Best of Trends

La lingua di Instagram


Amaro, Rise, Earlybird, Valencia, Sierra, Toaster, 1977.

Li riconoscete?
Sono alcuni dei filtri usati per modificare le immagini su Instagram, la App che ha fatto appassionare blogger e celebrities e dove vengono postate le foto più diverse, di moda o di beauty, di viaggi e di vita vissuta.
Nella realtà ci trucchiamo, ci vestiamo bene, raccontiamo agli altri solo ciò che vogliamo rendere pubblico. Instagram non è altro che un’ appendice tecnologica di quello che la vita è già, ma con una differenza meravigliosa: i filtri, che rendono tutto un po’ più magico, costano meno di un abito d’alta moda e sono super efficaci! Instagram è una specie di democrazia digitale che non omologa nessuno, ma rende tutti unici perchè unica è la realtà di ognuno che tramite le fotografie vuole fermare momenti, creare ricordi e condividerli su Facebook e Twitter.
Il motto della Kodak del 1888 “You Press the Button, We Do the Rest“, reinterpretato in chiave digitale e social network, è piuttosto attuale. Il risultato è uno straordinario fiume in piena di immagini che non fanno altro che generare memoria. Non solo gente comune ma anche molti fotografi professionisti hanno abbracciato l’immediatezza e la potenza degli smartphone per farli diventare le loro principali bocche da (messa a) fuoco. Scopro così cinque blogger di successo che ogni giorno postano immagini della loro quotidianità, da seguire e condividere. Come Valentina Capelvenere (@valentinacapelvenere) , creatrice del blog oilnanoolamoda, che racconta quello che le succede con foto dei suoi look, delle vacanze, dei miniabiti delle sue bambine. Oppure la blogger Lucia Del Pasqua (@fashionpolitan), dove pubblica foto dei suoi look creativi, dei suoi viaggi di lavoro e delle sue “faccine” che realizza con qualunque materiale le capiti sotto mano. Account dedicato a prelibatezze culinarie è invece quello di Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari che tramite il profilo Instagram @gnambox postano tante foto di cibo e momenti in cucina con ospiti. Infine su @giuliet di Giulia Angolini, gli scatti riguardano beauty e make-up.

E potevo esimermi da questa mania che impazza? Certo che no, trovate anche me col profilo @chiccadoc con tantissime foto dei miei luoghi preferiti e della mia vita milanese da donna e mamma.

Preparare la valigia

Si fa presto a dire valigia…cosa portare che passi il controllo delle tendenze e della praticità? Come stipare vestiti, borse e accessori vari in un bagaglio easy e compatto?
Innanzitutto bisogna pensare alla tenuta da viaggio, che di solito si traduce in jeans, felpa oversize e scarpe basse come sneakers sporty chic o ballerine. A tracolla la fedele maxi borsa indistruttibile che sappia contenere un porta documenti minimal chic (che alla sera può furbamente diventare pochette), una grande pashmina da usare all’occorrenza come coperta, una crema idratante night&day, il mitico Labello, medicine eventuali e gli insostituibili Iphone/Ipad.
PrintPer quanto riguarda il contenuto della valigia la regola migliore è puntare su capi basici in colori neutri da intercambiare con facilità e fantasia ed individuare nel guardaroba uno o al massimo due pezzi speciali. Aggiungere poi  gonnellone o camicie in tessuti leggeri che si  possono stropicciare senza problemi, un paio di golfini e una giacca per ripararsi dal vento. Da ridurre le scarpe: un paio da giorno e uno da sera, più ciabattine/infradito per riempire i “buchi” rimasti insieme all’intimo e ai costumi. E nel beauty case gli strumenti per un trucco resistente ma leggero: una base protettiva fluida o compatta, mascara e matite waterproof, un gloss  a tinte accese come rosa o arancio e una terra dorata che faccia esaltare l’abbronzatura. Immancabili gli smalti corallo, fucsia, rosso o verde pavone.
Infine da non scordare bijoux scintillanti e dai colori fluo, come maxi orecchini chandelier e bracciali in pvc da abbinare agli outfit vacanzieri.
Un aiuto dal web? Nessuna fashionista parte senza aver preso lezioni da Louis Vuitton: cercate su You Tube il video The art of Packaging, la bibbia della valigia perfetta. Oppure scaricate le app PackingList e WeightControl.

Hot list summer 2013

Come ogni estate le riviste si danno appuntamento per stilare la classifica di ciò che è in auge e assolutamente imperdibile da indossare, leggere, vedere o mangiare. Ecco allora redatta la hot list di quest’estate 2013:
Lo stile marinaro. Un classico rivisitato nelle righe maxi degli abiti di Massimo Rebecchi e nei costumi bon ton ispirati agli anni 50. E’ uno stile facile, fresco e chic sia da mare che da città. Da evitare il total look e personalizzare con top asimmetrici, borse dalle forme curiose e sandali colorati.
Abiti bianchi. Sulle passerelle milanesi sono stati protagonisti indiscussi, in modo particolare nel gioco di pizzi e volumi di Blugirl. Per chi ama l’abbronzatura decisa (che viene esaltata) ma anche per chi ha la pelle dorata, super chic. A un look così romantico e femminile è meglio abbinare dettagli di grande carattere (come i sandali gladiatori ultraflat), per giocare sui contrasti.

Bijoux. Ciondoli e orecchini a forma di cavallucci marini o pietre colorate per collane e anelli come visto sulle passerelle newyorkesi di Oscar de la Renta e Diane Von Furstenberg. Sono il tocco eccentrico dell’estate per eccellenza: un dettaglio colorato funziona sempre con ogni look, basta non eccedere e non creare mai l’effetto parata.

Borsoni. Top quelli color bronzo – Krizia, Hermès, Louis Vuitton, Alviero Martini 1^ Classe, Gucci – anche con stampe a fiori, a righe o pois. Da evitare però il set completo, fa veramente un po’ troppo vacanze Anni 50!
Espadrillas. Passe-partout casual e chic da abbinare a gonne femminili e shorts. La corda della suola quest’estate viene nobilitata da materiali preziosi e da mille varianti colore, inclusi tocchi fluo o animalier – come quelle di Céline, le mie preferite.
Bikini. Reggiseno a fascia e slip altissimo che strizza la vita, ecco il nuovo dictat sulle spiagge. L’effetto? Un po’ Brigitte Bardot in Costa Azzurra, un po’ Sophia Loren in Riviera, sempre rigorosamente rètro. Tra righe, fiori e classici pois.
Eyewear. Si chiamano Daniel Silberman e Jus Ske, arrivano da New York e sono i creatori di Illesteva, gli occhiali più contemporary edge del momento (tra i fan, Alexa Chung e Beyoncè) http://www.illesteva.com
Pagine. La riscoperta di quest’estate da leggere d’un fiato la firma Virginia Woolf, con Freshwater, una commedia brillante, mondana e sorprendente, dove è tutto un rincorrersi di amore, desiderio e bellezza.
Film. Nelle sale a luglio To the wonder di Terrence Malick (ricordate The Tree Of Life?), una storia d’amore che punta al profondo dell’anima. Il cast è d’eccezione: Ben Affleck, Olga Kurylenko e Javier Bardem.
Gelato. Re del palato estivo, ques’estate il Magnum si può assaporare dopo averlo personalizzato con tanti vari ingredienti aggiuntivi al Magnum Pleasure Store di Milano. Un’esperienza da fare, divertentissima e golosissima.

Shopping online

Io compro molto online, stando però parecchio attenta alle descrizioni dei pezzi in vendita e all’esattezza della taglia. Solo così diventa divertente scovare nel web piccoli tesori che non si troverebbero mai nelle proprie città…

Oltre ai classici e straconosciuti negozi come eBay.com e yoox.com, per scarpe, borse, cinture e gioielli ho scoperto da poco anche http://www.you-shoes.com, Net-a-Porter.com (spedizione veloce e customer service molto cortese) e etsy.com (soprattutto per il vintage).

shopping

E poi ci sono i siti top: lookbook.nu dove centinaia di blogger postano i loro outfit del giorno (c’è anche la hit list dei più votati). E’ una fonte inesauribile, multisfaccettata, indipendente d’ispirazione. E’ la moda vera, vista dai ragazzi e dalle ragazze di tutto il mondo, dalla Finlandia a Los Angeles, passando per Ontario e Giappone. Tante idee, tra stilisti emergenti e low budget, da mettere in pratica.

Sito di lusso di e-commerce della rinomata boutique fiorentina, luisaviaroma.com appaga ogni desiderio di acquisto dei capi appena visti in passerella. Selezione accurata e staff cortese. Ed è italiano!
topshop.com è invece il regno della high-Street fashion, dove comprare senza indebitarsi. Gli store si trovano solo a Londra, Stoccolma e Nyc, e quindi, ça va sans dire, il clic è d’obbligo:-) Fanno venire l’acquolina i blazer all’ultima moda, le zeppe, le ballerine e le t-shirt introvabili, gli headpieces anni ’30 e i pezzi street-style. E poi ancora: creazioni ad hoc degli stilisti di punta, nonché la famosa collezione firmata Kate Moss.
Infine non posso non menzionare il sito creato dal mio marchio d’alta qualità preferito, Burberry, che su artofthetrench.com celebra il suo capo icona, raccogliendo centinaia di scatti di very non important people che indossano il mitico soprabito. Non si può non averne uno!

Venuta voglia di surfare sulle tendenze e comprare?!?

I NEED shopping

In che modo si può spiegare la nostra continua dipendenza dalla moda e dallo shopping? In parte è la logica risposta, nonché un significativo gesto di sfida, lanciato alle cattive notizie dell’economia. La moda esiste per farci stare bene e se dovesse cedere alla disperazione perderebbe la sua ragione di esistere. Si dice che la moda rifletta l’umore della gente, ma è anche capace di alzare il dito verso i puritani. Anche nei momenti difficili, lo spettacolo deve andare avanti. Per la nostra generazione – che ha conosciuto soltanto la cultura del consumismo – sarebbe del tutto inimmaginabile non comprare alcunché per risparmiare o mettere da parte i soldi. La maggior parte delle donne si ribella al calo delle vendite nei negozi di abbigliamento. Perché mai rinunciare allo shopping, visto che risulta sempre tanto piacevole? Un tempo acquistare qualcosa era considerato un compito ingrato, una seccatura, oggi è una delle attività che ci mettono più di buonumore. Come si fa a rimanere sedute in casa quando nelle vie più chic della città si formano code in attesa di una nuova collezione, di una nuova offerta, magari low cost?

Una cosa è certa: ogni donna sa benissimo cosa NON deve indossare. E nessuna si trasformerà in una sciattona perché c’è la crisi. Vestirsi in modo trasandato, con abiti fuori moda o che non ci stanno bene, significherebbe rinunciare alla nostra dignità. Il nostro rapporto con i vestiti non è mai stato del tutto razionale, ma governato quasi sempre dalle emozioni. Facciamo acquisti per il puro piacere di ritrovarci circondate da cose belle. Ricordate le bombe nel metrò a Londra? Due giorni dopo c’erano lunghissime code in Oxford Street, per gli ultimi giorni dei saldi estivi: per molta gente, tornare a fare shopping significava un rassicurante ritorno alla normalità. Si sentivano sollevati, rincuorati, per il semplice fatto di essere lì, nei negozi. Nonostante i continui shock che stiamo subendo, non ho l’impressione che il mondo occidentale stia per affrontare una nuova era di sobria austerità…sentirsi belli è semplicemente troppo importante per poterci rinunciare. La moda incarna quello che siamo e quello che facciamo, e nessuno di noi ha intenzione di abdicare al suo io senza lottare.

La moda (non) è solo un gioco

Di sicuro è gioco e divertimento. Un piacere che si rinnova ogni mattina: noi apriamo l’armadio e ci studiamo il look della giornata; gli stilisti devono inventare di tutto per renderci belli, eleganti e felici. Facendone un business.
Non c’è niente da fare: la sola parola moda scatena i peggiori istinti, ma anche i  migliori, di tutti. Nessuno è indifferente all’argomento, chi lo è sta fingendo. Non si può prescindere da una T-shirt con la scritta giusta; tutte trovano il tacco perfetto che sia dodici centimetri, medio come si usa oggi o piatto se si è tipo da ballerina; è impossibile sbagliare jeans o taglio di capelli; non è ammesso non dico non possedere ma ignorare l’esistenza della it-bag; tutte siamo al corrente della lunghezza giusta della gonna e del nome dell’ultima top model fidanzata con la solita rock star. Noi donne c’informiamo, leggiamo i giornali, navighiamo nella rete che, quando si tratta di moda, non può non intrappolarci. E ci perdiamo ore e ore.

Siamo tutte stupide e superficiali allora? Certo che no, perché sappiamo che la moda non è altro che un gioco. E proprio per questo (non) è una cosa seria. Il non tra parentesi perché è il modo più veloce per esprimere il concetto e il suo contrario. Perché in realtà la moda è una cosa serissima, almeno in termini di business: 100.000 aziende che occupano 890.000 persone; un giro d’affari di 65 miliardi di euro (dei quali 41 sono esportazioni). E se si guardano i dati incalcolabili dell’ e-commerce c’è da star male. Quindi lasciamo perdere, i numeri fanno venire l’emicrania a noi che della moda amiamo il lato ludico!

CLOSET_3AX

La moda è un antidepressivo. Ci piace svegliarci la mattina e, anche se piove e non è che va tutto in modo perfetto, sapere che almeno il primo piccolo divertimento della giornata l’abbiamo assicurato: aprire armadi e cassetti e inventarci il look. Basta cambiare orecchini o il colore dello smalto per sentirci bene.

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