Caccia alla paura

Il battito cardiaco accelera, il respiro si fa affannoso, si ha la sensazione di perdere il controllo o addirittura di morire. Può capitare di sentirsi terrorizzati e di non riuscire a prendere fiato. Pochi secondi, ma terribili. E il timore che possa succedere di nuovo diventa l’insormontabile ostacolo che impedisce di proseguire. Tutto questo ha un nome: attacco di panico. Un momento di folgorante paura che si trasforma in una scossa elettrica in tutto l’organismo e nella mancanza di qualunque controllo, accompagnate dalla sensazione di morire o, più spesso, di perdere completamente la lucidità. Con manifestazioni fisiche come la tachicardia, respirazione difficoltosa, brividi, fino allo svenimento. Una sensazione che dura pochissimo ma che lascia atterriti.

La paura è democratica, si distribuisce a pari livello tra uomo e donna, in tutte le età e in tutti i ceti: ne soffrono premi Nobel e analfabeti, e persino le personalità più eroiche e spericolate a un certo punto della loro ita possono ammalarsi di attacchi di panico. Secondo l’Oms colpisce oltre il venti per cento delle persone al mondo….oggi più che mai con la pandemia che stiamo attraversando e il nostro non più riuscire a tenere sotto controllo tutto. Una delle grandi illusioni dell’uomo moderno è che la conoscenza e la scienza ci avrebbero liberato da qualsiasi paura, perché ci avrebbero messo in grado di sapere sempre cosa fare. Ma rispetto alle più importanti malattie siamo ancora completamente inermi. Pensare di poter controllare tutte le razioni dell’organismo – compreso il battito del cuore o la respirazione che si alterano – induce ad atteggiamenti di sempre maggiore controllo sempre più incontrollabili, producendo un effetto paradosso che si traduce in una trappola.

Occorre rimettere nella giusta prospettiva questa emozione per tornarne padroni. E la via d’uscita dal circolo vizioso della fobia che si autogenera non è una lunga psicoterapia, ma una strategia paradossale che ci guidi a fronteggiare, anzi ad accrescere la paura fino ad annullarla. La soluzione degli attacchi di panico non sta nella comprensione minuziosa di come il problema si sia formato, ma nel cambiare il fatto che continua a persistere nel presente. Ciò che lo ha generato, invece, è passato, e come tale non è modificabile. Ed è pure superata l’idea che alla base di un disturbo fobico ci sia sempre un trauma o una depressione…attenzione: il più delle volte è chi sperimenta il panico che si deprime e non chi è depresso che sviluppa il panico!

La paura della paura è il paradosso che causa il disturbo. Anche la cura quindi è paradossale: se buttiamo altra legna sul fuoco finiamo per togliergli ossigeno e quindi per spegnerlo. Quando un’emozione arriva all’eccesso, l’organismo si difende azzerandola. Così, se mentalmente ci esercitiamo a esasperare una situazione che spaventa, invece che a reprimerla, è un immediato cortocircuito che la annienta. In altre parole si torna a rispettare gli istinti. Più si dà caccia alla paura, meno la paura darà la caccia. Per usare le parole del poeta Tagore “la lezione più importante che l’uomo possa imparare in vita non è che nel mondo non esiste la paura, ma che dipende da noi trarne profitto e che c’è consentito tramutarla in coraggio”.

Lascia un commento