutique fiorentina, luisaviaroma.com appaga ogni desiderio di acquisto dei capi appena visti in passerella. Selezione accurata e staff cortese. Ed è italiano!
topshop.com è invece il regno della high-Street fashion, dove comprare senza indebitarsi. Gli store si trovano solo a Londra, Stoccolma e Nyc, e quindi, ça va sans dire, il clic è d’obbligo:-) Fanno venire l’acquolina i blazer all’ultima moda, le zeppe, le ballerine e le t-shirt introvabili, gli headpieces anni ’30 e i pezzi street-style. E poi ancora: creazioni ad hoc degli stilisti di punta, nonché la famosa collezione firmata Kate Moss.
Infine non posso non menzionare il sito creato dal mio marchio d’alta qualità preferito, Burberry, che su artofthetrench.com celebra il suo capo icona, raccogliendo centinaia di scatti di very non important people che indossano il mitico soprabito. Non si può non averne uno!

Venuta voglia di surfare sulle tendenze e comprare?!?

I NEED shopping

In che modo si può spiegare la nostra continua dipendenza dalla moda e dallo shopping? In parte è la logica risposta, nonché un significativo gesto di sfida, lanciato alle cattive notizie dell’economia. La moda esiste per farci stare bene e se dovesse cedere alla disperazione perderebbe la sua ragione di esistere. Si dice che la moda rifletta l’umore della gente, ma è anche capace di alzare il dito verso i puritani. Anche nei momenti difficili, lo spettacolo deve andare avanti. Per la nostra generazione – che ha conosciuto soltanto la cultura del consumismo – sarebbe del tutto inimmaginabile non comprare alcunché per risparmiare o mettere da parte i soldi. La maggior parte delle donne si ribella al calo delle vendite nei negozi di abbigliamento. Perché mai rinunciare allo shopping, visto che risulta sempre tanto piacevole? Un tempo acquistare qualcosa era considerato un compito ingrato, una seccatura, oggi è una delle attività che ci mettono più di buonumore. Come si fa a rimanere sedute in casa quando nelle vie più chic della città si formano code in attesa di una nuova collezione, di una nuova offerta, magari low cost?

Una cosa è certa: ogni donna sa benissimo cosa NON deve indossare. E nessuna si trasformerà in una sciattona perché c’è la crisi. Vestirsi in modo trasandato, con abiti fuori moda o che non ci stanno bene, significherebbe rinunciare alla nostra dignità. Il nostro rapporto con i vestiti non è mai stato del tutto razionale, ma governato quasi sempre dalle emozioni. Facciamo acquisti per il puro piacere di ritrovarci circondate da cose belle. Ricordate le bombe nel metrò a Londra? Due giorni dopo c’erano lunghissime code in Oxford Street, per gli ultimi giorni dei saldi estivi: per molta gente, tornare a fare shopping significava un rassicurante ritorno alla normalità. Si sentivano sollevati, rincuorati, per il semplice fatto di essere lì, nei negozi. Nonostante i continui shock che stiamo subendo, non ho l’impressione che il mondo occidentale stia per affrontare una nuova era di sobria austerità…sentirsi belli è semplicemente troppo importante per poterci rinunciare. La moda incarna quello che siamo e quello che facciamo, e nessuno di noi ha intenzione di abdicare al suo io senza lottare.

La moda (non) è solo un gioco

Di sicuro è gioco e divertimento. Un piacere che si rinnova ogni mattina: noi apriamo l’armadio e ci studiamo il look della giornata; gli stilisti devono inventare di tutto per renderci belli, eleganti e felici. Facendone un business.
Non c’è niente da fare: la sola parola moda scatena i peggiori istinti, ma anche i  migliori, di tutti. Nessuno è indifferente all’argomento, chi lo è sta fingendo. Non si può prescindere da una T-shirt con la scritta giusta; tutte trovano il tacco perfetto che sia dodici centimetri, medio come si usa oggi o piatto se si è tipo da ballerina; è impossibile sbagliare jeans o taglio di capelli; non è ammesso non dico non possedere ma ignorare l’esistenza della it-bag; tutte siamo al corrente della lunghezza giusta della gonna e del nome dell’ultima top model fidanzata con la solita rock star. Noi donne c’informiamo, leggiamo i giornali, navighiamo nella rete che, quando si tratta di moda, non può non intrappolarci. E ci perdiamo ore e ore.

Siamo tutte stupide e superficiali allora? Certo che no, perché sappiamo che la moda non è altro che un gioco. E proprio per questo (non) è una cosa seria. Il non tra parentesi perché è il modo più veloce per esprimere il concetto e il suo contrario. Perché in realtà la moda è una cosa serissima, almeno in termini di business: 100.000 aziende che occupano 890.000 persone; un giro d’affari di 65 miliardi di euro (dei quali 41 sono esportazioni). E se si guardano i dati incalcolabili dell’ e-commerce c’è da star male. Quindi lasciamo perdere, i numeri fanno venire l’emicrania a noi che della moda amiamo il lato ludico!

CLOSET_3AX

La moda è un antidepressivo. Ci piace svegliarci la mattina e, anche se piove e non è che va tutto in modo perfetto, sapere che almeno il primo piccolo divertimento della giornata l’abbiamo assicurato: aprire armadi e cassetti e inventarci il look. Basta cambiare orecchini o il colore dello smalto per sentirci bene.

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