Moda

Stile da veglione

Eccesso + convivialità + divertimento = veglione di Capodanno. Una delle rare occasioni in cui non si rischia mai di essere troppo eleganti, più ce n’è meglio è, a patto che quello che indosserete sia adatto dall’aperitivo fino a notte fonda. Dunque prima di uscire, verificate due cose: primo, di essere comode; secondo, di adorare il vostro look.

images-1La parola d’ordine è “lusso”. Quale migliore occasione per avvolgersi di lamé oro e argento? Ricopritevi di gioielli, siate scintillanti da capo a piedi. Puntando ad essere glamour però, non sgargianti: non ammucchiate roba su roba senza alcun criterio. Pensate a dettagli che facciano la differenza e almeno in quest’occasione bando al tubino nero a meno che non sia ricoperto da paillettes o perline, o accompagnato da accessori come calze e stola dai colori vivaci. La mise perfetta:

Spezzato: pantaloni di satin a vita alta dal taglio smilzo o da smoking, pantaloni a sbuffo, leggins di paillettes, abbinati a una canotta elegante e a una giacca strepitosa. Se ve la sentite, potete anche mettervi i jeans. Persino una tuta sexy di seta o di satin può essere una scelta efficace e soprattutto comoda.

Abito: un abitino da cocktail sexy, magari senza spalline e assolutamente glamour. Il vostro look deve essere spettacolare, dunque trovate il vestito perfetto che vi sappia rendere splendide. Passamanerie, perline, paillettes, piume, qualunque cosa vi dia una marcia in più. Scopritevi un po’: scollature generose e microgonne (o una cosa o l’altra, insieme risulterebbero volgari) sono concesse. Un abito fenomenale con una nota moderna, come un dettaglio a origami, un corpetto rigido o un taglio particolare, farà girare la testa a tutti. Se preferite una linea tradizionale, scegliete un tessuto insolito: la pelle per esempio è fantastica e originale per un abito. Qualcosa che non passi inosservato, insomma.

Giacca: un capo con delle paillettes o di pelliccia ecologica. Dev’essere speciale come il vestito.

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Scarpe: tacchi altissimi. Modelli alla moda, da festa, come quelli di Charlotte Olympia o Jean-Michel Cazabat. Avrete tutto il tempo per far risposare i piedi l’indomani, davanti a una succulenta colazione.

Accessori: bigiotteria vistosa, come una collana importante e/o una tonnellata di bracciali. Indossate qualsiasi cosa luccichi e vi faccia sentire belle. Se pensate possa essere una serata turbolenta, preferite le pietre false.

Borsa: clutch o minaudière, scegliete voi, basta che sia una borsa gioiello.

Capelli e make up: trucco e acconciatura in questa occasione devono essere incantevoli. A me piacciono i capelli sciolti e un po’ disordinati, un trucco marcato sugli occhi, un velo di fard luminoso e labbra riempite di gloss.

E non dimentichiamoci delle soluzioni portafortuna per il nuovo anno: indossare qualcosa di rosso, colore simbolo di prosperità e ricchezza. Indossare qualcosa di nuovo serve invece a fare in modo che l’anno sia ricco di novità. Infine non prestate né chiedete in prestito nulla, altrimenti sarete destinate a farlo per l’intero anno. Probabilmente questo significa anche che è meglio evitare incontri da una sera e via…

Il passaggio all’anno nuovo è un momento di possibilità infinite, durante il quale potete cominciare a stabilire un nuovo capitolo della vostra vita. Andate a ballare fino all’alba, stabilite i vostri propositi e aspettate almeno il 2 gennaio per realizzarli. Magari anche il 3…dipende da quanto champagne avete bevuto…

I colori dell’inverno

Cominciato dicembre per me è come dare l’inizio ufficiale alla stagione invernale. Freddo fuori ma caldo nell’armadio, weather sweater come si suol dire, ma quali saranno i colori dell’inverno ormai alle porte da indossare?

valentinoMarrone essenziale. Per reinterpretare i canoni dell’eleganza classica, puntando sulla qualità dei tessuti e sulla pulizia delle linee. Di giorno la gonna è protagonista di uno stile sobrio e femminile, a trapezio o a ruota, rigida in panno o leggerissima in seta plissé, deve sempre sfiorare le ginocchia. Top con maglioni caldi e morbidi, stivali Anni ’70 oppure pums sexy. Di sera basta accendere il colore con ricami preziosi o tessuti scintillanti, ma senza perdere la semplicità che lo caratterizza. Il mix perfetto è tra un tubino a mezze maniche in paillettes, un coat maschile e décolletée, magari gioiello o con tacchi scultura. Se preferiamo i pantaloni, scegliamoli in seta pesante, slim e con la piega, corti appena sopra le caviglie e abbiniamoli a una blusa in seta drappeggiata e a tacchi alti e sottilissimi. Accessori in nuance come borse compatte e geometriche: grandi shopper ma anche pochette. (In foto, Valentino)

biancoBianco raffinato. Minimalista, puro, essenziale. Le linee di abiti e cappotti sono geometriche e scolpite, con il solo tocco caldo e soffice di inserti in lana e pelliccia. Il daywear attinge agli Anni ’60 e definisce uno stile molto sofisticato, con abiti leggermente a trapezio o svasati, minigonne a portafoglio, tuniche e pantaloni slim. Protagonista assoluta la lana: quella dei cappotti e giacconi in panno dal fit impeccabile e di gonne, bluse e pantaloni asciutti, ma anche quella di maxicardigan tricottati effetto handmade, da usare come caldissimi coat, per creare un gioco speciale di volumi. Accanto a lunghe sottovesti in seta, da portare con cappotti avvolgenti e sandali gioiello, di sera ci sono morbide tute, perfette per dare un tocco grintoso al look. Se vogliamo enfatizzare l’effetto “coccola” scegliamo borse in tessuto morbide, leggere e vaporose e scarpe basse, ideali le slippers. (In foto, Helmut Lang)

ninaricciBordeaux sofisticato. È il colore dell’autunno eppure, spesso, non viene valorizzato quanto dovrebbe. Il bordeaux è elegante e sofisticato, un’ottima alternativa al nero, meno sfacciato del rosso e più nuovo del marrone. Di giorno il modo è francese, sobrio ma deluxe. Perfetto l’accostamento tra capi in lana e pelle, tessuti grezzi e ricami preziosi. Il look giusto? Dolcevita a coste sottili, gonna in pelle a tulipano e décolletée con cinturino. Di sera immergiamoci nelle atmosfere rétro Anni ’50 di abiti da cocktail ricamatissimi, top couture e gonne a ruota. Scegliamo soprabiti da sera in velluto oppure in lana effetto pelliccia, con maniche 3/4, da indossare con lunghissimi guanti da diva: in pelle, camoscio e, addirittura, in lattice, magari impreziositi da grandi cristalli o da ricami fatti a mano, che li trasformano in veri e propri gioielli. Sì alle perle, che sono sempre eleganti e deliziosamente vintage e occhiali a farfalla e borse a mano, in versione mini. (In foto, Nina Ricci)

sportmaxGrigio city. Unisex, con un tocco shiny tutto femminile. Tessuti maschili come tweed, spigato, panno e principe di Galles, da mixare tra loro e abbinare alla seta e al cotone, all’angora e al cashmere. Gli accessori coordinati sono molto eleganti, ma si può optare anche per quelli  nelle sfumature del marrone. Non abbandoniamo l’aspetto formale del grigio di sera, ma portiamolo con capi molto sexy e vezzosi: un abito in seta, anche lungo, con un blazer doppiopetto, una gonna in paillettes con il pullover unisex, un maxidress da sirena di chiffon impalpabile con un cappotto classico da uomo. Poi tacchi a stiletto e piccole borse gioiello. Sì a occhiali in velluto e scarpe in flanella, sciarpe in lana spigata e calzettoni a coste: proprio come quelli da uomo, ma senza dimenticare di sedurre. (In foto, Sportmax)

richNero rock. Strong, sensuale, irresistibile. Cappotti e soprabiti doppiopetto e completi dal taglio sartoriale per il daywear più convenzionale, ma anche pullover aderenti, skinny pants e gonne stretch al ginocchio, da mettere con stivali, tronchetti o pumps con tacchi alti e sottili. Very glam. Di sera vince il vedo non vedo di maxidress in chiffon impreziositi da ricami all over o da intarsi realizzati al laser su pelle. L’abito a sirena resta un grande classico della seduzione, ma un’ottima alternativa può essere la tuta, abbinata a bijoux in cuoio e a stivali in stile motociclista ma con i tacchi alti. Con cappottino slim o con il classico chiodo, ma in versione deluxe, con tante borchie scintillanti. Scarpe, borse e stivali neri sono grintosi e rock, con impunture, effetti matelassé o metallici. Bijoux dorati e tempestati di pietre, spesso realizzati con la pelle. Attenzione solo a non esagerare con i dettagli: less is more, sempre. (In foto John Richmond)

gucciRosa cipria. Romantico, vezzoso e naturalmente chic. Tailleur e completi classici, da indossare con camicie in seta. Ma anche abiti leggeri e gonne lunghe in chiffon, da mettere con maxicardigan e pullover in angora. E poi, must have stagionali, un cappotto caldo e avvolgente, una cappa e un paio di stivali. I contrasti vincono di sera: pizzo, satin e organza. Perfetti i tubini e i miniabiti con la gonna a ruota, che fanno subito Lolita. E per una grande soirée, l’abito lungo: un peplo drappeggiante, magari in versione dégradé, come una vera diva. Se amiamo i pantaloni, scegliamoli scintillanti, con cristalli o paillettes, e abbiniamoli a una blusa coordinata. Le borse saranno grandi e a mano che in ufficio funzionano anche come ventiquattrore ma anche borse a tracolla compatte, che possiamo usare sia di giorno che di sera, nelle occasioni più informali. E piccoli gioielli con diamanti. (In foto, Gucci)

tbBlu décor. Per creare uno stile da dandy: esclusivo, rétro e sofisticato. Maglioni di lana effetto handmade ma ricamati a mano con cristalli, fili d’oro e perle, tuniche in seta da portare con pantaloni in lana dal taglio maschile, cappotti caldissimi ma tagliati come kimono. Di sera troviamo un tripudio di raso, seta, organza e chiffon. Gli abiti sono semplici, ma arricchiti da stampe d’ispirazione Déco e Liberty. Il tocco in più? Abbinare l’evening dress a una piccola borsa e a scarpe realizzate con lo stesso tessuto. Sì anche ai pantaloni, in broccato, da mettere con una blusa leggera, giacca in velluto e polacchini stringati con tacchi alti e sottili. Perfetti coat oversize e ampie mantelle. Scarpe basse di giorno e cintura obi sopra al cappotto. (In foto, Tory Burch)

Stile pop

Da qualche stagione è tornata l’eleganza della moda vintage, ispirata agli anni ’40, ‘ 50 e ’60 (vedi http://bestofmag.it/vintage-mania/): punto vita segnato, gonne al ginocchio e giacchine bon ton. Ma un altro trend giovane e irriverente ha preso piede nella moda invernale di quest’anno, lo stile pop. Quando 60 anni fa la Pop art nacque in Inghilterra, grazie alla figura predominante di Andy Warhol, che si dilettava a creare abiti e deliziosi bozzetti di scarpe, nessuno avrebbe immaginato che una corrente artistica potesse influenzare così a lungo i gusti delle masse.

popTutto è iniziato con il revival di quel decennio nei quartieri dei creativi di New York, Berlino, Londra e Milano, poi appodrato nei negozi dei marchi giovani per eccellenza, come Asos e American Apparel. Oggi i colori flou, i leggings stampati da indossare con maglioni oversize e le sneakers hanno contagiato anche l’alta moda. Dietro lo stile pop odierno c’è Jeremy Scott, lo stilista del momento, nonché da due stagioni direttore creativo di Moschino: il suo debutto alle sfilate di Milano lo scorso febbraio è stato dirompente. Ha trasformato la passerella in un colorato fast food, la “M” di Moschino come quella di MacDonalds, la borsa a forma di Happy Meal, gli abiti da sera come incarti di patatine. E cosa dire dell’ultimo défilé meneghino in cui ha fatto sfilare tante Barbie in rosa?

Ma possibile che il pop sia solo, in tema tendenze, il solito giochino del colore “sparato”, delle fantasie sopra le righe e delle scritte a caratteri cubitali? A prima vista sì. In realtà, invece, oltre agli abiti ci sono le nuove abitudini. Che i più ambiziosi si ostinano a definire attitudini, senza però esentarle dall’entrare, presumibilmente a breve, in ciò che si definisce “cultura di massa”. Eccone un elenco semiserio in 4 punti:

  1. Essere una it girl e/o una socialite: categorie umane il cui moltiplicarsi è talvolta inversamente proporzionale al perdurare dell’interesse destato.
  2. Lo stravestirsi anziché il vestirsi. I parterre delle sfilate pullulano ormai di look eccentrici studiati per mesi a tavolino. Occhio, il confine fra virtuosismo modaiolo e deriva trash si sta assottigliando.
  3. Il mix selvaggio: frange indiane + occhiali specchiati + suv. Un concentrato di ovvietà. Specie se accessoriati di abbronzatura caramello, fisico palestrato, stivali “molli” da squaw.
  4.  Avere uno o più pezzi di design rieditati da ignoti in salotto. Si riconoscono, non invitate gente che se ne intende.

Vintage mania

Dopo il successo della prima edizione tenutasi lo scorso aprile durante la Settimana del Mobile, da oggi venerdì 7 novembre fino a domenica 9 torna il più importante festival dedicato alla moda vintage: la Milano Vintage Week presso gli spazi dello showroom Riccardo Grassi in via G.B. Piranesi 4 a Milano. Gli operatori del settore, i collezionisti e gli estimatori della vintage mania si danno appuntamento qui.

mvwBest of mag ci ha fatto un salto stamattina: dall’abbigliamento agli accessori griffatissimi, dagli arredi anni ‘60 ai bijoux, oggettistica, incontri e workshop a tema dedicati al mondo del beauty rétro fanno da calendario a questa edizione, ancora una volta realizzata in collaborazione con A.N.G.E.L.O., storico marchio di Angelo Caroli, pioniere del settore. Bellissimo il progetto di sensibilizzazione “Vieni, dona, acquista”, in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava: fai acquisti donando un oggetto vintage per capire il valore dei termini “recupero” e “riuso” e aiutare la Fondazione. Il tema del riuso è anche il fulcro del progetto “Tessuto della Memoria” della rinomata azienda Malìparmi che con patchwork di righe di tutti i tessuti e pellami delle vecchie collezioni ha dato vita a nuove creazioni. Emozionante infine la mostra dedicata a Yves Saint Laurent che racconta la storia del costume attraverso dieci pezzi iconici della maison.

Ma come si è diffusa la mania per il vintage? Sicuramente per la rapidità con cui i trend si susseguono e la conseguente impressione che il tempo in cui una moda passa da “in” a “out” trascorra più velocemente di quello fra un pomeriggio di shopping compulsivo ed il momento in cui si riceve l’estratto conto. I fan sono sempre di più: dai frequentatori di eventi come la sopra citata Milano Vintage week (http://www.milanovintageweek.com) agli ammiratori del Next Vintage in Castello (http://www.belgioioso.it), tutti alla ricerca di uno stile personale, ecologico e magari anche economico. Ma cosa indossare esattamente per uno stile davvero rètro? La consulenza arriva dal negozio milanese di vintage Second Hand Style (secondhandstyle.it) che organizza corsi per imparare ad indossare e mixare pezzi d’antan.

Anni ’30. Con capi dalle linee morbide e aderenti che sottolineano la silhouette, quello anni ’30 non è uno stile per tutte, ma si può dare una forte impronta al nostro look in questo senso: bastano alcuni dettagli come una cloche aderente e calata sugli occhi, che mette in risalto occhi e labbra rosso fuoco. Una collana di perle annodata in fondo dà quel tocco in più anche ad una semplice canotta bianca. I capi da scegliere sono le camicette in pizzo, accollate e con ruches, lo spolverino dalla linea morbida che con leggings e scarpe street fa abito. E poi i coprispalle in seta da portare su tutto.

Anni ’50. Sottolineare il punto vita è un imperativo per un look ispirato a questi anni. Le donne negli anni ’50 erano formose e le loro curve venivano esaltate dagli abiti. I must have sono: la gonna a ruota, che deve arrivare sotto il ginocchio, e va portata con una cintura che evidenzia il punto vita; il giacchino con maniche tre quarti, svasato, da lasciare aperto e abbinare anche a un modernissimo abito in jeans, aderente. Se invece vogliamo uno stile Antique dress form and chair with vintage feelingpin up, la camicetta “della nonna” è da annodare sotto il seno e abbinare a shorts o pantaloni capri. Infine i dettagli: occhiali a farfalla, piccoli foulard da legare al collo e borse rigide e in pelle plissé.

Anni ’70. Un look allegro, divertente e ipercolorato. Ma da abbinare ad arte, puntando su un solo capo originale e mixandolo ad un abbigliamento più street. Per esempio l’abito in viscosa va sopra i jeans e si attualizza con una cintura che mette in evidenza il punto vita; la camicia a fiori va lasciata aperta su una canotta, con shorts e scarpe da ginnastica. Gli anni ’70 si enfatizzano puntando sugli accessori: occhialoni da diva, collane lunghe e colorate e scarpe con zeppa. Se si vuole osare, basta scovare un inusuale pantalone stampato e, abbinato a una t-shirt bianca e ballerine, da solo fa il look.

Mantelle e cappe

La mantella è quanto di meglio esista per rendere più teatrale un outfit. Per un elegante look vintage oppure per uno più rilassato che stia bene con i jeans, mantelle e cappe hanno quell’eccitante marcia in più.

cappe eFuori dal circuito mainstream per un po’, quest’anno sono le vere protagoniste dei nostri armadi. Stanno bene a tutte e possono essere indossate in qualunque occasione e ora del giorno. In passerella le abbiamo viste da Saint Laurent, che ha reinterpretato la moda da sera anni ’60 con mantelle corte a scacchi sopra luccicanti minidress, calze nere opache e Mary Jane di vernice. Valentino ne propone una versione da jet-setter anni ’70 ed una psichedelica con cappuccio. Immagine mito resta quella di Janis Joplin, che tra i ’60 e i ’70 portava una mantella dipinta a mano e trapunta di perline poi diventata iconica in tutto il mondo.

Dal “Dizionario della moda” di Guido Vergani: il mantello (dal latino mantellum “velo”) è un indumento senza maniche e di varia lunghezza, in alcuni casi munito di cappuccio, che si indossa sulle spalle e agganciato al collo. La cappa (Cape in lingua inglese, Capa in lingua tedesca e lingua spagnola) è un soprabito privo di maniche, non molto dissimile dal poncho, entrato in uso in Europa occidentale nel corso del Basso Medioevo e rimastovi sino all’Età Moderna. La cappa, tanto quanto altre tipologie di soprabito portate dagli alti ordini sociali feudali quali l’almuzia o il piviale, fu evoluzione “nobiliare” di un indumento da lavoro, il capperone bassomedievale. Nello specifico, la cappa fu l’indumento destinato ai bellatores, cioè a quella classe sociale da cui emerse la successiva nobiltà europea “di spada”. Nella sua forma originaria la cappa era un ampio mantello privo di maniche, dotato di cappuccio, in grado di coprire tutta la persona.

green capeRubate quindi al passato, le mantelle oscillano tra il bon ton, come quelle in morbida lana o bordate di pelliccia, e suggestioni squaw. Ma se siete alla ricerca di un over passpartout, ça va sans dire, si cade obbligatoriamente sul nero o al massimo, su un grigio o un black & white melangiato. Glamorous nelle tonalità del verde oliva, la cui famiglia cromatica assomma diverse sfumature, tutte perfette per un look d’autunno di grande tendenza; azzardate quelle animalier e a stampe geometriche. Come meglio indossarla? Con degli stivali alti e un paio di skinny jeans per ricreare un look da cavallerizza inglese, oppure una suggestione “West Coast on the road” armonizzando colori caldi della terra, jeans scampanati, pumps e dolcevita a trecce. Un mix audace? Con pantaloni di pelle e cuissardes.

Stampa animalier

animalier

L’intramontabile fantasia animalier nasce negli anni ’30 e fino agli anni ’60 rappresenta classe, lusso ed eleganza, anche grazie a dive del cinema del calibro di Audrey Hepburn e dell’intrigante Anne Bancroft, il cui fascino ne “Il laureato” è dipeso anche da quello stile chic creato da cappottino maculato più tubino nero. Nel corso degli anni ’80 e ’90 però la tendenza ha subìto un forte declino, fino a diventare sempre più trash, protagonista di veri e propri errori e orrori. Ecco allora una mini guida per non rischiare di sbagliare:

  • Un errore che ha mortificato il sex appeal di molte star come Jennifer Lopez o Shakira, è quello di indossare una stampa così aggressiva con abiti troppo attillati, specialmente con un fisico tutto curve da pin up…se il fisico non lo permette ma non si vuole rinunciare al fascino della stampa a macchie, meglio optare per un abito dalla morbida gonna al ginocchio, accompagnato da pochissimi accessori ed eleganti sandali nude.
  • Mai abbinare l’animalier a scarpe, borse e bigiotteria dai colori troppo accesi e sgargianti, fluo, satinati, metallici o glitterati. Cerchiamo invece di creare un effetto armonioso riprendendo i toni della stampa scelta (bianco, nero, ocra o marrone) o tutte le sfumature neutre, dal sabbia al taupe.
  • Attenzione anche alle linee ed ai materiali dei componenti da abbinare, il risultato finale deve essere semplice e non esagerato. Sono da evitare i plateau troppo alti, le punte, le borchie, gli inserti di ogni genere. Per il giorno un paio di ballerine e una borsa morbida completeranno l’outfit alla perfezione, mentre per la sera un tacco dieci ed una picco,a pochette renderanno protagoniste di stile insieme ad un sinuoso abito animalier.
  • topanimalierEvitiamo di accostare i diversi tipi di stampe “macchiate”, sia per gli abiti che per gli accessori. Una borsa zebrata, per quanto preziosa, vicina ad un paio di pantaloni leopardi rischia di creare l’effetto “donna di Neanderthal”.
  • Meglio evitare spacchi e scollature troppo generosi o smalti e rossetti adesivi in versione animalier. Questa fantasia dona sensualità senza il bisogno di ulteriori aiuti.
  • La stampa ci stuzzica ma non ce la sentiamo di indossare un intero outfit in tema o semplicemente vogliamo dare brio ad un look minimale? Questa è la stagione giusta dove trovare nei negozi piccoli accessori divertenti e poco impegnativi come cerchietti, orecchini, charms per bracciali, borsette e sciarpe. Oppure accostiamo la stampa in questione col denim, capace di smorzarne l’effetto aggressivo.

L’ultimo consiglio è quello più importante, Ludwig Mies van der Rohe, famoso architetto americano, disse una volta “Less is more” riguardo le regole base dell’architettura, ma la frase divenne presto comandamento della moda cui tutti noi dobbiamo adempiere. Qualsiasi stile è portabile senza eccessi. Nulla è più divertente che scoprire i cambiamenti e le sfumature che ogni stagione gli stilisti ci propongono ma seguirli dev’essere non solo un hobby ma anche un esercizio di stile attraverso il quale allenare il nostro buon gusto.

Milano Fashion Week e dintorni

La settimana della moda per la prossima stagione estiva è ormai al termine. Milano è stata palcoscenico per le collezioni dei più famosi stilisti, tante le novità, le feste e gli eventi accaduti.

mfw1Atmosfere artistiche e un’energia vibrante ispirata ai colori decisi delle opere del pittore russo Vladimir Tretchikoff sono state il filo conduttore della sfilata Blumarine; le ragazze di Blugirl, la seconda linea della maison, sembravano appena tornate dal festival musicale californiano Coachella, indossando coroncine floreali dalle tonalità accese. Giorgio Armani continua il suo progetto a favore dei giovani designer e questa stagione, nel suo quartier generale di via Bergognone, abbiamo assistito al debutto dello stilista greco Angelos Bratis. Altro debutto molto atteso è stato quello di Elisabetta Franchi, marchio che in pochi anni ha riscosso un enorme successo sia in Italia che all’estero: gli abiti visti in passerella hanno giocato sui contrasti, pur mantenendo l’allure ricercata tipica della loro creatrice. In casa Krizia, il nuovo direttore creativo cinese Zhu Chongyun ha presentato a Palazzo Litta una serie di installazioni curate dagli art director più creativi del mondo, mentre per la sfilata bisognerà aspettare la prossima stagione. Linda Evangelista, top model icona degli anni 90 e nuovo volto della linea beauty firmata Dolce & Gabbana, è stata in prima fila ad applaudire una sfilata molto sensuale, dedicata alla Sicilia spagnola, coi suoi ricami e i colori barocchi, i disegni di rose e garofani rossi, i giochi di passamanerie nere e le camicie bianche d’alta sartoria. Moncler ha presentato la linea Blackout, capsule collection che rende omaggio al fotografo Dan Holdsworth, riproducendo una delle sue immagini più conosciute su capi spalla e accessori declinati sia al femminile che al maschile. Da Moschino è stato il rosa a farla da padrone e con lui un altro simbolo del pop e dell’immaginario collettivo: la bambola Barbie e il suo mondo fatto di plastica e colori fluorescenti.

marniMilano Moda Donna è anche sinonimo di feste e cocktail esclusivi come la festa che si è tenuta allo spazio Nobu di Armani, interamente rinnovato e famoso per la cucina raffinata dello chef Nobuyuki Matsuhisa. Alla boutique Paul Smith si è esibita la cantante e leader del gruppo indie Bloc Party, Kele Okerere, che ha presentato in esclusiva il suo primo album solista; la stessa sera in anteprima assoluta Salvatore Ferragamo ha presentato la sua nuova fragranza con le guest star Yasmine e Amber Le Bon, le top model Liu Wen e Toni Garrn e la bellissima attrice Vittoria Puccini. Il 20 settembre a La Permanente è stata la volta del Gala Amfar, annuale appuntamento con la solidarietà per raccogliere fondi per la ricerca contro l’Aids, presieduto da Heidi Klum e presenziato da star come Rosario Dawson, Jeremy Piven e la modella Coco Rocha. Grande successo ieri per il Marni Flower Market allestito in occasione del ventennale del marchio, all’interno della Rotonda della Besana: un vero e proprio mercato dei fiori in cui ogni visitatore ha avuto l’opportunità di portare con sè un ricordo unico e utile, come i portavasi decorati con stampe Marni, shopping bag Marni Flower Market, vasi in ceramica stampata contenenti i semi di un fiore, grembiuli di canvas e alcuni degli animali-scultura in metallo e pvc realizzati a mano da un gruppo di donne colombiane.

Accanto alle passerelle stellari si sono inoltre affiancate 3 fiere che hanno fatto molto comodo ai buyers internazionali su Milano. In via Tortona il salone White ideato e promosso da Massimiliano Bizzi col patrocinio del Comune di Milano e a Fieramilanocty, porta Scarampo, le proposte di Mipap organizzata da Fiera di Milano e Super, il salone dedicato al nuovo e allo scouting organizzato da Pitti Immagine e Fiera Milano. Più di 200 collezioni di accessori e prêt-à-porter per la moda donna con tanto spazio ai nuovi talenti italiani ed internazionali: un’offerta fantasiosa che apre molte possibilità anche a piccole e medie aziende.

Mipel e The Micam

Si è da pochi giorni conclusa a Rho Fiera Milano la 106esima edizione di Mipel – The Bagshow, la Mostra Internazionale di Pelletteria e Accessori di tendenza più elegante e modaiola di sempre. Più di 300 brand per presentare al mercato nazionale e internazionale borse, scarpe, cinture e accessori della collezione primavera-estate 2015. La quattro giorni, nei padiglioni 8 e 12 della Fiera, si è articolata in quattro spazi dedicati ad altrettanti settori: Design Studios, per i creatori di tendenze; Panorama, specifico per le aziende internazionali; Extra, per i brand che esprimono la propria creatività senza limiti e Punto.it, dedicato all’eccellenza e alla tradizione italiana, scegliendo così di investire sui prodotti del nostro Paese per contrastare la crisi economica.

Gabs+CampomaggiPredominano colori brillanti e luminosi, molto giovanili e il flower power, con la riproduzione di prati fioriti, paesaggi esotici e animali. E molte lavorazioni intrecciate interamente fatte a mano, esemplari che a opera conclusa diventano pezzi unici e diversi.
Un tripudio di colori che hanno catturato gli occhi: giallo in primis, tanto bianco e rosso, i colori del mare e della terra, ma anche pietre preziose, glitter, swarovski e stampe. Ogni forma di borsa, dalle semplici shopping bag, ai bauletti, ai secchielli, alle mini clutch, fino a quelle più particolari, con forme geometriche che mai avremmo pensato adatte ad una borse e manici del tutto inusuali.

Molteplici i partecipanti: da Gabs a Campomaggi (entrambi nelle foto), da Braccialini a Cromia, da Ripani a Tosca Blu e Moschino, da Nannini a Roberta Gandolfi, Piero Guidi e Anna Cecere

MICAMSugli scaffali dei 1500 stands allestiti nel percorso della Fiera è stato inoltre presentato The Micam, la Mostra Internazionale della Calzatura che ha rinnovato il look alle scarpe della primavera-estate 2015: basta tacchi dodici da brividi e avanti con scarpe più cittadine con tacco metropolitano (da 3 a 5 centimetri), coloratissime espadrillas, flatform e creepers, sandali alla tedesca stile Birkenstock, ballerine e le modaiole slipons, in ogni materiale e colore. Molte le stampe animalier e suole per lo più in gomma o corda. Pelle metallizzata in oro e argento o traforata, frange e nappe. Vincono bianco e nero, corallo, blu cobalto e le tonalità fango.

Tante fibbie e borchie, pietre, paillettes e brillantini, anche sulle sneakers, le vere protagoniste della prossima primavera-estate 2015 (nella foto collezioni French Sole, Vidorreta, Rebecca White e Black Dioniso). Dimostrando ancora una volta che sportwear e streetstyle la faranno da padrone anche il prossimo anno.

Summer Trends 2014

Per chi è già in vacanza o deve ancora partire, è doverosa una lista dei summer trends dell’anno in piena corsa, tra temporalesche atmosfere e riti scaramantici auguranti caldo e sole nelle località di villeggiatura prescelte. Ecco come sintonizzare il guardaroba con le nuove ed immancabili tendenze.

imageSlogan T-shirt. Ovvero le magliette con stampati motti e messaggi. Gli esperti di moda le hanno elette capo icona dell’estate e le celebrities le collezionano. D’altronde non c’è nulla di più forte di indossare ciò che pensiamo sulla pelle, a stretto contatto con il cuore. E la slogan T-shirt è l’istantanea di ciò che siamo e vogliamo, inoltre è un passe-partout che sta bene ad ogni età. Con maxigonne ed espadrillas di giorno, pantaloni attillati, blazer e collane luccicanti di sera. (In foto, T-shirt Tee trend)

imageTutti frutti. Arance, limoni, ananas, ciliegie e banane: una macedonia colorata che conquista abiti e accessori, tendenza che piace da sempre a stilisti come Stella McCartney o Dolce&Gabbana, con la loro versione mediterranea di fichi d’India e fiori. Da spezzare con la tinta unita, usarla senza mezze misure o farsi tentare dagli accessori ipercolorati come la borsa nata dalla joint venture tra il marchio An Italian theory di Alessandro Enriquez e la bravissima designer di borse Azzurra Gronchi.

imageIn shorts. La mania imperversa, le celeb ne vanno pazze a colpi di pose su Instagram e la moda autunno che verrà ne conferma il trend. Primi in assoluto nella classifica degli indumenti pericolosi e assai poco democratici…meglio puntare sui modelli in denim: una cucitura qua una sfilacciatura là e i difetti di cosce e dintorni si mimetizzano. Da abbinare a canotte colorate o camicie bon ton, zeppe o comode sneakers. (In foto, modello J Brand)

imageEspadrillas. Ricomparse tre anni fa sulle passerelle di Valentino e Chanel, abbiamo ripreso ad amarle facendole diventare un oggetto indispensabile del guardaroba estivo. Suola in gomma e corda e tomaia in cotone ma anche in canvas, in pelle, in tela ricamata, con paillettes o borchie…Motto di Isabel Castañer, direttore dell’omonima casa di produzione di espadrillas più famosa al mondo: “Se fai una vacanza senza espadrillas, godi solo la metà!” (In foto, modello camouflage di Manebì)

imageOcchiali cat-eye. Tom Ford e Miu Miu ne hanno fatto una bandiera, riprendendoli direttamente dai modelli vintage e riadattandoli in misura extra large. Gli occhiali da sole da gatta sono tornati prepotentemente di moda, i più glamour sono quelli a lente grande sfumata con montatura leggera. Neri sono ultrachic e fanno subito diva, colorati diventano allegri e divertenti, come il modello in policarbonato della nuova collezione OPS!Objects con la collaborazione di QUAY Australia.

imageBracciali caramella. Sui social network impazza il ritorno dei braccialetti dell’amicizia, quelli di fili intrecciati fatti a mano e ai polsi delle fashion victim non mancano nastri portafortuna fluo, lacci e polsiere in tinte acide o braccialetti da personalizzare con i charms intercambiabili. Se ne mettono tanti e di colori diversi per creare un effetto contrasto molto glamour oppure uno solo nella stessa tinta delle scarpe o dello smalto. Per arricchire un look semplice e dare tono all’outfit. (In foto, modello Share the Love)

imageStile etnico. La tendenza da metissage è chiara, il quoziente etnochic di una perlina colorata cambia faccia in un attimo al bikini più basic, alla pochette più rigorosa, alla giacchina più bon ton. Molto fashion l’etnico di ispirazione giapponese o nativo americano: un kimono corto da mettere di giorno come copricostume o di sera sui jeans e frange ovunque, dalla maglia alla borsa. (In foto una clutch di Matthew Williamson)

imageBikini volant. Già trend della scorsa estate nella versione monospalla, il bikini con volant e ruches oggi lo si vede su ogni spiaggia. Forse perché dona a ogni décolleté, dal generoso che copre con garbo, al piattissimo cui dà un certo brio. Per le ragazze belli i volant fantasia, sia sul reggiseno che sullo slip. Per le più grandi, meglio una sola balza, o sopra o sotto. (In foto, modello fiorito Je m en fous)

Moda arcobaleno

Tonalità accese, accostamenti sgargianti, stampe hawaiane e disegni tropicali. La moda arcobaleno è il fashion diktat del momento, frizzante e luminosa come non mai. Colore significa positività ed energia, passerelle e vetrine continuano ad ostentarlo come inequivocabile segnale di ottimismo.

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Per non risultare arlecchino bisogna imparare a scegliere e mixare i colori che ci valorizzano. L’uso corretto delle tinte ha l’enorme potere di renderci più giovani e belle, o viceversa la scelta in contrasto con le nostre caratteristiche naturali potrebbe accentuare occhiaie e imperfezioni o spegnere occhi e sorriso. Il trucco per familiarizzare con questo trend è iniziare con un solo tono indossato in differenti tonalità, ad esempio un blazer electric blue – colore freddo che sta particolarmente bene alle bionde algide e alle brune dalla pelle di porcellana – su T-shirt cerulean; oppure una gonna red orange – nuance perfetta per una carnagione già abbronzata o ambrata di natura – sotto un pezzo basico tangerine.

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Se vogliamo andare sul sicuro spezziamo con una dose di bianco che alleggerisce i toni forti di tendenza come il fuchsia o il canary. Via libera a righe vivaci e micro fantasia sul classico denim e nessuna remora per quanto riguarda gli accessori: occhiali da sole crazy, maxi orecchini in resina, shopper e tracolla di vernice lipstick e sneakers (vere it-shoes di questa stagione), tutto senza limitazione cromatica alcuna.

Quando ci sentiamo pronte a caricare ancor più di grinta il nostro look, sbizzarriamoci con tinte floreali, stampe botaniche, abiti bouquet, motivi vivaio, disegni hawaiani o tropicali. Bastano una semplice felpa verde menta con la scritta “flower” o un vestito con oblò a forma di petalo o la stampa di un bulbo. Pants, bermuda e shorts hawaiani con semplici T-shirt bianca e sandali cuoio fanno subito estate ai tropici, anche per le vie della città.

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