Beauty

Autenticità

L’avevamo persa di vista, da qualche tempo in qua. Sedotte dagli slogan overpromising della pubblicità. Perse a obbedire a quella assurda regola che ci chiede di sembrare quello che non siamo. Tutte giovani, a qualsiasi età, tutte magre, tutte trendy, tutte belle allo stesso modo. Chissà com’è successo – quando? – che abbiamo deciso che solo le donne con bocche grandi e nasi all’insù e seni gonfiati da pornostar fossero sexy e femminili, come le caricature dei cartoni animati o i tatuaggi dei marinai. Dimenticando che c’è stato un tempo in cui la bellezza si declinava al plurale e aveva le facce tutte diverse delle Sophie Loren, delle Claudie Cardinale, delle Moniche Vitti, ognuna magnifica a modo suo, in quell’alchimia perfetta di labbra sottili e occhi immensi, di perfezioni e imperfezioni. Chissà com’è successo – quando? – che abbiamo deciso che dovessimo tutte issarci su tacchi altissimi, anche alle 4 del pomeriggio, anche per prendere i figli a scuola, o strizzarci in quegli skinny che stanno bene solo a Kate Moss, per essere… fashion ( parola che si addice più a una 13enne o a una Bratz, che a una “signora” pur giovane dentro).

authenticAdesso facciamo che basta, che si fa di testa nostra. L’autenticità è nell’aria, la sento. Guardarsi allo specchio e riconoscersi. Non fingere di essere ciò che non si è. Per paura di non piacere. Per paura di invecchiare. Perché il problema delle donne sta tutto lì, nel sentirsi “normali”: ci guardiamo allo specchio e quello che vediamo è “solo” una donna. E questo non riusciamo ad accettarlo. Il paradosso è che nello sforzo di avvicinarci all’ideale estetico del momento, ci banalizziamo in modo spaventoso. Basta dare un’occhiata in giro per rendercene conto. Le donne considerate “belle” sono tutte uguali, tutte pettinate e vestite nello stesso modo. E anche quelle più avanti negli anni, fateci caso, si assomigliano in modo impressionante. Non sarebbe invece meglio rilassarci e valorizzare quello che abbiamo? Portare il proprio corpo come se fosse il vestito che uno stilista ha confezionato solo per noi? Modello Esclusivo. Particolare, unico, irripetibile.

C’è una frase che nel tempo ho interiorizzato e sulla quale invito a riflettere: l’anima ha bisogno di un luogo. E questo luogo è il corpo. Corpo come espressione dell’anima. Non mortifichiamolo, non adattiamolo al modello delle dive e delle indossatrici. La moda è una cosa bella, ma deve essere un gioco, allegria di forme e di colori. E il gioco richiede leggerezza, stile. Il nostro corpo è il nostro stile. Inventiamolo, valorizziamolo e mostriamolo. Curiamolo per stare bene con noi stesse. Ripeto: noi stesse, non un’altra che fagocita la nostra personalità. Dice Aristotele che c’è qualcosa di dolce nel vivere: l’energia del movimento, il ritmo del camminare, passarsi le dita nei capelli fanno parte di questa dolcezza. Non è questione di specchi e neanche di sforzi intellettuali. La dolcezza del corpo la sentiamo da dentro, come una specie di danza che ciascuna sa ballare con la propria cadenza interiore. Seguire il proprio passo non significa solo rispettarsi, ma amarsi. Questa forma singolare del nostro corpo veniva già amata da nostra madre prima ancora che venissimo al mondo. La forma singolare del nostro corpo, aspetta solo una carezza.

Non omologhiamoci. Siamo uniche. Chi resta se stessa non passa mai di moda.

Dove vanno le milanesi a farsi belle

I clacson suonano nervosi. Il semaforo è verde da oltre un secondo e la macchina davanti non è ancora partita. Il traffico è intenso, trovare parcheggio una missione impossibile. I mezzi pubblici sono pieni di gente e se l’aria condizionata concede un minimo di sollievo d’estate, d’inverno il riscaldamento è sempre troppo alto…così alle 9.00 il trucco è già sfatto e la camicia stirata di tutto punto è ormai un campo di battaglia. Ci sono i bambini da portare a  scuola, la spesa da fare, le bollette da pagare, rassettare e pulire casa. La mostra a cui non si può assolutamente mancare, un salto sul tapis roulant in palestra, l’ora di zumba e quella di pilates. Poi gli aperitivi con gli amici stipati nel locale più trendy e la coda al cinema…Scene di ordinaria follia nella New York d’Italia: Milano.

La milanesità è un lavoro a tempo pieno, una vita che affatica, che vuol contenere tutto, che  costringe pure a contrarre e inglesizzare le parole – aperitivo diventa “ape”, chiamata “call”, stato d’animo “mood” – la chiamiamo ottimizzazione: una competenza essenziale richiesta a tutte, dalle manager alle casalinghe. Le milanesi vanno perennemente di fretta, si lamentano che tutto è uno “sbatti”, hanno l’analista e se ne vantano, sono finte snob, vestono con stile, correggono i tassisti sulla strada più veloce da fare, non vanno dal parrucchiere ma dall’hair stylist, non dalla truccatrice ma dall’image maker. Concedersi un momento di relax per farsi belle non è solo considerato un lusso, ma un investimento sulla propria persona. Dove?

QC Terme Milano, piazza Medaglie D’Oro 2 (http://www.termemilano.com). Una vera perla di relax per staccare dalle ansie e dallo stress della giornata: ci si può andare infatti durante la settimana e partecipare all’ “aperiterme”, un buffet light con ingresso ai servizi termali. Il giardino esterno è circondato dalle mura erette dai Gonzaga, la parte indoor invece si trova in un palazzo liberty, un’ex balera. In dotazione accappatoio, ciabattine e creme, per due tipi di percorsi: esterno con piscine riscaldate e una curiosa biosauna all’interno di un vecchio tram, o interno con zona relax e maxi lettoni, luci soffuse, geyser, bagno turco e percorsi acquatici. Al piano superiore si può scegliere tra un massaggio rilassante, modellante, shiatsu, ayurvedico, linfodrenante o scacciapensieri.

qc1

Romans Club, corso Sempione 30 (http://www.romansclub.com). Una vera e propria Wellness Lounge, uno spazio ideato e realizzato per rendere l’esperienza del benessere unica e totalizzante: c’è il parrucchiere, la palestra con attrezzi Technogym all’avanguardia, la sala per i corsi di yoga e pilates. Un’area pesi con un ring per chi fa boxe, una cabina per i trattamenti beauty di Elizabeth Arden, un healthy bar, il Salad Me Cafè, indipendente ma inglobato nel centro stesso. Nel piano interrato si trova la zona spa: cascata di ghiaccio, doccia emozionale, sauna norvegese con cromoterapia, bagno turco con talassoterapia e zona relax.

romans

Bahama Mama, viale Col di Lana 1 (http://www.bahamamama.it). Un nail bar per una pausa di assoluto relax. La proprietaria Gaia lo ha curato nei minimi dettagli: insegna al neon rosa, salottino con poltrone di velluto grigio all’ingresso, un piccolo bar dove bere ottimi centrifugati e tisane depurative, un delizioso angolo dedicato alla vendita di abiti e accessori vintage. La stessa cura è riservata ai prodotti utilizzati per i trattamenti di viso e corpo e nella sala barocca per la manicure e la pedicure – a mio avviso la migliore in città – sono allineate decine di smalti dai mille colori e mentre ci si sta rilassando, si può sorseggiare un cocktail biologico o guardare un film. Promemoria: ricordarsi sempre di prenotare.

bahama1

Bellavera, piazza Buonarroti 32 (http://www.bellavera.it). Un beauty-concept voluto dalla vivace quanto professionale Cristina Fogazzi, estetista da anni e geniale artefice della pagina Instagram e Facebook  “L’estetista cinica”, che ha sfondato la rete a suon di vignette in cui con il camice, le braccia incrociate e musino saccentemente cinico per l’appunto, risponde ai quesiti più o meno assurdi che la donna media rivolge all’estetista di fiducia per ricevere la magica soluzione su cellulite e diete varie. È appena uscito il suo libro, “Guida Cinica alla Cellulite“, scritto assieme al chirurgo plastico Enrico Motta, dove vengono illustrate tutte le cause scientifiche e biologiche delle odiate cellule adipose, con tanto di aiuti per arginare il problema, dall’alimentazione povera di sale (ci sono le ricette di Gnam Box!) ai trattamenti più mirati da poter fare nel suo centro con un adorato team cinico composto da estetiste preparate che fanno sentire ogni cliente a proprio agio. I trattamenti più in voga sono Icoone, Cavitazione, Radiofrequenza e l’innovativo Slim_me da poter fare anche a casa.

bellavera

Yoga come disciplina

yoga1

Lo scorso anno il governo indiano ha messo il copyright su 1500 posizioni yoga come “sapere tradizionale”, poiché descritte nei testi sacri. L’antica disciplina si basa su quattro fondamentali tecniche. Le posizioni (asana) consentono di raggiungere la padronanza del corpo fisico. Il controllo del respiro (pranayama) è anche il controllo della forza vitale: prana significa “energia” ma anche “respiro” e ayama vuol dire “controllo, padronanza”. Pranayama è il respiro che circola, riempie e dona pienezza alla vita, che migliora il contatto con le emozioni, strettamente correlate alla respirazione. Le altre due tecniche fondamentali sono la concentrazione e la meditazione, che liberano ed espandono la mente. Perché lo yoga non è esercizio fisico legato solo alla corporeità: con la pratica si raggiunge, oltre alla consapevolezza del corpo, il controllo delle proprie emozioni.

Eppure molti ancora pensano che questa disciplina non offra un allenamento abbastanza intenso per vedere dei risultati concreti, che sia noiosa perché si deve meditare oppure che sia riservata solo a chi è dotato di grande flessibilità. Niente di più sbagliato: tutti possono praticare yoga, a maggior ragione chi è più “legato” perché, proprio grazie alla respirazione profonda che accompagna ogni asana, aiuta a sciogliere articolazioni e muscoli. Alcune posizioni sono davvero impegnative e coinvolgono tutte le parti del corpo, come la posizione della sedia: in pratica è uno squat che si esegue a gambe unite e con le braccia in alto, ma va tenuta a lungo per cui gambe e glutei lavorano intensamente. Anche così si suda e si bruciano calorie, ed in più si abbina il lavoro di tonificazione a quello di allungamento muscolare. Quanto alla noia, i corsi di yoga sono talmente tanti e diversi che si può scegliere la variante che più ci si addice: dall’ Ashtanga, la più dinamica, all’ AcroYoga, la tecnica più acrobatica, allo yoga della risata, dove letteralmente ci si lascia andare e si ride a crepapelle.

yogacom1Un workout intenso ma superbilanciato che assicura flessibilità, forza e resistenza senza stressare giunture e colonna. E da oggi ci si può dedicare a questa disciplina anche a casa propria grazie alle applicazioni da seguire passo passo sullo smartphone o sul tablet. Come Tutto in yoga (4,50 euro per iPhone) se si è agli inizi e si ha bisogno di un programma graduale: mostra le posizioni nei dettagli senza dare nulla per scontato e fornisce video e tavole anatomiche che spiegano quali muscoli si fanno lavorare durante gli esercizi, da scegliere tra 25 programmi in base al proprio livello di preparazione. Yoga.com (3,60 euro per iPhone e Android), è invece l’app perfetta per chi pratica già da qualche anno. Lanciata dal sito di yoga più cliccato al mondo, permette di scegliere gli esercizi tramite immagini e video in hd in base agli obiettivi: perdere peso, migliorare la flessibilità o combattere lo stress. Anche per chi soffre di mal di testa o cervicale ci sono le sequenze mirate per alleviarlo. Se invece si lavora alla scrivania tutto il giorno e la schiena ha bisogno di uno stretching che distenda i muscoli, l’app giusta è Salute the desk, che unisce alle sequenze yoga alcuni esercizi di ginnastica posturale, aiutando così a combattere i dolori causati da posizioni scorrette.

L’ultimo trend è praticare in gruppo e per strada (Oysho Yoga, http://www.oysho.com), perché la gente ha finalmente riscoperto la bellezza di una pratica che insegna ad ascoltare corpo e mente, a fermarsi, a respirare e a capire i propri bisogni. Elogio della lentezza.

Expo Shopping

alviero

Ad unire due delle nostre eccellenze, il made in Italy e la buona cucina, ci pensa lo shopping che in occasione dell’Expo di Milano ha creato limited edition da prendere al volo. La nuova capsule Orgoglio Italia di Geox, sponsor tecnico del padiglione Italia, unisce i migliori brevetti del brand in una sneaker in versione maschile e femminile. La shopping bag Happy Food di L’autre Chose propone invece 100 esemplari di borse in sei modelli irresistibili a tema cucina italiana. Anche Alviero Martini 1a Classe omaggia il tema dell’esposizione con shopper a stampa carta geografica (in alto, in foto), con la peculiarità che i continenti sono fatti di prodotti alimentari tipici. Un’altra capsule pronta a saziarci è quella di 10×10 Anitaliantheory dello stilista siciliano Alessandro Enriquez che, come il fotografo israeliano Dan Lev ha ideato i quadri realizzati con il cibo, ha decorato borse e pochette con farfalle e fusilli, spaghetti sui giubbini, maccheroni su gonne e tubini e tranci di pizza sugli abiti. Un autentico e geniale inno alla buona tavola italiana.

stroiliAnche il mondo della gioielliera non è da meno: il cibo si fa prezioso al polso grazie a Lucky chef di Dodo con charms a forma di pentolino, mestoli, budino e ciambella. Una limited edition di Rosato omaggia la pasta corta con ciondoli dedicati alle ore più conviviali della giornata, dalla colazione all’aperitivo, dal tè al caffè dopo pranzo. Stroili invece si ispira alla cucina italiana per Pasta Couture, una capsule collection di bracciali composta da farfalle e rigatoni in metallo dorato, satinati a mano. La versione in argento 925 riciclato, impreziosito da zirconia cubica, è stato protagonista di un’asta benefica promossa da Charity Stars. Per signorine gourmand e amanti della convivialità.

skinIl mondo della cosmetica propone tanti beauty-case dedicati all’esposizione, come la trousse Feed your skin, Feed our planet che contiene i prodotti best seller di Clarins. Acquistandola si farà anche del bene: parte del ricavato servirà per distribuire 400mila pasti ai bambini più poveri. In occasione del suo evento Forms of Arts, giunto alla quinta edizione, il brand Skinceuticals rende omaggio ad Expo commissionando a quattro esperti di food delle “opere commestibili” ispirate al C E Ferulic, il siero star best seller della maison. From Italy with Love è invece il nome dei tre cofanetti, contenenti i prodotti Vichy più venduti in Asia, Russia e America, pensati per i turisti che visiteranno Expo 2105.

Le donne francesi sanno invecchiare

Qualche anno fa la scrittrice Mireille Guiliano ha venduto tre milioni di copie del suo libro “Le francesi non ingrassano“, ora ha ribadito il concetto in “Le francesi sono sempre belle – Affrontare il tempo con stile“: le signore d’Oltralpe sono meglio. Perché sanno invecchiare tenendo inalterato stile e charme.

frenchCome ovunque anche in Francia funziona la forza di gravità, ma loro l’affrontano con un diverso atteggiamento, con meno preoccupazione: mai smettere di pensare cosa si può fare per coltivare la propria immagine e per godersi le prossime fasi della vita. Una ultra quarantenne francese è ancora affascinante, si sente desiderata e si comporta di conseguenza, ma non inganna sull’età. Si cura, ma non cerca di sembrare una ventenne. Juliette Binoche, Marion Cotillard, Catherine Deneuve, Vanessa Paradis, Audrey Tautou esibiscono un aspetto sensuale che emana esperienza e pienezza. “Siate fiduciose, apparire giovani inizia con il sentirsi giovani. Cercate di non fissarvi sull’invecchiamento. Abbracciate ciò che alla vostra età vi rende felici” incita la scrittrice.

Non possiamo spostare all’indietro l’orologio ma possiamo far muovere le lancette più lentamente. Le francesi dormono in media nove ore per notte, praticano yoga e meditazione e girano sempre in bicicletta…su su muoviamo anche noi il nostro derrière! Scelto il proprio peso forma (che può essere anche quello di una curvy), non transigono: oltre quella soglia non si tollera neppure un grammo, a costo di rinunciare a baguette e verre du vin o al croissant mattutino.

Il guardaroba delle donne francesi è costituito da pochi capi semplici ma perfetti, d’alta qualità: tubino nero, cardigan e dolcevita in tinte tenui, camicia bianca, un paio di giacche su misura, pantaloni d’alta sartoria, trench, foulard e lingerie elegantemente sexy. Suggerisce la Guiliano: “Sono un’accanita sostenitrice del brand personale. Indossate le vostre iniziali, non quelle che acquistate nei negozi di alta moda. Il vostro brand è la vostra identità, quel tocco che vi distingue dalle altre, che vi definisce e vi rende indimenticabili. Può essere il profumo che indossate sempre, un accessorio o un certo stile nel vestire”.

 

 

Liberiamo la sensualità

Sarebbe ora che noi donne ci liberassimo dei luoghi comuni sul corpo, quelli che soffocano la sensualità. Invece no, ce li teniamo stretti, finché uno sguardo maschile si posa sulle nostre curve imperfette, le guarda con passione, le cattura con desiderio e ce le restituisce più libere, anche dal nostro sguardo giudice. Ma che fatica facciamo…

Nude woman with a white  flowerLa sensualità è una caratteristica interiore, come la classe e l’eleganza. Esiste se siamo in pace con il nostro corpo, che non dev’essere per forza magro, efficiente e giovane: questa è una deviazione della nostra cultura! Le pressioni sociali legate al corpo sono così potenti da creare una frattura tra l’idea che abbiamo di noi e il modo in cui viviamo la nostra fisicità. Il corpo ideale è diventato irraggiungibile e inseguire i modelli dei bellezza correnti esige sforzi smisurati. Basti pensare che tra una modella e una donna di taglia normale ci sono 16 chili di differenza. Non solo, oggi il nostro corpo va sempre più confezionato, come una merce: le unghie sono finte, i capelli hanno le extension, le braccia sono rese lisce dalla ceretta. Tutto sembra fatto per nascondere la sua verità, la sua unicità. Che errore!

La sensualità va proprio nella direzione opposta, richiede naturalezza e perdita di controllo; è una voce calda, il senso del ritmo, una pelle morbida. E’ sexy tutto quello che parla attraverso i cinque sensi direttamente alla nostra pancia. Impariamo a non sentirci in colpa per un difetto e rendiamoci conto che il senso di inadeguatezza che ci affligge è dettato, imposto da una pura strategia di marketing.

Invece di concentrarci sui difetti che pensiamo di avere, riflettiamo sulle nostre risorse. E coltiviamole. Anche quelle interiori: ironia, spirito di adattamento, capacità di coinvolgere gli altri. I nostri punti forti diventeranno così fortissimi, e molto seducenti. Da riservare e svelare a chi lo merita davvero.

Perché praticare yoga

Sul tappetino, in Italia, siamo quasi un milione e mezzo. Perché lo facciamo? Ricerca della consapevolezza, della concentrazione, della connessione tra mente e corpo. Sì, tutto vero. Ma la risposta più semplice è: perché ci sentiamo meglio. Se non vi basta, vi offro altre cinque buone ragioni:

 

1. Perché sono più felice. Basta un’ora di yoga e subito i livelli di serotonina  si alzano del 27%, mentre quelli di citochina, che ci rende stanchi e di cattivo umore, si abbassano del 41 %. Risultato: siamo subito più tranquilli ed energici. Lo yoga è una disciplina che lavora sul sistema endocrino e immunitario, è una pratica potente ma gentile che riequilibra profondamente tutto il sistema.

2. Perché io lifting no. Lo yoga purifica il corpo dalle tossine, compreso il viso. Con esercizi mirati poi, è come un lifting. Lo sanno bene Gwyneth Paltrow e Jennifer Aniston, fan del face yoga, un mix di massaggio ayurvedico e digitopressione. Funziona così: con la respirazione si elimina anidride carbonica ed il colorito migliora; poi massaggiando, si rilassano i muscoli e si riattiva la circolazione. Risultato: le rughe si distendono.

rp_ginnastica-300x227.jpg3. Perché passa il mal di schiena. Chi bazzica abitualmente il tappetino lo sa: l’insieme di allungamento e potenziamento muscolare riduce i dolori alla schiena. Il segreto è intrinseco alle asana, cioè le posizioni: sono movimenti a spirale che mantengono in equilibrio compressione e trazione. Lo yoga aiuta a muoversi consapevolmente, ascoltando il corpo, per questo serve anche a curare il dolore. E’ una disciplina armonica, rimette in atto il movimento, che è la via della salute.

 

4. Perché corro meglio. Yoga e corsa vi sembrano un ossimoro? Invece nascono dallo stesso tipo di dialogo mente-corpo e per questo si integrano perfettamente. Lo yoga, insegnando a respirare, aiuta a mantenere una postura corretta e allunga i muscoli, proteggendoli dai microtraumi a cui facilmente si può incappare correndo.

5. Perché peso meno. Anche per neofiti: il saluto al sole dell’Hatha Yoga è un grande lavoro cardiovascolare e aerobico che stimola tutti gli organi e favorisce la digestione. Ma non è tutto: lavora sulla volontà (la capacità di stare a dieta e rimanerci) e sui centri vitali legati all’appagamento (cioccolato? No, grazie).

 

 

Skin rescue guide

Un periodo no può capitare anche alle più tranquille, le patite dello yoga (sarei io) e della vita slow (non sono io). Figuriamoci a quelle che fronteggiano lo stress a colpi di patatine e stravizi vari. Noi donne viviamo in accelerazione, con la tabella di marcia sempre in affanno: dalla cartella dei report per la riunione, al traffico, alla spesa, al voler essere mamme da Oscar.

Risultato? I ritmi naturali sfasano e ci portano a compensare con abitudini sbagliate: troppo poche ore di sonno, una dieta sballata, sigarette o drink in più e l’abbonamento in palestra inutilizzato; per non parlare di colorito spento e viso segnato. Via allora a cinque ottime soluzioni beauty per detossinare la pelle.

sketch12

Rispettiamo i cicli di riposo. E’ fondamentale rispettare i ritmi biologici, scanditi dal giorno e dalla notte. La pelle, come tutto il corpo, risponde al ritmo circadiani, con funzioni che cambiano a seconda dell’ora del giorno. Vale anche per attività molto significative, come la proliferazione delle cellule, che varia fino a 30 volte, con un picco più alto a mezzanotte ed un punto più basso a mezzogiorno. O la disidratazione, che aumenta sensibilmente durante la notte. Nelle ore di luce , invece, la pelle è ben vigile: deve respingere le aggressioni esterne, dai raggi Uv agli agenti atmosferici. Organizziamoci quindi un programma beauty che tenga conto dei diversi cicli, alternando protezione e rigenerazione, per aiutare la pelle a fare ordine e a risintonizzarsi con il suo bioritmo. Sono in commercio nuovi prodotti che sostengono i processi cutanei nella fase in cui accadono naturalmente. E mirano a riportare la pelle allo stato ottimale, quello non toccato da eccessi e frenesia. Uno su tutti la crema da giorno DayWear di Estée Lauder, che rilascia una miscela di peptidi, lipidi e antiossidanti.

Circondiamoci di benessere. I buoni aromi, con i loro effetti sul benessere, non sono un caso. La pelle è collegata alla psiche: quello che dà serenità fa anche sentire più belle. La corrispondenza si spiega con lo sviluppo fetale, perché l’epidermide ed il sistema nervoso nascono insieme. In altre parole, se nel corpo circolano i neurotrasmettitori del buon umore (le famose endorfine e serotonina) anche il viso è più tonico e luminoso. Sì quindi ai nuovissimi neuro cosmetici, capaci di stimolare i neuro trasmettitori buoni e di inibire, al contrario, quelli infiammatori.

Calmiamoci con un bel respiro. Prendendo spunto dalle pratiche asiatiche basate sulla respirazione. Ogni volta che ci sentiamo in ansia o in affanno, faccian un bel respiro profondo: inspirando, contiamo fino a tre gonfiando la pancia come fosse un palloncino. Espirando, contiamo di nuovo fino a tre, sgonfiando la pancia. Facciamo attenzione alle sensazioni: percepiamo l’aria muoversi dentro e fuori dal corpo, con il petto e l’addome che si espandono e si contraggono. E’ un semplice gesto che porta alla calma: un solo ciclo basta ad allontanare pensieri e tensioni.

Molliamo le cattive abitudini. Oltre all’invecchiamento cronologico ce n’è un altro, ben più insidioso, che dipende da noi e dai nostri vezzi. E’ l’invecchiamento comportamentale e fa più danni delle lancette che avanzano: uno studio rivela che lo scarto  tra l’età reale e quella della pelle può essere di ben dodici anni, se si hanno guai con il sonno, l’alimentazione e lo stress. Le cattive abitudini influiscono su vari aspetti, tra cui la produzione del GH, l’ormone della crescita che sostiene la sintesi delle proteine, necessarie per il tono e la compattezza dell’epidermide. Diminuisce anche la melatonina, ormone che regola i ritmi del sonno e della veglia ed è un notevole antiossidante. Va ancora peggio se viviamo con smartphone  e iPad (vedi post precedente) con una vita ancora più intensa e sregolata delle nostre mamme: fumo, sole senza protezione, senza orari né beauty routine. Così il viso si segna come se avessimo dieci anni in più. Se alle pelli strapazzate dalle cattive azioni ha pensato Vichy, con un siero che combina attivi  sinergici per ridurre i segni di stanchezza, della generazione  3.0 si occupa Shiseido con la nuova linea Ibuki, che in giapponese significa “nuovo respiro”: ideata per la pelle stressata, si basa su un mix di estratti vegetali combinati ad un aroma distensivo.

Depuriamoci a tavola. Se su certi elementi non possiamo intervenire, come lo smog delle nostre città, su altri invece sì, come l’alimentazione: inseriamo cibi alleati  della bellezza come i cereali integrali, che contengono fibra insolubile importante per lo smaltimento delle tossine, verdura e frutta, fonti di vitamine A, C ed E (potenti antiossidanti capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi), il pesce e gli oli per i famosi omega 3. Abbiniamo alla buona tavola degli integratori, soprattutto nei periodi dicicili in cui ci nutriamo con un panino, saltiamo i pasti o beviamo troppo alcol.

Il valore della età

images

Non può essere un caso: nelle pagine interne del quotidiano leggo un servizio sull’enzima guastatore P66, responsabile della morte delle cellule; la speranza è quella di ostacolarlo, inibirlo, fermarlo, allo scopo di allungare la durata della vita. Poco più avanti un altro servizio su un rimedio conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà miracolose: regine, papi e imperatori ritenevano necessario bere e cibarsi di oro, per assumerne, non solo in senso metaforico, le caratteristiche di indistruttibilità, bellezza e fulgore. Qualcosa dovevano aver intuito, se oggi l’ultimo ritrovato della chirurgia estetica è una rete aurea di fili sottili (Lifting con filo d’oro), come arabeschi preziosi a distendere ed illuminare pelle e lineamenti, nella liftata illusione di un’eterna giovinezza tutta d’oro.

Avete in mente la sensazione che si ha alla vista di donne imprigionate nelle loro maschere, cristallizzate dal botulino? L’effetto è a dir poco inquietante. Chissà com’è successo – quando? – che abbiamo deciso che solo le donne con bocche grandi e nasi all’insù e seni gonfiati da pornostar fossero sexy e femminili, come le caricature dei cartoni animati o i tatuaggi dei marinai. Invece di ritrovare o riformulare il valore autonomamente positivo dell’età, la demonizziamo e tentiamo di scacciarla come indesiderabile ed inguaribile. Preferiamo camuffarla, anziché prepararci a viverla degnamente.

Renata Molho, famosa giornalista e scrittrice nonché modello di riferimento per tutte le aspiranti tali, scrive: “Invecchiare è una conquista. Un privilegio. Non solo perché l’alternativa è un salto nel buio, ma perché significa avere dipinto con molti colori, aver visto albe e tramonti, attraversato i mari più diversi e ascoltato tante voci. Stare nel flusso della vita e nuotare, godendosi l’acqua che scivola addosso senza porre resistenza, continuare a viaggiare evitando di chiedere un’amatriciana in Mongolia o un mojito al capocarovana incrociato nel Sahara. E’ paradossale immaginare di negare un patrimonio accumulato con tanta energia e fatica“.

Copyright 2013 - 2014 © Best of Mag