Moda

L’eccesso va di moda

Milano, fine febbraio. Un passante qualsiasi incrocia uno dei tanti capannelli di folla variopinta che, di ora in ora, si radunano davanti ai luoghi delle sfilate durante la fashion week. Con ogni probabilità vicina al 100%, si starà chiedendo come diavolo vada vestita certa gente. Quasi fossero pennellate accese, a tratti disordinate, signore di ogni età rendono quell’effimero tableau vivent un’opera d’arte in continuo divenire. È la moda, bellezza. Cioè il regno dell’opinabile, e stare al sicuro all’interno dei suoi confini significa per lo più non osare mai troppo. Qui, per una volta, avviene il contrario. Solo le più impavide si avventurano nei territori di frontiera. E lo fanno con coraggio proporzionale alla propria consapevolezza stilistica. Senza paura di sbagliare (o forse sì, chissà). Spesso, ma non sempre, si tratta di addette ai lavori, fashion editor, blogger autorevoli o celeb con un occhio particolarmente attento all’eleganza.

Tenendo pur fermo il punto di una massima latina “De gustibus non est disputando“, non posso esimermi dal mettere l’accento su tutta una serie di look che in più di un’occasione ahimè hanno fatto strabuzzare gli occhi, ingarbugliare la lingua, tremare la mano. Sarebbe del resto consigliabile tenere sempre bene in mente che il Carnevale cade solo una volta all’anno, non lo si può festeggiare ogni santo giorno…le passerelle di Milano Moda Donna per l’autunno-inverno 2017-2018 sono state generose in questo senso, trasformando in più di un’occasione la celebre fashion week in un grande, rutilante circo. La sfilata di Gucci ha fatto da apripista ispirandosi ai film horror degli Anni ’80:

Seguito a ruota da Prada, ovvero come ti trasformo la femminilità in cavernosità primitiva:

Ma l’Oscar del trash è stato vinto a mani basse da Moschino che si schiera dalla parte della sostenibilità, a discapito della vestibilità:

Questo è il vero lusso? Quand’è che sconfina nell’ eccesso? E allora va esibito o nascosto? Un fatto è certo, in passerella vale tutto e il contrario di tutto. C’è chi regala certezze e chi scombina continuamente il mazzo. E c’è anche chi pensa che la new wave barocca, da diverse stagioni uno dei trend più affermati, sia il segno di certa propensione al cattivo gusto diventata di fatto una moda. L’idea stessa di lusso è cambiata negli ultimi 10 anni. Le domande, o meglio, le risposte, sono sempre più aperte: oggi, per esempio, è diventato impossibile stabilire se sia più chic una pelliccia o un’ecopelliccia, una clutch fatta di materiali preziosi o una borsa in tessuto riciclato, un abito firmato da migliaia di euro o uno di serie che ne costa meno di cento. Ogni giudizio vale. A riprova: non c’è settimana in cui una principessa si astenga dal presentarsi al più formale dei rendez vouz vestita Zara o H&M. Cheap ma di buon gusto.

Militarismi

military

L’ultima delle raffinatezze modaiole è la divisa militare, con buona pace di chi crede che su certe cose non si scherza. Infatti come si fa a sdrammatizzare una cosa terribile come la guerra? Mai come oggi è instabile la vita reale, mai come oggi la guerra è un rischio reale. Eppure tutto serve per ricordarci che esiste e colpisce buona parte del nostro pianeta. Certo, non basta indossare una camicia mimetica, marsine o un paio di anfibi per cambiare le cose, ma è un modo per dimostrare che un simbolo di morte e distruzione può essere magari usato anche per divertirsi. Questo sta facendo la moda: si appropria con nonchalance di oggetti e feticci identici o quasi a quelli di truppe ed eserciti di mezzo mondo solo per trasformarli nel loro esatto opposto: simboli di pace, di eguaglianza, di condivisione. Cancellando come per incanto ogni traccia di rivalità, ogni accenno alla violenza. A partire dall’estate del 1968 a Woodstock, quando esibire fiori, frange e coroncine, insieme alle giacche verde militare dei reduci del Vietnam era, più che una moda, un modo di essere. Pacifisti. Ieri a Woodstock, oggi a Coachella: fra le star radunate a inizio estate al festival hippie del momento, le piastrine di riconoscimento dei soldati si portavano con i ciondoli peace&love.

military3Per tutta la stagione invernale, il cappotto con gli alamari, lo stivale da moschettiere o il colbacco sovietico svettano nella lista dei capi indispensabili. Ma tant’è. Private di ogni finalità tattica, perfino cotte, redingote e mostrine mantengono integro il fascino dell’uniforme. E se da Valentino il camouflage delle tende da campo è diventato un’arte – applicata su scarpe e borse femminilissime, ma piene di borchie – scovare un pezzo militare nel guardaroba e rieditarlo per l’inverno è un obbligo. Ecco allora la sahariana come giacca da tailleur, preferibilmente con la gonna; mentre il trench si porta anche di sera, sull’abito di chiffon e senza calze. I cappotti lunghi con i bottoni d’oro o i parka che sono così comodi per chi gira in motorino. Con l’arguta aggiunta di strass e patch di ogni genere, bordi di pelliccia e di velluto, borchie e paillettes. La divisa militare si porta sempre, dal giorno alla sera. Basta smorzare il datato effetto asburgico con un paio di jeans, una gonna vezzosa o un abito in seta fantasia. Niente total look con pantaloni da ufficiale. È noioso e scontato. Siamo donne, siamo femminili, piuttosto sfoggiamo un paio di sexy cuissardes.

Dove e quando comprare a Milano: La Fiera di Sinigaglia, tutti i sabati 8.00-18.00, Ripa di Porta Ticinese, nel tratto da via Paoli a via Barsanti, Milano. Naviglio Più, abbigliamento militare, Ripa di Porta Ticinese, 33, Milano. Militalia, Fiera del collezionismo militare, 31 ottobre-1 novembre, via Novegro, Segrate.  Online i migliori negozi sono midwest-vintage.com e troph-e-shop.com.

VFNO 2016

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Non servono né invito né pass ma solo la voglia di passare qualche ora in una serata mondana che riversa in strada centinaia di migliaia di persone: mancano meno di due ore alla Vogue’s Fashion Night Out che apre le porte alla fashion week milanese. Anche quest’anno saranno coinvolti centinaia di negozi, tutte le più importanti griffe e le più rappresentative boutique cittadine nelle zone del centro, intorno al quadrilatero della moda, da via Montenapoleone a via Manzoni, da via della Spiga a corso Venezia, da Corso Vittorio Emanuele a Corso Genova, all’intero quartiere di Brera e Corso Como, Piazza Gae Aulenti e il quartiere di Porta Nuova, che non solo rimarranno aperti fino alle 22.30, ma offriranno sconti speciali, promozioni e giveaway dei loro prodotti, intrattenendo i visitatori con cocktail party, incontri con gli stilisti e celebrità, DJ set, workshop, eventi e foto corner. Non mancheranno le capsule collection create appositamente per la VFNO il cui ricavato andrà in beneficenza, perché la Vogue’s Fashion Night Out è anche un evento volto a sostenere progetti umanitari: quest’anno il ricavato della serata sarà destinato ad Amatrice e alle centinaia di famiglie colpite quest’estate dal terremoto.

Gli eventi saranno tantissimi, troppi per riuscire a presenziare a tutti…ma ce ne sono 10 davvero imperdibili:

  1. Il centralissimo store OVS di via Torino accoglierà il cantautore spagnolo Alvaro Soler e invita a condividere l’esperienza sui social attraverso l’hashtag #OVSVFNO16.
  2. Luisa Spagnoli ospiterà il Maestro Cioccolatiere della “Scuola del Cioccolato Perugina” che realizzerà a mano i famosi “baci”. In entrambi gli store di Corso Vittorio Emanuele II e Galleria Vittorio Emanuele, sarà venduta ad un prezzo speciale una t-shirt limited edition con la stampa di un’illustrazione iconica vintage.
  3. Pinko presenta il cocktail party #Glamtaste in occasione della speciale serata del 20 settembre. Il party, che prevede la presenza del dj Simone de Kunovich, è organizzato in collaborazione con Coca Cola.
  4. La boutique Rosato di Via della Spiga 42, propone la collana “My beauty” e regalerà un look realizzato dagli hairstylist GHD ed un gioiello per capelli Limited Edition.
  5. Da Anna Ravazzoli in corso Genova, ci sarà la possibilità di farsi truccare con prodotti Givenchy, tra celebrità del fashion system, DJ set, cocktail e il brut delle cantine vinicoli Ca’ Maiol.
  6. Sempre in corso Genova, imperdibile l’evento organizzato da Pasticceria Cucchi che inaugurerà la mostra “collage” dedicata agli eroi dei fumetti, con quadri pop up d’autore esclusivi realizzati dall’artista Alessia Graziani.
  7. Da Seghetti Fashion Store, si potrà scegliere un outfit con tanto di servizio fotografico. Le foto saranno pubblicate sui social del negozio per una settimana e chi riceverà più like, vincerà un buono d’acquisto presso la store di 150 euro!
  8. La boutique Daniele Giovani Milano si trasformerà in un luogo esclusivo in cui è possibile rivivere l’atmosfera degli antichi salotti per dialogare e interrogarsi su inedite espressioni del made in Italy, scoprendo la nuova fragranza suprema “Perdizione” di Nobile 1942.
  9. Vogue Italia e Fashion Film Festival Milano hanno creato il progetto Through My Eyes per mettere in contatto il mondo della moda con quello del cinema. Dieci fashion film dedicati a dieci brand italiani e girati da dieci giovani registi internazionali che raccontano il Made in Italy verranno proiettati in Via Montenapoleone in un’istallazione a cielo aperto. Sponsor dell’evento è Huawei.
  10. Nel contesto della VFNO si inserisce LaLaLand, nuova agenzia di comunicazione che intratterrà il pubblico in via Fomentini con 7 ore d’ esibizioni, musica, effetti speciali e la partecipazione di Fabio Rovazzi, i dj Merk & Kremont, Fedez e J-Ax. Divertimento assicurato.

Rétro style

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Nella maggior parte dei casi la mania del vintage è come l’influenza: torna ogni anno, prende tutti, e nel giro di qualche mese è passata. Ma stavolta credo che la tendenza imperverserà a lungo, forte di mille rivoli che la alimentano. Dalla musica al design, dal collezionismo al cinema. Alla moda: sulle passerelle dell’estate e su quelle del prossimo autunno sono finiti in rassegna praticamente gli ultimi 60 anni della storia mondiale del costume.

Dalle gonne a ruota del Dopoguerra reinterpretate per la p/e da Dolce & Gabbana, Michael Kors e DKNY, ai favolosi Sixties rivisitati per l’a/i da Fay, Tommy Hilfiger e Giambattista Valli. Dagli Anni 70 rilanciati da Gucci, Louis Vuitton e Saint Lauren durante la p/e, agli 80 tornati in auge nell’a/i con le collezioni di Chanel, Miu Miu e Moschino. E se alle ultime sfilate è ricomparso perfino il minimalismo imperante fra gli anni 90 ed il nuovo millennio – da Victoria Beckham a Stella McCartneyil mood di molte collezioni sarà, nei prossimi mesi, quell’aria scientemente fané, quell’allure discretamente rétro style, quel quid che non sapremmo come definire se non: sapresti distinguere cosa ho comprato l’altro ieri da Prada e cosa ho ereditato dal guardaroba della prozia? Di qui a che l’idea tracimasse nello street style è bastato un attimo: i vintage festival si moltiplicano a vista d’occhio, in ogni stagione e ad ogni latitudine. E in nome di questo meccanismo lisergico ci siamo fatti piacere tutto il “meglio” del cattivo gusto degli anni Ottanta (i fuseaux, la permanente, le spalline, gli scaldamuscoli alla Flash Dance), riabilitato i Settanta dando una parvenza di nobiltà shabby-chic ai jeans scampanati e alle camicette indiane, siamo arrivati persino a promuovere nella categoria dei “mai più senza” quei discutibili sandali dei tedeschi in vacanza…da quel momento in poi abbiamo capito che tutto sarebbe stato possibile, che avremmo ingoiato e digerito qualsiasi cosa: la salopette con le pump taccatissime, il vestito di raso con il chiodo di pelle, il calzino alla caviglia con il sandalo da sera.

E le digressioni a tema e le passioni rétro dilagano: si va dall’antiquariato con il Brocantage – La Fiera dell’Antico dal 16 al 18 settembre 2016 al Parco Esposizioni Novegro a Milano, ai megamix moda-arte-spettacolo di Vintage, la moda vive due volte! dal 21 al 23 ottobre 2016 presso il quartiere fieristico di Forlì, ai diversi raduni di macchine d’epoca in giro per l’Italia  – 500 Fiat le più amate – che regalano cartoline d’annata in ogni piazza e luogo che calchino. E mentre sotto sotto pure l’intimo registra un gran ritorno del burlesque, i wedding parties del momento  si ispirano ai ruggenti anni 30. Perché il risultato è fuori discussione: calarsi in un meraviglioso abito Anni 50, rispolverare gli stivali mezzo tacco della mamma, scovare in un mercatino una tunica hippie e aggiornarla in chiave moderna con accessori up-to-date, è un gioco stiloso, che fa un consapevole e divertente avanti e indietro nel tempo.

Spiaggia che vai stile che trovi

travel

Per una fuga o una vacanza, il dilemma è sempre quello: che cosa chiudere in valigia al volo, risparmiando spazio e dubbi? Dipende. Prima di fare le valigie, bisogna informarsi sempre con le persone che ci sono già state su ciò che si porta di più nelle mete dove ci si sta dirigendo. Non illudiamoci che buon senso e spirito pratico bastino a farci da guida. L’incanto della moda, ormai lo sappiamo, non si regge sui grigi principi della ragione…

Partendo da chilometro zero, nella nostrana Capri, camicia e pantaloni in lino bianco ci faranno sentire perfettamente a nostro agio, ideali se abbinati ai tipici sandali che ancora vengono prodotti dagli artigiani dell’isola. In Sardegna, a Porto Rotondo, è imperante il basic-chic, ma già a pochi chilometri di distanza, a Porto Cervo, lo stile cambia e prevale l’extralusso che mescola gioielli da capogiro ad abiti griffati. A Forte dei Marmi, grande successo degli shorts minimi, soprattutto tra le giovanissime. Per chi preferisce i vestiti, sono tornati di moda gli abiti-prendisole in sangallo e maniche a sbuffo: iniziamo a saccheggiare i bauli della nonna per ritrovare i vestiti con le bretelle degli anni 50′ e bikini d’ispirazione Fifties con slip a vita alta e reggiseno a balconcino. Mentre le firmatisime boutique del Forte, luoghi cult per fashion addict, offrono di tutto e di più, in primis sandali con plateau e decori gioiello, imprescindibili anche quest’anno. La valigia per la Versilia andrà bene pure per la Costa Azzurra, salvo lasciare a casa qualche capo (firmato) di troppo e affidarsi di più a pantaloni slim e colorati da accompagnare al mattino con una T-shirt e alla sera con una bella camicia di seta, sempre colorata.

Se la meta è un resort a Bora Bora o in qualsiasi altra isola della Polinesia, potremo tranquillamente partire con la nostra scorta di parei e creme solari, con l’aggiunta di pochi capi facili per la sera, soprattutto casacche, pantaloni e abitini sexy. Lasciamo solo un po’ di spazio per l’acquisto dei parei locali; questo vale anche per altre spiagge tropicali o equatoriali. Per esempio a Malindi non si può resistere ai teli ispirati ai colori Masai, dalle squillanti tonalità rosse o arancio. Pure i gioielli Masai sono da indossare, quelli con le perline facili da trovare sulla spiaggia dalle venditrici ambulanti. Nei resort caraibici invece, come gli esclusivi paradisi delle Isole Vergini, va alla grande uno stile on the road: un bel paio di bermuda o degli shorts in denim con una T-shirt aderente decorata con nappine o motivi gipsy, dal sapore libero e vagabondo. Alla sera via libera ad abiti leggeri e tacchi alti. Chi sceglie il Brasile, metta in valigia scarpe comodissime, perché le strade sono fatte ancora con le pietre irregolari che i conquistadores portoghesi avevano usato allo scopo di facilitare l’imbarco delle merci. Indispensabili anche abiti freschi e colorati, sia di giorno che di sera.

bon2Ovunque si vada, una bag coloratissima, mini-size e a tracolla è d’obbligo. Non è mai fuori luogo, persino in spiaggia si indossa sul prendisole o su un caftano. E si abbina a meraviglia con l’altro fashion statement che non si può lasciare mai a casa: un maxidress a motivo etnico, da indossare di giorno con gladiatores bassi di cuoio o con le espadrillas che tanto sono tornate di moda. E per il viaggio, il mai-più-senza del momento: un paio di pantaloni cropped, larghi, tagliati alla caviglia. In colore bianco o nero. Meno ingombranti dei jeans, ma altrettanto street e versatili: li infili al mattino e non ci pensi più. Ma con un top elegante e con un paio di sandali alti e metallizzati diventano subito scenosi e raffinati. Bon voyage!

Appunti dalle sfilate milanesi

armani1Il mercato è cambiato, le regole pure, l’attitude deve per forza adattarsi. A conclusione di queste ultime sfilate milanesi per la prossima stagione autunnale, rimangono le tendenze da reinterpretare in libertà. Innanzitutto la tanta voglia di essere normali, di una moda per chi vive nel quotidiano:  lo ha sottolineato in primis Giorgio Armani, che ha pensato ad “abiti per far star bene le donne in maniera elegante”, facendo sfilare una elegante collezione in velluto nero ma comoda (in foto). Anche Bottega Veneta ha optato per cappotti in maglia, lunghi e versatili e Jil Sander per giacche passe-partout dai volumi audaci e pantaloni fluidi. Segni di un nuovo minimalismo.

dgDella serie “tutto e il contrario di tutto”, a braccetto con la normalità faremo spazio a tutto ciò che brilla, con nuance metalliche, strass, paillettes e lurex da sfoggiare sia di giorno che di sera. Luccicheranno le scarpe: dalle sempre più alte sneakers di Hogan ai sandali glitter di Giuseppe Zanotti, che mescola colori tipici dei disco club con dettagli rock. Tessuti laminati per L’Autre Chose ed abiti fluo super luccicanti per Just Cavalli. L’oro invece illumina pullover, minigonne e abiti a canotta di Max Mara, in pieno mood Anni ’70. Sontuosi gli abiti di Dolce e Gabbana con cristalli e fiori applicati sui completi e sui cappotti (in foto).

gucciInteressante la contaminazione di stampe e tessuti d’altre epoche. Ha sfilato sulle passerelle di Luisa Beccaria la rivisitazione dell’abito medievale realizzato in velluto e pizzo, con spalle ampie e corsetto. Da Gucci il designer Alessandro Michele ha definito la sua collezione rinascimentale, unendo lo stile di una donna sofisticata che indossa abiti bon ton a elementi punk, con giacche in pelle e frange, e altri tipici dell’arredamento, come i tessuti in broccato (in foto). Miuccia Prada ha invece immaginato la sua donna con calzettoni a losanghe e cappelli alla marinara, propri di chi porta con sé il bagaglio di vagabondaggi ed emozioni di una vita.

ferrettiIl completo pigiama di seta o satin  e il cappotto vestaglia saranno i protagonisti del prossimo inverno. Alberta Ferretti ha mandato in passerella pigiami di seta con inserti in pizzo o in chiffon con stampa floreale. Da Trussardi la vestaglia jacquard ha l’interno in Galles, mentre Roccobarocco ha puntato su abiti scivolati che mixano seta e pizzo. Tra le giacche non dovrà mancare un modello lungo con spalle evidenti, stile Anni ’80, anni che hanno influenzato anche i modelli dei pantaloni, con la vita che si alza e la lunghezza che si ferma sopra la caviglia. Tra le gonne resistono le mini, le linguette ed i modelli a corolla.

Pantone 2016

pantone top

Anche quest’anno il Pantone Color Institute ha risposto a quella che è una domanda tormentone tra fashion victims e non a proposito del colore più in voga di stagione, quello che proverà a rivoluzionare i nostri armadi e a contaminare beauty case e home style. Secondo quanto ha decretato l’azienda Usa specializzata in classificazione e catalogazione del colore, vera autorità in fatto di tinte di tendenza, per il 2016 le nuance regine saranno ben due: il “Rose Quartz” che come si intuisce arriva dritta dritta dall’omonimo minerale e il “Serenity“, l’azzurro pastello. Dopo il drammatico e sofisticato Marsala, l’immaginario estetico della stagione che verrà si tingerà di queste tonalità romantiche e rilassanti, tenui ed iperfemminili, capaci di trasmettere calma e compostezza.

Rose QuartzCome una legge inevitabile, più i tempi sono difficili, più si ha bisogno di colori chiari e tonalità trasparenti. Sfumature lievi che sanno donare gusto, eleganza e impressione di lusso confortevole anche al minimal più scabro. Il carattere del personaggio interpretato da Marcia Cross, la rossa Bree Van de Kamp di Desperate Housewife, ha fatto scuola grazie ai suoi twin-set e i pull a V declinati nelle palette cromatiche “pantoniane”. Sfumature zuccherose degli anni Cinquanta, leziose ma impeccabili. Perfette con l’argento, le combinazioni migliori sono con con altri toni medi quali i viola ed i verdi, il marrone pieno e tutte le sfumature del giallo. Il Rose Quartz si vedrà spesso in abbinamento a tutte le sfumature del rosa: dal baby al candy e fucsia. Classico e sofisticato se accostato al grigio – soprattutto chiaro –  o al bianco, dinamico e audace se abbinato al nero. Il Serenity si abbina soprattutto al giallo, al blu scuro e al rosa pesca.

Pantone homeLa palette entrerà senza dubbio anche nelle nostre case, in punta di piedi ma con grinta, perché se a primo impatto possono sembrare colori adatti solo alla casa della Barbie, in verità rosa e azzurro nell’interior design sono decisamente interessanti e possono rappresentare diversivi originali per l’arredamento di certi ambienti domestici. Un angolo spoglio diventa subito più accogliente con un divanetto in legno ridipinto con una vernice ad acqua mat rosa e cuscini in gradazione. Il pavimento in legno chiaro e la parete di sfondo, grigio polvere o a disegni geometrici , stempereranno la zuccherosità e doneranno eleganza e tranquillità agli ambienti.

it coat

Non è affatto semplice mantenere un’allure couture e femminile e allo stesso tempo affrontare il freddo metropolitano. L’effetto omino Michelin è sempre in agguato. Che sia poncho, giubbotto o gilet, il duvet sarà d’obbligo quando il gelo scenderà in città. Ma nel frattempo, in queste uggiose giornate autunnali un it coat ci salverà facendoci risplendere e tenendo compagnia ai piumini nei mesi più freddi. Le tendenze sono tante, dalle forme extra large, al tartan scozzese, dai maschili militari ai cappotti chic da diva, e ancora, montgomery stile college e manteu color cammello…con una regola su tutte: inutile seguire la moda se poi lasciamo il cappotto magari pagato a peso d’oro a prendere polvere nell’armadio perché “poi tanto quando lo metto?”.

hermesQuindi assecondiamo il nostro stile e le nostre possibilità di spesa. Se si è minute come la sottoscritta, meglio non osare coi volumi over o i cappotti lunghi…puntiamo sul classico camel coat (in foto, Hermès) ed esaltiamolo con una gonna o un abito di pelle nera, contrasto audace ed elegante al tempo stesso. Oppure abbiniamolo a un jeans e un maxi pull bianco e sneakers animalier o colorate. Pezzo di forte tendenza è il cappotto tartan, un passe-partout: lo si può indossare in versione country col pull girocollo, i jeans da maschiaccio e gli anfibi, o con gli ankle boots griffati e un abito da sera. I suoi colori: blu, bianco, rosso e verde sono eleganti per natura e offrono molte possibilità di mix and match. Pinko, Blugirl e iBlues lo hanno presentato con scarpe stringate, pantaloni a vita alta e una tracolla in cuoio naturale. Scozzese richiama la stampa geometrica, per uno stile collegiale mixato a cardigan, gonna a trapezio e mocassini.

piedSe si vuole assumere un’aria da brava ragazza, il montgomery è la soluzione giusta: dona a tutte e delinea bene la figura grazie al gioco furbo degli alamari. Bello in versione 2.0, in bianco e abbinato ad abitini di pelle cut-out. Oppure con pencil skirt alta in vita e tacchi a cono o con la para carrarmato. Un tocco super femminile: il foulard al collo. Il coat maschile sta bene a tutte nelle giuste proporzioni. Declinato nei toni del grigio abbinato a un abito iperfemminile per addolcire lo stile, o accompagnato a maglione a costa inglese, camicia da uomo, pant con le pinces per un look very mannish style. Il tessuto maschile in bianco e nero è stato rivisitato nel classico pied de poule che gioca con le sovrapposizione (come nella sfilata di Ermanno Scervino qui a destra) . D’alpaca o mohair, è come una coperta: ci si avvolge donandoci una piacevole sensazione di sicurezza e calore al tempo stesso. D’altronde, così deve farci sentire il “cappotto perfetto”, non deve incupirci ma darci leggerezza.

La Milano di moda

Algida, a tratti inafferrabile e volubile come una bella donna. Fosse un vestito, Milano sarebbe sicuramente il little black dress: elegante nelle sue linee essenziali che non passano mai di moda, versatile e camaleontico. Basta farlo svettare su uno stiletto da capogiro – il nuovo skyline di Porta Nuova – aggiungere un accessorio sparkling – come gli store del lusso made in Italy – o semplicemente sfrondare gli eccessi e gustarlo così com’è e come era: un abito da cocktail. Perché la Milano di moda e alla moda è più attuale che mai in questi giorni di Fashion Week, da sorseggiare on the rocks, lentamente, a passeggio tra le vie storiche dei sanpietrini consumati dal tempo e dalla frenesia tipica dei suoi abitanti.

Excelsior2Allora scarpe super flat e carta di credito alla mano sono indispensabili per sfrecciare nel tempio dello shopping griffato, l’Excelsior (a destra l’ultima limited edition firmata Coca-Cola Italia. Galleria del Corso 4, http://www.excelsiormilano.com): il department store di lusso più amato da modaioli e non. 4.000 mq su sette piani, con interni firmati dall’archistar Jean Nouvel e video installazioni futuribili. Passando per le boutique di Antonia (donna, uomo e accessori) e il foodmarket chic di Eat’s, con primizie e prodotti eccellenti, che può competere come acquolina giusto con lo storico Peck (via Spadari 9, http://www.peck.it), regno gourmand milanese. Ricerca, innovazione e tradizione? Sono le parole chiave della filosofia di Biffi (corso Genova 6, ang. via Sapeto, http://www.biffi.com), negozio-istituzione con interni progettati da Gae Aulenti. L’istinto e l’esperienza di Rosy Biffi fanno sì che, in boutique, si trovi dal tailleur sartoriale al knitwear pezzo unico, dalla borsa must-have al cappotto di sfilata. Imperdibile il suo “fratellino”, Banner (via Sant’Andrea 8/a, http://www.bannerboutique.it): jeans perfetti, sneakers di tendenza, bijoux che danno la svolta al look, abitini stampati. Su ben 12 livelli è diffuso The Brian & Barry Building (via Durini 28, http://www.thebrianebarrybuilding.it), gallery di moda uomo e donna con profumeria, gioielleria, high tech e home. E per ristorarsi, un viaggio nell’italian food: dall’hamburgheria Eataly alla pizza verace Rossopomodoro. I più famosi ed istituzionali rimangono La Rinascente (piazza del Duomo, http://www.larinascente.it), un concentrato di moda, design e it-bag contornato da sushi e aperitivo panoramico con vista sulle guglie del Duomo. wes1E 10 Corso Como (corso Como 10, http://www.10corsocomo.com), fondato da Carla Sozzani in un cortile di ringhiera della vecchia Milano; è la boutique con gli stilisti più cool ma è anche ristò-bistrot, galleria d’arte, libreria raffinata e bar. Ma il premio all’originalità va a Uberta Zambeletti, consulente per grandi maison e fondatrice di Wait and See (a sinistra una foto dell’interno con le nuove collezioni. Via Santa Marta 14, http://www.waitandsee.it): una boutique artistica, globetrotter, a due passi dalla Madonnina. Una vera chicca per i trend setter e gli amanti di pezzi unici di giovani designer o capi vintage scovati da Parigi a Tel Aviv.

Expo Shopping

alviero

Ad unire due delle nostre eccellenze, il made in Italy e la buona cucina, ci pensa lo shopping che in occasione dell’Expo di Milano ha creato limited edition da prendere al volo. La nuova capsule Orgoglio Italia di Geox, sponsor tecnico del padiglione Italia, unisce i migliori brevetti del brand in una sneaker in versione maschile e femminile. La shopping bag Happy Food di L’autre Chose propone invece 100 esemplari di borse in sei modelli irresistibili a tema cucina italiana. Anche Alviero Martini 1a Classe omaggia il tema dell’esposizione con shopper a stampa carta geografica (in alto, in foto), con la peculiarità che i continenti sono fatti di prodotti alimentari tipici. Un’altra capsule pronta a saziarci è quella di 10×10 Anitaliantheory dello stilista siciliano Alessandro Enriquez che, come il fotografo israeliano Dan Lev ha ideato i quadri realizzati con il cibo, ha decorato borse e pochette con farfalle e fusilli, spaghetti sui giubbini, maccheroni su gonne e tubini e tranci di pizza sugli abiti. Un autentico e geniale inno alla buona tavola italiana.

stroiliAnche il mondo della gioielliera non è da meno: il cibo si fa prezioso al polso grazie a Lucky chef di Dodo con charms a forma di pentolino, mestoli, budino e ciambella. Una limited edition di Rosato omaggia la pasta corta con ciondoli dedicati alle ore più conviviali della giornata, dalla colazione all’aperitivo, dal tè al caffè dopo pranzo. Stroili invece si ispira alla cucina italiana per Pasta Couture, una capsule collection di bracciali composta da farfalle e rigatoni in metallo dorato, satinati a mano. La versione in argento 925 riciclato, impreziosito da zirconia cubica, è stato protagonista di un’asta benefica promossa da Charity Stars. Per signorine gourmand e amanti della convivialità.

skinIl mondo della cosmetica propone tanti beauty-case dedicati all’esposizione, come la trousse Feed your skin, Feed our planet che contiene i prodotti best seller di Clarins. Acquistandola si farà anche del bene: parte del ricavato servirà per distribuire 400mila pasti ai bambini più poveri. In occasione del suo evento Forms of Arts, giunto alla quinta edizione, il brand Skinceuticals rende omaggio ad Expo commissionando a quattro esperti di food delle “opere commestibili” ispirate al C E Ferulic, il siero star best seller della maison. From Italy with Love è invece il nome dei tre cofanetti, contenenti i prodotti Vichy più venduti in Asia, Russia e America, pensati per i turisti che visiteranno Expo 2105.

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